Da seguire: Area Euro: – Francia. L’inflazione (misura armonizzata) è salita da 2,1 a 2,4% a/a, sulla scia di un incremento mensile di +0,6%. L’indice che esclude i tabacchi è salito di 0,5% m/m. Nell’indice nazionale spicca il balzo di +9,6% m/m registrato da abbigliamento e calzature, mentre tutti gli altri capitoli di spesa registrano incrementi inferiori alla media generali….
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– Aste – Giornata molto importante per i mercati europei: l’Italia offre oggi da 3 a 4 miliardi del nuovo quinquennale BTP 4,75% 07/2016, oltre a 2-3 miliardi di altri 3 BTP. Il 15/9 scadono BTP per 14,5 miliardi. Offerta anche da parte di Belgio (2,7-3,5 miliardi di carta breve) e Olanda (riapertura del decennale per 1,5-2,5 miliardi).
Stati Uniti
– I prezzi all’import ad agosto sono previsti in calo di -0,7% m/m dopo l’aumento di 0,3% m/m di luglio. La correzione sarà sostenuta dal calo dei prezzi energetici che sono tornati a calare da fine luglio e dovrebbero contribuire a rallentare la dinamica dei prezzi all’import anche a settembre. Al netto del petrolio, i prezzi dovrebbero essere invariati, segnalando un rallentamento delle pressioni inflazionistiche complessive.
Ieri sui mercati
Mentre Portogallo e Irlanda beneficiano della protezione offerta da programmi di correzione valutati positivamente da FMI e Commissione, le tensioni sono rimaste ad alti livelli sulle emissioni di Italia e Spagna (parzialmente protette soltanto dal programma BCE) e su quelle della Grecia (il cui programma di stabilizzazione non riesce a centrare gli obiettivi, creando incertezza sul rinnovo). Questa mattina i decennali italiano e spagnolo pagano spread rispettivamente di 378 e 359pb sul Bund tedesco, il cui rendimento ieri è sceso a 1,73%. Degni di menzione, comunque, anche i 79pb pagati dalla Francia. La BCE ha comunicato che gli acquisti di titoli di Stato effettuati nell’ambito del SMP sino alla scorsa settimana sono pari a 143 miliardi. Dunque, sono state regolate quasi 14 miliardi di transazioni, circa in linea con le quattro settimane precedenti. Secondo fonti di mercato, gli acquisti si sarebbero ancora concentrati su titoli italiani e spagnoli, e sarebbero continuati anche ieri. Nell’asta di BOT a 12 mesi, sono stati assegnati titoli per un controvalore di 7,5 miliardi di euro. Il rendimento è risultato pari a 4,153% (ai massimi da settembre 2008) da 2,959% dell’asta precedente, e il tasso di copertura dell’offerta da parte della domanda (bid/cover ratio) è sceso a 1,529 (da 1,94 precedente). L’asta sui BOT trimestrali (4 miliardi) ha visto un rendimento dell’1,907% (da 1,034% dell’asta precedente) e un bid/cover ratio a 1,859 (da 2,42 precedente). La controffensiva del Tesoro italiano ha visto anche un tentativo di coinvolgimento della China Investment Corp. (il fondo sovrano cinese) sia come acquirente ufficiale di titoli di stato, sia come potenziale investitore in aziende italiane. La notizia ha avuto una certa eco, facilitando un tardivo raffreddamento della pressione sugli spread. L’euro ha trovato supporto a 1,35 USD, rimbalzando fino a 1,3695. Marginale scivolamento dell’euro contro CHF, che però non ha ancora saggiato la soglia ufficiale di 1,20.
Area Euro
Grecia. Il presidente dell’Unione Europea Van Rompuy ha dichiarato che le nuove misure annunciate dalla Grecia sono positive ad un primo esame. Giudizio favorevole anche dal commissario europeo Rehn, che ha anche preannunciato il ritorno della missione UE “nei prossimi giorni”, per concludere i lavori “entro la fine di settembre, non appena la Grecia avrà rispettato le condizioni”.
Italia. L’asta per le frequenze sta andando relativamente bene per il Tesoro: il valore delle offerte ha ormai superato i 3,1 miliardi di euro.
Italia. La produzione industriale è scesa per il terzo mese consecutivo a luglio (di -0,7% m/m, in linea con la media dei due mesi precedenti). Su base annua l’output è tornato in negativo sia in termini grezzi (a -4,6%) che corretti per i giorni lavorativi (a -1,6%, minimo dal 2009). Anche il dettaglio non è particolarmente confortante, eccezion fatta per la produzione di beni strumentali che, anzi, nel mese accelera (a +1,8% da +0,6% m/m); tutti gli altri macro-comparti mostrano un calo, in particolare preoccupa il secondo crollo mensile consecutivo per i beni di consumo non durevoli
(-3,6% da -1,2% m/m precedente), un segnale che le imprese si aspettano un forte ridimensionamento della domanda finale delle famiglie.
Certificazione degli analisti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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