BUSSOLA 2

Flash: L’Italia riapre il BTP 2% 06/2013, il BTP 3,75% 03/2021 e il CCTeur 12/2015

Da seguire: Area Euro: – L’indice di fiducia economica della Commissione Europea potrebbe rimanere in prossimità dei recenti massimi a settembre, a 101,6 da 101,8 di agosto. Infatti la fiducia dei consumatori potrebbe..


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essere confermata invariata a -11 (dopo il significativo recupero dei mesi precedenti) e la fiducia delle imprese potrebbe poco variata sia nell’industria (il PMI manifatturiero è sceso ma le indagini nazionali hanno mostrato un maggior ottimismo in Germania, Francia e Belgio) che nei servizi. Il livello dell’indice è superiore alla media storica dal 1985 (100,7) ed è coerente con il mantenimento di una crescita annua del PIL area euro attorno all’1,7% a/a registrato nel trimestre primaverile.


– Italia.
La fiducia delle imprese è vista stabile a 100,5 a settembre, dopo il deciso miglioramento di agosto. Il trend sarebbe simile a quello registrato in Germania e Francia, dove le indagini nazionali hanno mostrato un lieve miglioramento. Sugli imprenditori italiani potrebbe pesare qualche timore legato all’incertezza del quadro politico. Il livello dell’indice ISAE è vicino alla media storica e coerente con una prosecuzione del trend di crescita nella seconda metà dell’anno, sia pure a un ritmo inferiore a quello registrato nel primo semestre.

– Aste – L’Italia riapre il BTP 2% 06/2013 per 2-3 miliardi, il BTP 3,75% 03/2021 per 2-3 miliardi e, infine, il CCTeur 12/2015 per 1-2 miliardi.

Ieri sui mercati

Continua l’allargamento degli spread sovrani sul debito irlandese e portoghese, arrivati rispettivamente a 466pb e 438pb sulla scadenza decennale. Il commissario europeo Rehn ha sollecitato l’Irlanda a presentare un piano credibile di stabilizzazione del debito su un orizzonte di quattro anni, e di non limitarsi al budget 2011. In un contesto di generale debolezza del dollaro, l’euro rimbalza fino a massimi di 1,3595, lo yen riguadagna l’area 83 e la sterlina si assesta sopra 1,58. Significativo calo dei rendimenti sui mercati americani.

Area Euro

Il membro del Comitato Esecutivo della BCE Stark ha dichiarato che questa settimana e nel quarto trimestre 2010 una serie di misure non convenzionali adottate dalla BCE in risposta alla crisi verrà a scadenza e non sarà rinnovata. Solo “in una delle prossime riunioni” la BCE deciderà quali misure di stimolo monetario tenere in piedi dopo fine anno.

Italia. A settembre l’indice di fiducia dei consumatori è balzato a sorpresa a 107,2 da un precedente 104,1. Sono migliorate sia la valutazione sulla condizione corrente (a 115,4 da 113,2) che le aspettative sul futuro (a 96,8 da 95,3). Confortante il fatto che a migliorare sia la situazione personale degli intervistati (a 121,1 da 116,4), più basata sui “fondamentali” che non su un “sentiment” passeggero, piuttosto che il giudizio sulla situazione economica generale (anzi in lieve calo a 80,6 da 81).

Italia. Le retribuzioni contrattuali sono rimaste invariate in agosto rispetto al mese precedente; il tasso di crescita annuo rallenta così dal 2,4% al 2,2% a/a. Secondo le proiezioni ISTAT, l’indice di retribuzione contrattuali scenderebbe progressivamente nei prossimi mesi fino a toccare l’1,4% a/a a fine anno (negli ultimi 13 anni un incremento annuo così basso si è verificato solo nel marzo 1999) per riprendere a salire a inizio 2011, rimanendo comunque su livelli storicamente depressi (+1,8% a/a).

Germania. In base ai dati preliminari dai Lander i prezzi al consumo sono calati di -0,1% m/m a settembre dopo la stabilità del mese precedente. Sull’armonizzato i prezzi sono scesi di -0,2% m/m da un precedente +0,1% m/m. L’inflazione annua – sia secondo la misura armonizzata che nazionale – ha accelerato all’1,3% dall’1% a/a. Il dettaglio dei singoli stati mostra che l’accelerazione su base annua deriva principalmente da energia e alimentari freschi, mentre l’inflazione core dovrebbe risultare ferma a 0,6% a/a. Vediamo una dinamica inflazionistica circa stabile sulla misura nazionale da qui a fine anno mentre sull’armonizzato l’inflazione potrebbe crescere di uno/due decimi.

Stati Uniti

A settembre, la fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board è scesa assai più del previsto a 48,5 dopo l’incremento di agosto a 53,2. In calo sia la valutazione della situazione corrente (a 23,1 da 24,9) che le aspettative (a 65,4 da 72,0). Il deterioramento del morale riguarda anche il mercato del lavoro: la differenza fra “jobs plentiful” e “jobs hard to get” scende a -42,3 da -41,5. Anche l’indagine preliminare dell’indice dell’Univ. of Michigan ha mostrato un calo a settembre dopo l’aumento di agosto. La fiducia dei consumatori resta ben al di sotto della media storica di lungo termine (94,9).

L’indice C/Shiller dei prezzi delle case ha rallentato a 3,2% a/a a luglio da un precedente 4,2% a/a. Dopo un recupero durato oltre un anno, l’indice sembra aver imboccato un trend nuovamente al ribasso negli ultimi due mesi.

Giappone

L’indagine Tankan registra ulteriore miglioramento degli indici correnti, ma anche un ampio peggioramento delle aspettative, come già evidenziato dal Reuters Tankan di settembre. L’indice corrente per le grandi imprese manifatturiere sale a 8 da 1 di giugno (l’indice aspettative di giugno per settembre era a 3). Per le grandi imprese non manifatturiere, l’indice sale a 2 da -5 (l’indice aspettative


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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