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Flash: L’Italia riapre il BTPei 2,1% 09/2021

Germania. L’indice dei prezzi al consumo è visto in calo di -0,2% m/m a settembre, dopo la stabilità di agosto. Il calo dei prezzi sarebbe in linea con ..


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la stagionalità di settembre (i prezzi energetici sono risultati poco variati nel mese). L’inflazione accelererebbe cosi a 1,2% a/a, da un precedente 1,0% a/a. Sull’armonizzato i prezzi dovrebbero scendere di -0,1% m/m dopo il +0,1% m/m di agosto e l’inflazione accelerare a 1,4% a/a dopo un +1,0% a/a. Stimiamo un’inflazione pressoché invariata da qui a fine anno.

Italia. La fiducia dei consumatori è vista all’incirca stabile a settembre, a 104 da 104,1 di agosto. Il trend rimane in calo dai picchi toccati un anno fa, e il livello dell’indice è inferiore alla media storica dal 1982 (112,6). Comunque, pensiamo che in prospettiva l’indice non sia destinato a tornare sui minimi del luglio 2008; ci aspettiamo piuttosto una sostanziale stabilizzazione sulla scia di un qualche attenuarsi delle preoccupazioni occupazionali.

Aste – L’Italia riapre il BTPei 2,1% 09/2021 per 1-1,5 miliardi di euro, mentre l’Olanda riapre il DSL 3,25% 07/2015 e il DSL 4% 07/2018 per un massimo di 2 miliardi. Offerta di carta a breve termine in Spagna per 2,5-3,5 miliardi.

Stati Uniti

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe scendere a 50,5 da 53,5 di agosto, tornando poco sotto il livello di luglio (51), ma restando nel range visto da metà 2009. L’indice dell’Univ. of Michigan è sceso ampiamente nell’indagine preliminare di settembre, annullando il miglioramento che si era visto nel mese precedente: lo stesso dovrebbe accadere con il Conference Board, anche se l’indice settimanale ABC non ha registrato il ritracciamento del Michigan. Anche il Conference Board dovrebbe vedere stabilità delle condizioni correnti, con un calo delle aspettative.

Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto assegnati 9,0 miliardi di euro a fronte di domanda per 14,66 miliardi, a un rendimento lordo di 1,06% (+10pb rispetto a fine agosto, a fronte di tassi Euribor invariati). I 3 miliardi di CTZ sono stati collocati a un rendimento di 1,83% (+10,5pb), con domanda pari a 1,6x l’offerta. Persiste la tensione su Irlanda e Portogallo, con le solite ricadute su altri emittenti dell’Eurozona; rendimenti sui titoli di stato generalmente in calo, con marcato appiattimento sul tratto 10-2 anni. L’euro corregge al ribasso contro dollaro, che a sua volta continua lentamente ad arretrare rispetto allo yen. Chiusura in calo per i principali indici azionari.

Area Euro

Il tasso di crescita annua della massa monetaria M3 ha accelerato ben più del previsto ad agosto, a +1,1% a/a, dopo il +0,2% a/a di luglio, toccando un massimo dal settembre 2009. La media mobile a tre mesi è salita a 0,5% a/a (da 0,1% a/a). Per il quarto mese consecutivo la crescita di M1 ha rallentato, mantenendo tuttavia una dinamica sostenuta, a 7,7% a/a, da un precedente 8,1% a/a. Tra le controparti di M3 i prestiti al settore privato hanno accelerato da +0,8% a +1,2% a/a (massimo da giugno 2009): i prestiti alle famiglie sono cresciuti su base annua del 2,9% a/a mentre i prestiti alle imprese sono rimasti in territorio negativo a -1,1% a/a (da -1,4 % a/a). Da notare che i prestiti alle famiglie sono stati trainati dai mutui immobiliari (a 3,5% da 3,4% a/a) ed altri prestiti (a +2,9% da +2,6% a/a), mentre il credito al consumo, pur migliorando rispetto al mese precedente, resta in territorio negativo (-0,4% da -0,6% a/a di luglio). In sintesi, la ripresa in atto del ciclo sta trainando anche una ripresa del credito e dell’aggregato monetario più ampio, ma i ritmi di crescita restano ancora insoddisfacenti specie se si guarda ai prestiti alle imprese. Troppo poco, insomma, per scalfire l’estrema cautela della BCE e innescare una accelerazione nella mappa di uscita dalle misure non convenzionali. Intervenendo a Bruxelles davanti al Parlamento europeo, Trichet ha confermato l’estrema cautela della BCE nel giudicare gli sviluppi del ciclo: “ci aspettiamo che la ripresa abbia un andamento moderato, anche se permane una costante incertezza sulle previsioni”; l’inflazione, secondo il Governatore della BCE, è in linea con le attese, anche se nel breve termine potrebbero esserci degli aumenti. Trichet ha chiesto a tutti i Paesi alta vigilanza sulla politica fiscale; circa l’Irlanda si è limitato ad affermare che il Paese ha già dimostrato in passato di saper affrontare le sfide.

Secondo il Presidente della BCE, la riforma del Patto europeo di stabilità e di crescita deve essere ben orientata soprattutto verso quei Paesi con alti livelli di debito e perdita significativa della competitività, prevedendo un sistema di sorveglianza che corregga gli squilibri attraverso sanzioni e incentivi. Tuttavia Trichet ha ricordato che nuove sanzioni (probabilmente il riferimento è alla perdita del diritto di voto) richiedono delle modifiche del Trattato.

Il comunicato della Task Force sulla gestione economica dell’Eurozona dichiara che esiste un “livello di convergenza molto ampio” su importanti questioni: (1) la necessità di “traiettorie di correzione più ambiziose” per i paesi con un debito che eccede il 60% del PIL; (2) l’introduzione di sanzioni a uno stadio iniziale, e in modo più progressivo; (3) un rafforzamento delle sanzioni stesse, con l’introduzione “il prima possibile” di condizioni all’erogazione di fondi UE connesse al rispetto del Patto di stabilità. Ma ampia convergenza non significa accordo: secondo Il Sole 24 Ore, infatti, quattro paesi con motivazioni molto diverse (Italia, Francia, Belgio e Slovacchia) resistono al piano di introdurre sanzioni automatiche (prospettato dal Ministro tedesco alle finanze in una lettera) e di imporre sentieri di correzione più aggressivi ai paesi con alto debito. Inoltre, il comunicato dell’Eurogruppo non fa alcuna menzione degli squilibri macroeconomici più ampi, che sono stati all’origine del collasso economico irlandese, dei gravi problemi del Portogallo e della crisi spagnola. Le proposte della Commissione Europea dovrebbero essere presentate formalmente domani, prima della riunione informale dell’Eurogruppo in agenda giovedì 30. Van Rompuy spera di presentare un pacchetto completo di raccomandazioni da tradurre in regolamenti entro la fine di ottobre.

Stati Uniti

L’indice di attività indice della Chicago Fed ad agosto è sceso a -0,53 da -0,11 (rivisto da 0) di luglio. Il calo dell’indice è stato determinato dalla correzione delle componenti legate a occupazione e produzione. La componente produzione ha dato un contributo nullo all’indice ad agosto, da +0,23 a luglio. I dati legati all’occupazione hanno dato un contributo negativo di -0,12 ad agosto, da +0,09 a luglio. Il contributo dei consumi e dell’edilizia residenziale hanno dato un contributo di -0,4 ad agosto, poco variato rispetto a -0,44 a luglio. La media mobile a 3 mesi dell’indice è scesa a -0,42 ad agosto, da -0,23 a luglio, indicando una crescita sotto il trend. L’indice complessivo conferma la fase di rallentamento della crescita, ma non è in territorio recessivo.

Secondo un articolo del WSJ, la Fed sta considerando diverse strategie per un eventuale nuovo programma di acquisti di Treasuries. La Fed, questa volta, potrebbe annunciare un programma di dimensioni più contenute rispetto al programma di acquisto titoli lanciato a marzo 2009 (per un totale di 1,7 tln di dollari), da gestire con flessibilità, in base all’andamento dei dati macroeconomici. Il WSJ riporta che la Fed potrebbe annunciare acquisti per un totale “molto più piccolo” da attuare su un periodo limitato, segnalando la possibilità di acquisti successivi. La

discussione su come attuare un nuovo programma è sicuramente accesa nel Comitato. Secondo Bullard, acquisti per più di 1000 miliardi di dollari sarebbero problematici perché questo è circa

l’ammontare di nuove emissioni del Tesoro. Anche Plosser ha segnalato che dovrebbe essere reso esplicito un tetto per gli acquisti per proteggere l’indipendenza della Fed. La Banca centrale dovrebbe valutare i benefici dell’annuncio di un programma massiccio (con maggiori effetti sui rendimenti) e i costi (difficoltà a trovare consenso internamente e limiti alla flessibilità).



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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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