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Flash Macro Cassa Lombarda: Eurozona – Riunione BCE – Draghi vittima dei suoi successi passati: rinforza l’azione, ma delude i mercati – Azioni e Obbligazioni (-) Euro (+)

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Nell’attesissimo meeting di oggi la Bce ha preso decisioni (non all’unanimità, ma a larga maggioranza) di politica monetaria espansive intervenendo sui tassi e sul PPSP (Public Sector Purchasing Program) già in corso per adeguarlo al nuovo contesto delle condizioni esterne.


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Marco Vailati, dell’Ufficio Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda


L’intervento sui tassi fa si che:

– il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali resti fermo a 0.05% (solo l’11% del consensus prevedeva un taglio)

– il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale resti fermo a 0.30% (come da consensus)

– il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale scenda da -0,20% a -0.30% con effetto dal 9/12/15 ampliando così implicitamente il paniere dei titoli acquistabili nel PSPP (il consensus era per un livello di -0.30% e un taglio era atteso dal 79% degli analisti. Le singole previsioni oscillavano tra -0.20% e -0.45% con media a 0.33% e mediana a 0.30%).

L’intervento sul PPSP (Public Sector Purchasing Program) in corso fa si che:

– la durata minima garantita passi da fino a settembre’16 almeno fino a marzo’17 e comunque fino a quando l’inflazione non sarà avviata verso l’obiettivo di essere prossima ma inferiore al 2% (un’estensione era attesa dal 79% degli analisti). Draghi è stato molto possibilista sulla possibilità di estendere il programma in caso di necessità.

– l’importo mensile degli acquisti aumenta da 60 miliardi ma solo di una misura variabile in funzione dei titoli già detenuti che giungono a scadenza e il cui incasso verrà reinvestito. In realtà la mossa ha impatti minimi in quanto il PSPP è iniziato in marzo’15 e riguardava titoli con duration minima due anni. Quindi prima del marzo 2017 non ci sarà molto da reinvestire (il consensus era invece per ammontare di 77.5 miliardi e un incremento era atteso dal 66% degli analisti)

– l’importo totale minimo dell’operazione iniziata a marzo 2015 passi da 1140 miliardi a 1200 miliardi di risorse fresche senza contare i reinvestimenti decisi oggi

– l’importo residuale minimo dell’operazione già in corso passi da 540 miliardi a 900 miliardi rendendo ancora più evidentemente plausibile e vicino il superamento del target iniziale di espansione del Bilancio della Bce a 3.000 miliardi che resta però solo uno strumento per raggiungere il vero e unico obiettivo che è la stabilità dei prezzi come definita sopra

– si estendono gli acquisti anche ai titoli di debito degli enti locali ma senza modificare l’importo totale (solo il 49% del consensus prevedeva un allargamento). Draghi non vede problemi dalla scarsità di titoli sul mercato in quanto il programma ha ormai obiettivi molto ampi.

In aggiunta la Bce ha reiterato che proseguirà fino a quando sarà necessario con le attuali operazioni di rifinanziamento con piena assegnazione a tassi fissi. Queste misure sono state implementate anche per controbilanciare i futuri rimborsi dell’LTRO e le scadenze dell’ESM per evitare che il bilancio della BCE diminuisca di conseguenza.

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La scelta di intervenire è stata motivata alla luce degli aggiornamenti delle stime macroeconomiche dello Staff della Bce, che hanno reso più improbabile il raggiungimento dell’obiettivo della banca centrale di una crescita dei prezzi prossima al 2%.

Nel dettaglio le nuove stime in leggera crescita per il Gdp e leggero calo per Cpi:

– Gdp 2015: da 1.4% con range 1.3-1.5 è stato alzato a 1.5%

– Gdp 2016: da 1.7% con range 0.8-2.6 è stato confermato a 1.7%

– Gdp 2017: da 1.8% con range 0.6-3.0 è stato alzato a 1.9%

– Cpi 2015: da 0.1% con range 0.0-0.2 è stata confermata a 0.1%

– Cpi 2016: da 1.1% con range 0.5-1.7 è stata abbassata a 1.0%

– Cpi 2017: da 1.7% con range 0.9-2.5 è stata abbassata a 1.6%

Draghi in conferenza stampa ha dichiarato che:

– La BCE si aspetta che la ripresa economica della regione procederà, sostenuta dalla politica monetaria ma anche dalle riforme strutturali

– La domanda domestica è solida e rappresenta il principale pilastro della ripresa nella zona grazie anche al petrolio basso e ai tassi accessibili

– Le dinamiche del credito migliorano anche grazie alle mosse della Bce che stanno funzionando

– Gli investimenti sono ancora modesti ma dovrebbero aumentare dati i livelli bassi

– Le spese dei governi dovrebbero aumentare in quanto devono fare fronte alla crisi dei migranti che richiederanno nuove strutture pubbliche

– Ci sono accresciuti rischi al ribasso per le prospettive di crescita e inflazione (vedi grafico sottostante per le aspettative del mercato) nell’area dell’euro legati alla crescita debole dei mercati emergenti e del commercio internazionale.

La valutazione congiunta di tutti gli elementi ha indotto la Bce a prendere le nuove misure espansive riportate sopra, a reiterare che i tassi resteranno bassi a lungo e che la Bce resta disponibile e in grado di agire con tutti i mezzi necessari per perseguire il proprio obiettivo.

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Le decisioni della Bce di oggi non riescono a superare le forti aspettative che si erano formate con estensione temporale e abbassamento del tasso sui depositi più o meno in linea ma senza incremento vero e proprio degli acquisti mensili. Tutto ciò ha scatenato prese di profitto su dollaro, azionario e obbligazionario (col due anni tedesco che si è subito riportato in prossimità del nuovo livello dei depositi rispetto il -0.44% che stava già prezzando) in quanto i mercati recentemente si erano già posizionati pesantemente su tali asset.

Le mosse decise oggi sono meno forti di quanto atteso dal mercato quindi, pur restando incrementali sui fondamentali rispetto a quanto in essere, non riescono ad alimentare ulteriori rialzi degli asset di rischio e cali dell’Euro che nel breve ci possono avere fatto vedere rispettivamente i massimi e i minimi.

Fonte: BONDWorld.it


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