Da seguire: – Aste – Il Portogallo colloca 500 milioni del BT con scadenza 18/3/2011 (ammontare in essere 3,3 miliardi). ….
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
Stati Uniti
– Il CPI a novembre è previsto in aumento di 0,2% m/m (1,1% a/a). Il CPI core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (0,6% a/a), dopo una variazione nulla a ottobre. La componente energia dovrebbe registrare un aumento più contenuto che a ottobre (2,6% m/m). Ci aspettiamo che la componente abitazione segni un altro aumento di 0,1% m/m, come a ottobre indicando una stabilizzazione della voce che più ha contribuito al processo di disinflazione visto nel 2010. L’abbigliamento dovrebbe vedere un nuovo calo dei prezzi, risultato degli sconti aggressivi praticati dai dettaglianti per sostenere le vendite natalizie. Attesa una riaccelerazione dei prezzi della sanità che avevano rallentato a 0,1% m/m a ottobre.
– L’indagine Empire della NY Fed a dicembre dovrebbe rimbalzare a 12, dopo il forte calo di novembre (a -11,14), senza però tornare sui livelli di ottobre. Il dato di novembre aveva aperto un ampio gap con la serie più stabile dell’ISM e a dicembre si dovrebbe vedere un riallineamento dei due indicatori. Lo spaccato dell’indagine era stato debole, con ordini, consegne e ordini inevasi in territorio negativo. Le aspettative a 6 mesi erano però migliorate significativamente rispetto a ottobre, dando un segnale contrastante con gli indicatori correnti.
– La produzione industriale a novembre è prevista in aumento moderato, +0,3 m/m, dopo un dato stabile a ottobre. L’indice delle ore lavorate nel settore privato è aumentato dello 0,1% m/m, con un calo nel settore manifatturiero (-0,1% m/m) e un forte aumento nel settore estrattivo. Anche le utilities dovrebbero contribuire positivamente all’output complessivo. Nel settore manifatturiero la produzione dovrebbe essere in aumento di 0,2% m/m.
Ieri sui mercati
Moody’s ha messo sotto osservazione per un possibile declassamento il rating della Spagna (oggi Aa1, contro il AA+ di Fitch e il AA di S&P), citando le elevate necessità di rifinanziamento, dubbi sulla robustezza del sistema bancario e preoccupazioni per lo stato dei conti degli enti locali; tuttavia, l’agenzia di rating “non crede che la solvibilità della Spagna sia minacciata” e “non si attende che il governo spagnolo debba richiedere il sostegno della EFSF”. Lo spread collocava già il debito sovrano su livelli di merito di credito inferiori rispetto al rating medio delle tre agenzie. Ieri il Tesoro spagnolo ha collocato 2,5 mld di titoli a 12 e 18 mesi a rendimenti rispettivamente di 3,45% e 3,72%, con incrementi di oltre 100pb rispetto alla precedente asta; domanda relativamente elevata a questi tassi (2,2x l’offerta per la Letra annuale, 4,54x per quella a 18 mesi). Rendimenti in rialzo su tutti i mercati, ma soprattutto sugli UST: +6pb sul biennale che salgono a 18-19pb sui titoli quinquennale e decennale. Allargano moderatamente i periferici in Europa, con Italia e Grecia meglio della media. L’euro ha toccato brevemente un massimo di 1,3498, ma poi è tornato in area 1,33 e ora minaccia di scendere a 1,32. La riunione della Fed si è chiusa senza novità, come previsto.
Area Euro
Germania. Il primo indice di fiducia relativo al mese di dicembre, lo ZEW (che misura le aspettative a 6 mesi di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca), è aumentato più del previsto, a 4,3 da 1,8 di novembre. Si tratta del secondo mese di rimbalzo dopo la flessione che ha caratterizzato i mesi da maggio a ottobre. Il dato conferma che il trend di crescita in Germania è solido.
In ottobre, la produzione industriale nell’area euro ha rimbalzato di 0,7% m/m dopo il calo di -0,8% m/m registrato a settembre. Su base annua l’output (corretto per i giorni lavorativi) ha rallentato a 6,9% da 5,4% a/a. L’incremento nel mese è dovuto interamente alla Germania (+3% m/m), visto che l’output è calato in Francia (-0,6% m/m) ed è rimasto pressoché invariato in Italia (-0,1% m/m) e Spagna (+0,1% m/m). La produzione è in rotta per una crescita di appena 0,5% t/t negli ultimi tre mesi dell’anno, dopo il +0,8% del 3° trimestre.
Stati Uniti
Le vendite al dettaglio a novembre sorprendono verso l’alto con un aumento di 0,8% m/m, e i dati di ottobre sono stati rivisti verso l’alto con un incremento di 1,8% m/m, da 1,2% m/m. Al netto delle auto le vendite aumentano di 1,2% m/m, dopo +0,8% m/m di ottobre (rivisto da +0,4% m/m). Le vendite sono sostenute da un forte aumento delle vendite di benzina (+4% m/m), infatti l’aggregato totale al netto dei carburanti aumenta di 0,5% m/m. Tuttavia, i segnali sono omogeneamente positivi. I dati di novembre, insieme alle revisioni per ottobre segnalano una forte accelerazione dei consumi nel 4° trimestre: sulla base di queste indicazioni i consumi potrebbero crescere del 4% t/t ann. dopo +2,8% t/t ann. del 3° trimestre. La forte dinamica dell’autunno 2010 potrebbe anche riflettere una destagionalizzazione particolarmente favorevole viziata da tre periodi pre-natalizi deboli o disastrosi, fra il 2007 e il 2010, portando a un ridimensionamento della crescita successiva. Un elemento di spinta ai consumi può essere la risoluzione dell’incertezza sullo scenario fiscale di breve termine, unita al graduale miglioramento ciclico. Non pensiamo che i consumi possano mantenersi sui ritmi visti con le vendite dell’autunno.
Il PPI a novembre è aumentato di 0,8% m/m dopo +0,4% m/m di ottobre. I prezzi dei beni intermedi registrano un nuovo aumento relativamente sostenuto (+0,7% m/m a novembre dopo +0,6% m/m a ottobre). Per ora non emergono pressioni verso l’alto sui prezzi.
Giappone
Il Tankan segnala un peggioramento rispetto al 3° trimestre, tuttavia meno marcato di quanto previsto dal consenso. Le aspettative per marzo 2011 sono però di ulteriore deterioramento, al contrario di quanto era emerso invece con l’indagine dal Cabinet Office.
FOMC: avanti con il programma di acquisti, senza esitazioni.
La riunione del FOMC si è conclusa senza novità di rilievo, come atteso. La valutazione dello scenario macroeconomico non è cambiata rispetto a novembre. Il Comitato manterrà la politica attuale di reinvestimento dei rimborsi di titoli. Come previsto, Hoenig ha dissentito, ritenendo che alla luce dei miglioramenti dell’economia l’elevato livello di espansione monetaria ponga rischi di squilibri finanziari e di rialzo futuro dell’inflazione. La valutazione macroeconomica rimane sorprendentemente cauta, benché le proiezioni di novembre vedano una crescita più che discreta per il 2011.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




