Da seguire: Negli Stati Uniti, i leader del Senato hanno detto di essere molto vicini a un accordo per sbloccare la crisi fiscale…..
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La piattaforma negoziale su cui stanno lavorando repubblicani e democratici al Senato estende il finanziamento del governo ai livelli attuali fino al 15 gennaio e prevede un aumento del livello del debito che faccia arrivare senza problemi fino a inizio febbraio. Nel frattempo si aprirebbero negoziati sui trend di medio termine della spesa, con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro il 13 dicembre. Le discussioni potrebbero includere qualche elemento secondario della riforma sanitaria. L’accordo che potrebbe essere siglato in tempi molto stretti non include una revisione dei tagli automatici del Budget Control Act (richiesta dai democratici) e neanche la richiesta repubblicana di abolire la possibilità del Tesoro di usare strumenti straordinari per aggirare temporaneamente il limite del debito (strumenti usati più volte da presidenti repubblicani e democratici nelle crisi ricorrenti sul limite del debito). Un accordo raggiunto in Senato dovrebbe essere poi siglato anche alla Camera, dove la resistenza repubblicana sarà certamente maggiore. È comunque probabile che i repubblicani riescano a trovare i voti per ottenere una maggioranza che permetta di riaprire il governo ed evitare il default degli Stati Uniti. È ovvio comunque che i prossimi mesi saranno ancora una volta terreno di scontro e difficili negoziati: la saga non finisce a ottobre 2013.
Area Euro
Parte il Two Pack procedura comunitaria applicabile solo per i Paesi Membri e che risponde allo scopo di monitorare i piani di budget e assicurare la correzione dei deficit eccessivi all’interno della zona euro. La Commissione esaminerà se le proposte di legge di bilancio dei vari paesi sono in linea con le raccomandazioni ai programmi di stabilità del luglio precedente. Una comunicazione ufficiale è prevista per la fine del mese di ottobre. La Commissione può richiedere un aggiustamento del piano di budget nel caso in cui dovesse ritenere inadeguate le misure previste. I paesi in seria difficoltà e quelli che hanno già aderito ad un programma di aiuti saranno soggetti alla sorveglianza della Commissione. Tali Paesi saranno costretti ad adottare le raccomandazioni di Bruxelles in tema di politica fiscale.
L’ECOFIN discuterà del meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie e delle due proposte alternative per finanziarlo. I Ministri delle Finanze dovrebbero anche discutere di investimenti infrastrutturali e del piano di finanziamento alle Pmi da parte della BEI e Commissione UE.Germania. L’indice ZEW è atteso stabile a 49,6. Gli analisti potrebbero temporaneamente sospendere il giudizio positivo sull’economia tedesca data l’incertezza sui negoziati per formare una nuova coalizione di Governo. Inoltre, l’indice sulle attese è salito di oltre dieci punti nei due mesi precedenti ed è al di sopra della media di lungo termine. L’indice sulla situazione corrente potrebbe salire marginalmente a 32,6 da un precedente 30,6 (si ricorda che la deviazione standard per questo indicatore è assai elevata: 54).Italia. Il Consiglio dei Ministri è atteso approvare la Legge di Stabilità per il 2014, nella data ultima prevista per la sua presentazione. Secondo le voci raccolte dai media, la manovra lorda si aggirerebbe sugli 11-15 miliardi (cioè non oltre un punto di PIL), di cui metà per coprire spese “indifferibili”. Incertezza sulle coperture, che potrebbero includere tagli alla spesa, congelamento dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego e forse aumento del prelievo sulle rendite finanziarie.
Stati Uniti
L’indice Empire della NY Fed a ottobre è previsto in modesto aumento a 7 da 6,3 di settembre. L’Empire a settembre era stato su livelli inferiori a quelli coerenti con gli indici ISM e Philly Fed nel mese. Pertanto prevediamo che ci sia una minima risalita dell’indice di NY nonostante la presenza del blocco del Governo, che potrebbe avere effetti negativi sugli ordini. Le indicazioni sull’attività del settore manifatturiero prima dell’inizio del blocco erano omogeneamente positive.
Ieri sui mercati
Continua la discesa dei rendimenti obbligazionari italiani, ieri pari a 2-4pb a seconda della scadenza. Il movimento è stato migliore rispetto a quello del mercato tedesco, con il risultato che i differenziali sono calati ancora. Tutta collocata la riapertura dei titoli a medio/lungo termine offerti in asta venerdì: in totale, il Tesoro ha raccolto altri 900 milioni, di cui 526 sul BTP 11/2016. Cauta la reazione dei mercati ai segnali di schiarita sul fronte della crisi fiscale americana: chiusura positiva per i mercati azionari, dollaro in ripresa ma ancora in area 1,35 contro euro.
Area Euro
La produzione industriale area euro è cresciuta dell’1,0% m/m ad agosto, più forte delle stime di consenso (0,8% m/m). Il dato di luglio è stato rivisto al rialzo a -1,0% m/m da un precedente -1,5% m/m. Sull’anno la produzione continua si contrae del -2,1% a/a, in peggioramento rispetto al -1,9% a/a di luglio scorso. La produzione cresce in tutti i settori con in testa il comparto dei beni capitali dove si registra un aumento del 2,4% m/m. Il dato di agosto e la revisione verso l’alto del dato di luglio lasciano la produzione industriale in rotta per un aumento di 0,1% t/t a settembre dopo il +0,7% t/t di giugno. L’andamento dell’attività industriale suggerisce che il Pil crescerà al meglio di 0,1% t/t dopo il +0,3% t/t dei mesi primaverili.
BCE. Bonnici della Banca di Malta ha dichiarato che la BCE potrebbe modificare (presumibilmente temporaneamente) le regole sulla conduzione delle operazioni di rifinanziamento a medio e lungo termine. In particolare le aste potrebbe essere condotto a tasso fisso anziché ad un tasso pari alla media del tasso di rifinanziamento marginale vigente durante la vita dell’asta, in questo modo la BCE potrebbe imprimere più chiaramente un bias ai tassi di mercato monetario. Bonnici ha confermato che la BCE agirà sulle LTRO se lo riterrà necessario. Riteniamo che la BCE non annuncerà nuove operazioni prima di dicembre.
Coeuré, membro del comitato esecutivo BCE, ha dichiarato che i criteri adottati per la asset quality review del prossimo anno saranno assai diversi rispetto a quelli dei due precedenti stress tests e che dovrebbero dissipare i dubbi sul valore effettivo degli asset stessi. Coeuré ha inoltre precisato che la BCE non prenderà il controllo degli istituti bancari prima che sia stato risolto il problema dei “bad assets”. Come? Secondo Coeuré, in assenza di un meccanismo di risoluzione unico funzionante, il ricorso all’ESM rimane una strada percorribile, che peraltro ha funzionato assai bene nel caso della Spagna. Su tale fronte, l’Eurogruppo di ieri non sembra prospettare novità: secondo il presidente Dijsselbloem ci sarebbe un “ampio consenso” sul fatto che “prima bisogna usare fondi privati, poi il denaro pubblico a livello nazionale in linea con le regole europee sugli aiuti di Stato” e poi, “se necessario l’ESM per forme di ricapitalizzazioni indirette”. Le ricapitalizzazioni indirette, quindi, avverrebbero soltanto “in circostanze eccezionali”.
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