Da seguire: Area euro: – Germania. L’indice IFO potrebbe mettere a segno l’ottavo aumento consecutivo toccando quota 110,6 (da 109,9). Si tratterebbe di un nuovo massimo da quando viene calcolata la serie (1991). Sono viste in miglioramento sia la valutazione sulla situazione corrente (a 113,2 da 112,9), che le….
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aspettative per i prossimi sei mesi (a 108,1 da 106,9). Il livello dell’IFO è coerente con un tasso di crescita del PIL tedesco addirittura in area 5% a/a.
– Francia. L’indice INSEE di fiducia delle imprese manifatturiere potrebbe restare fermo a quota 103 a dicembre dopo la crescita del mese precedente. L’indicatore si confermerebbe così ai massimi dal giugno 2008 e rimarrebbe qualche punto al di sopra della media storica calcolata dal 1976 (100). Potrebbe proseguire il miglioramento della componente ordini, che si colloca ancora in territorio stabilmente negativo, mentre potrebbe correggere leggermente la componente sulle prospettive di produzione dell’intera economia.
Ieri sui mercati
La correzione sui mercati azionari seguita alla pubblicazione dei dati cinesi di ieri si è estesa alle commodities e ha sostenuto una ripresa del dollaro. In calo tutte le borse tranne Spagna e Italia, WTI in chiusura a 88,9 dollari da 91 del giorno precedente, yen vicino a 83 ed euro ieri a fine di giornata a 1,3472 (anche se di nuovo sopra 1,35 questa mattina). I dati economici omogeneamente solidi di ieri negli USA (sussidi in calo, vendite di case in forte aumento, Philly Fed positivo) hanno spinto verso l’alto i rendimenti dei Treasuries, a 3,44% sul 10 anni (+10pb, per la prima volta sopra 3,4% dal 5 gennaio), e a 0,62% sul 2 anni (+6pb); anche in Europa i rendimenti sono saliti, sul 10 anni a 3,16% (+7pb) e sul 2 anni a 1,27% (+12pb). In chiusura gli spread sui periferici. Il rendimento a10 anni in Grecia scende di 12pb a 11,37% anche sulle buone notizie di finanza pubblica: il deficit nel 2010 si è ridotto del 37% a 19,5 miliardi di euro e l’andamento di entrate e spese è in linea con il sentiero programmato che dovrebbe portare il deficit/PIL al 9,4% nel 2010. Ampio calo dei rendimenti anche in Portogallo, con il 10 anni a 6,8% da 7,1% del giorno precedente.
Area euro
Nel suo bollettino mensile la BCE ha ribadito che i rischi di inflazione sono bilanciati, ma potrebbero salire, e ha ammesso che le tensioni sul debito sovrano non hanno riguardato solo Grecia, Irlanda e Portogallo, ma anche Spagna, Italia e Belgio. Degni di nota alcuni approfondimenti contenuti nel bollettino, in cui la BCE: 1) riconosce l’ampliamento dei differenziali (se non di crescita, la cui dispersione secondo quando dichiarato da Trichet la settimana scorsa non è in aumento) di inflazione tra i paesi dell’area dal 2010, principalmente per effetto delle misure di taglio dei salari e aumento delle imposte indirette adottate in alcuni paesi; più strutturalmente, i differenziali dipendono crucialmente secondo la BCE dalle differenze, non solo nel ciclo, ma anche nella regolamentazione dei mercati; 2) stima in uno 0,9% il PIL potenziale dell’area euro negli anni dal 2008 al 2010, in deciso calo rispetto all’1,9% stimato per gli anni dal 2000 al 2007; in assenza di riforme strutturali, secondo la BCE anche in futuro il PIL potenziale rimarrà inferiore al 2%.
Si è tenuta la prima riunione dell’European Sistemic Risk Board, l’organismo varato dall’UE per prevenire nuove crisi finanziarie e composto dai banchieri centrali dei 27 paesi dell’UE (presidente Trichet, vicepresidente King), che ha nominato Draghi, Weber e Orphanides membri del suo Comitato Direttivo (oltre al Governatore della Banca centrale polacca Belka). Secondo quanto dichiarato da Trichet, l’ESRB ha discusso preliminarmente circa la definizione dei nuovi stress test cui saranno sottoposti i principali Istituti Bancari.
Italia. A novembre, gli ordini all’industria sono calati a sorpresa di -4,3% m/m (dopo la sostanziale stabilità del mese precedente). La crescita annua ha rallentano a 9,6% da 12,4% a/a. Il fatturato industriale è cresciuto dello 0,2% m/m da un precedente +1% m/m. In questo caso la spinta è venuta dal mercato domestico che registra il quarto incremento consecutivo crescendo di +0,7% m/m, mentre il fatturato estero cala di 0,9% m/m dopo il balzo del mese precedente (+2,4% m/m).
Stati Uniti
I sussidi di disoccupazione sono scesi di 37 mila unità a 404 mila nella settimana conclusa il 15 gennaio. I sussidi esistenti scendono di 26 mila unità a 3,861 milioni nella settimana conclusa l’8 gennaio. I sussidi estesi con i fondi di emergenza aumentano di 39 mila a 4,676 milioni.
Le vendite di case esistenti a dicembre aumentano molto più del previsto, salendo a 5,28 milioni di unità ann. (+12,3 % m/m), da 4,7 milioni di novembre, contro attese di un aumento a 4,87 milioni. Le scorte di case invendute scendono a 8,1 mesi, da 9,5: scorte di case fra 8 e 9 mesi di vendite sono coerenti con prezzi stabili.
L’indice della Philadelphia Fed a gennaio scende a 19,3 da 20,8 di dicembre. Anche il Philly Fed, come l’Empire, vede un indice di attività circa stabile, ma uno spaccato dell’indagine molto positivo, con aumento dei nuovi ordini (a 23,6 da 10,6), delle consegne (a 13,4 da 5,2), degli ordini inevasi (a 8,7 da 4), degli occupati (a 17,6 da 4,3), dei prezzi pagati (a 54,3 da 47,9) e dei prezzi ricevuti (a 17,1 da 9,4).
L’indice anticipatore aumenta di 1% a dicembre dopo +1,1% a novembre, con un contributo positivo di 6 fattori sui 10 che compongono l’indice.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:
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Comunicazioni importanti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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