Flash: Nell’area euro, il focus sarà sui dati di produzione industriale di luglio

Da seguire: In Cina, i dati di commercio estero hanno dato un quadro abbastanza positivo della domanda estera (export +9,4% a/a e -1,1% m/m, dopo il +7,7% m/m di luglio) ma non della domanda interna (import -1,5% a/a, da -2,4%)..….


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Area Euro

Germania. I dati di bilancia commerciale di luglio mostrano una riaccelerazione dell’export, con un incremento di 4,7% m/m dopo il +0,9% di giugno. Al contrario, le importazioni riassorbono parte dell’aumento di giugno (4,5% m/m) e calano di -1,8% m/m. Come effetto di queste dinamiche opposte, l’avanzo commerciale è balzato a 22,2 miliardi di euro. L’aumento delle esportazioni ha interessato anche i flussi verso altri paesi dell’eurozona (+6,1% a/a sulla serie non destagionalizzata), anche se è trainato dai paesi non-euro. Le importazioni sono frenate ancora dai paesi extra-UE (-1,8% a/a), mentre da due mesi sono molto robusti i flussi dall’Unione Europea.

I market mover della settimana

Nell’area euro, il focus sarà sui dati di produzione industriale di luglio: ci aspettiamo stagnazione in Italia, un modesto aumento in Francia e Spagna e un sensibile rimbalzo (guidato dalla Germania) per la media dell’Eurozona. Le indagini di clima hanno dato indicazioni sfavorevoli riguardo all’attività manifatturiera in agosto. L’inflazione dovrebbe essere confermata stabile allo 0,8% in Germania e in calo a -0,2% in Italia. In Francia la dinamica annua dei prezzi al consumo è attesa in frenata a 0,4% da un precedente 0,6%. Agosto dovrebbe segnare il minimo per l’inflazione nell’area euro, ma i rischi restano verso il basso nonostante il deprezzamento dell’euro, data la fragilità della ripresa.

La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. A luglio, le vendite al dettaglio dovrebbero essere in aumento grazie a un ampio rimbalzo nel comparto auto e a una ripresa della dinamica dell’aggregato al netto della benzina; i prezzi all’import sono attesi in ampio calo per via di prezzi del petrolio in calo e apprezzamento del dollaro. La fiducia dei consumatori a settembre dovrebbe essere in ulteriore aumento.

Venerdì sui mercati

L’andamento deludente dei dati occupazionali americani ha favorito una modesta flessione dei rendimenti sulla curva UST, ma confinata alle scadenze fino a 5 anni, e non ha impedito agli indici azionari locali di chiudere in rialzo. Più marcata la flessione post-BCE dei tassi in Europa, dove sono le scadenze lunghe a reagire di più. Gli annunci BCE hanno anche rilanciato il debito della periferia, che venerdì ha beneficiato di una netta compressione dei differenziali rispetto al Bund, in particolare sulle scadenze 5-10 anni. L’euro è rimasto in area 1,29 dollari, reagendo in modo molto contenuto alla sorpresa dell’employment report.

Area Euro

Francia. L’indice di fiducia dei consumatori ad agosto è rimasto stabile a 86 contro un consenso che lo dava in calo. L’indice è fermo a 86 per il terzo mese, abbondantemente al di sotto della media di lungo periodo (99). Non prevediamo sensibili miglioramenti della fiducia dei consumatori nel prossimo futuro, visto lo scenario di strisciante incertezza politica che si respira nel paese. 

Area euro. La seconda lettura del PIL dell’eurozona del secondo trimestre conferma la stima preliminare. Il PIL stagna nel secondo trimestre dopo essere avanzato di 0,2% t/t nel primo. In media annua si conferma il rallentamento a 0,7% da 1,0%. La domanda interna ha contribuito negativamente alla formazione del PIL per -0,1% t/t da +0,5% t/t del primo trimestre principalmente a causa del calo degli investimenti. Per quanto riguarda gli scambi con l’estero, il contributo delle esportazioni nette pertanto risulta positivo di 0,1% t/t da -0,3% t/t di marzo. Durante l’estate, le indagini di fiducia hanno segnalato un rallentamento del morale piuttosto generalizzato tra i paesi dell’eurozona, che potrebbe pesare sul PIL nel terzo trimestre: ci attendiamo una marginale espansione di 0,1% t/t nel trimestre in corso, per una media annua a 0,7% nel 2014 e 1,0% nel 2015.  

Stati Uniti

L’employment report di agosto dà indicazioni miste e delude in termini di crescita degli occupati. Gli occupati non agricoli aumentano di 142 mila, dopo 212 mila di luglio; i dati dei 2 mesi precedenti sono rivisti verso il basso di -28 mila ma la media della crescita occupazionale degli ultimi 3 mesi rimane solida a +207 mila. Il tasso di disoccupazione cala a 6,1% da 6,2% di luglio. La nostra valutazione è che il rapporto non modifichi il quadro atteso per la politica monetaria: l’aggiustamento del mercato del lavoro prosegue ed è supportato dall’espansione della domanda. 


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

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