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Flash: Nell’area euro, il focus sarà sulla riunione BCE

Da seguire: Il vertice di Doha fra i maggiori paesi produttori di petrolio si è concluso domenica senza alcun accordo……....


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Secondo i resoconti delle agenzie internazionali, l’Arabia Saudita si sarebbe opposta di nuovo all’ipotesi di congelare la produzione senza la partecipazione dell’Iran, che però non ha partecipato al vertice e ha più volte ribadito di voler riportare la produzione ai livelli pre-sanzioni. La scorsa settimana alcuni osservatori avevano colto segnali che l’Iran sarebbe stato indotto a offrire qualche modesta concessione; altri erano ottimisti per il solo fatto che l’Arabia Saudita avesse confermato la propria partecipazione – ritenuto questo un segnale che stavano preparando qualche novità. Le quotazioni petrolifere avevano già iniziato a cedere terreno la scorsa settimana, con il Brent Crude in ribasso da un picco di $44,94 segnato mercoledì al $43,10 di venerdì sera. Questa mattina gli scambi hanno toccato minimi di $40,10, per poi risalire verso $41,4 mentre scriviamo.

   Nessun dato rilevante

I market mover della settimana

Nell’area euro, il focus sarà sulla riunione BCE, che però non dovrebbe portare novità di rilievo dopo il sorprendente annuncio di marzo. L’indagine sul credito fornirà indicazioni sull’effetto delle misure di politica monetaria sulla dinamica della domanda di credito. L’indice ZEW e i PMI offriranno indicazioni nuove sul ciclo, dopo l’andamento ancora incerto del mese scorso.

La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Le vendite di case esistenti e i nuovi cantieri residenziali a marzo dovrebbero essere in ripresa dopo il calo, probabilmente transitorio, di febbraio. L’indice della Philadelphia Fed ad aprile dovrebbe correggere dopo il forte aumento di marzo, restando in territorio espansivo.

Ieri sui mercati

   Dati macroeconomici nel complesso deboli hanno spinto ulteriormente al ribasso i rendimenti dei titoli di stato. La flessione è stata di 3-4pb e pressoché parallela per gli UST, mentre sulla curva tedesca la parte breve-media è rimasta stabile. Lieve ampliamento dei differenziali sovrani nell’Eurozona.

   Venerdì i principali indici azionari hanno chiuso in ribasso, ma la correzione non ha impedito netti incrementi su base settimanale per gli indici europei (EuroStoxx50: +4,9%).

   Euro pressoché stabile contro dollaro, che ha chiuso la giornata a 1,1280 e questa mattina è scambiato su livelli solo marginalmente più alti. Come riflesso di un minore appetito per il rischio, lo yen torna sui massimi (108 contro dollaro).

Area Euro

Italia. Secondo il Bollettino Economico della Banca d’Italia, la crescita del PIL nel 1° trimestre risulterebbe appena superiore a quella dei due mesi precedenti (0,1% t/t). La nostra stima è nella forchetta 0,2%-0,3% t/t.

Italia – Incoraggiante rimbalzo del commercio estero a febbraio. I dati sul commercio con l’estero a febbraio hanno mostrato, dopo le flessioni dei due mesi precedenti, un forte rimbalzo per l’export (+2,5% m/m) e una crescita più contenuta per l’import (+0,6% m/m). Di conseguenza, l’avanzo commerciale è aumentato a 3,856 milioni (5,698 al netto dell’energia). L’aumento delle esportazioni è guidato dai Paesi extra Ue (+3,3% m/m), quello delle importazioni è più marcato per i Paesi Ue (+0,9% m/m). Si nota sia per l’export che per l’import un sensibile aumento dei beni strumentali (export +3,2%, import +2,6%). Trainanti anche le vendite di beni di consumo (+3,4% m/m). L’incremento dei flussi è ancor più rilevante al netto dell’energia (export +2,8%, import +1,1%). In sintesi, il rimbalzo di febbraio per il commercio estero corregge il forte calo di gennaio. Tuttavia, gli scambi con l’estero dovrebbero comunque tornare a dare un contributo negativo al PIL nel 1° trimestre.

Stati Uniti

L’indice Empire della NY Fed ad aprile sorprende verso l’alto salendo a 9,6 da 0,6 di marzo. L’indagine è generalmente positiva e dà indicazioni coerenti con moderata espansione del settore manifatturiero, dopo un secondo semestre 2015 negativo.

La produzione industriale a marzo cala di -0,6% m/m (consenso: -0,1% m/m), come a febbraio. Il manifatturiero corregge di -0,3% m/m, più delle attese, sulla scia di una contrazione nel segmento auto di -1,6% m/ Il calo complessivo della produzione è causato anche da estrattivo (-2,9% m/m) e utility (–1,2% m/m). Sulla base delle informazioni delle indagini di settore e degli ordini ci si deve aspettare una moderata ripresa dell’output ad aprile.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan ad aprile (prel.) cala a 89,7 da 91 di marzo.

Fonte: BondWorld.it


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