Flash: Nell’area euro, il focus sarà sulle indagini di fiducia per verificare se il maggiore ottimismo di settembre è confermato

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Germania. L’indice IFO è atteso in calo a 107,4 a ottobre da un precedente 108,5. Stando alle indicazioni dall’indagine ZEW, il peggioramento di clima dovrebbe interessare per lo più le attese per i prossimi mesi che sono viste in calo 102,2 da 103,3…


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L’indice sulla situazione corrente è atteso in calo a 133,3 da 114,0. Lo spaccato settoriale dell’indagine dovrebbe mostrare un peggioramento di clima nel manifatturiero, in parte per effetto dello scandalo VW, ma una tenuta nei servizi e commercio al dettaglio. L’indice sintetico resterebbe in ogni caso una deviazione standard al di sopra della media di lungo termine e dunque ancora coerente con un’espansione dell’attività economica in Germania anche se in lieve rallentamento nei mesi estivi, di riflesso segnaliamo rischi verso il basso per la nostra stima di crescita del PIL tedesco di 0,5% t/t a fine anno.

Stati Uniti
Le vendite di case nuove a settembre sono attese in calo a 545 mila, dopo due rialzi consecutivi che hanno portato le vendite a 552 mila ad agosto, sui massimi da febbraio 2008. Gli indicatori delle vendite di case nuove sono univocamente positivi: fiducia dei costruttori, vendite di case esistenti, nuovi cantieri, scorte di case invendute puntano a un’ulteriore crescita nei prossimi trimestri.

I market mover della settimana
Nell’area euro, il focus sarà sulle indagini di fiducia per verificare se il maggiore ottimismo di settembre è confermato o vi sono rischi di una correzione come suggerito dallo ZEW e indice INSEE per ottobre. I timori per l’industria automobilistica potrebbero indebolire l’indice Ifo. Anche l’indice di fiducia economica della Commissione Europea potrebbe ritracciare parte del forte aumento del mese precedente, ma rimarrebbe comunque coerente con una crescita del PIL al di sopra del potenziale; lo stesso accadrà probabilmente in Italia alla fiducia delle imprese. Le stime flash dovrebbero confermare che il minimo per l’inflazione è alle spalle: ci aspettiamo un aumento della dinamica annua dei prezzi al consumo a 0,1% da -0,1% nella media area euro a 0,1% da -0,2% in Germania a -0,8% da -1,1% in Spagna e 0,3% da 0,2% in Italia. Le vendite al dettaglio sono viste in recupero a settembre in Germania di +0,7% m/m e di +0,4% m/m in Francia.

Ci sono molti dati in pubblicazione negli Stati Uniti, ma il focus sarà sulla riunione del FOMC, che dovrebbe concludersi con tassi fermi. La stima advance del PIL del 3° trimestre dovrebbe mostrare una crescita solida della domanda domestica finale, frenata però da scorte e canale estero. L’Employment Cost Index nel 3° trimestre dovrebbe riaccelerare dopo la frenata vista in primavera. Per i dati di settembre, le vendite di nuove case dovrebbero correggere dopo due rialzi consecutivi, confermando il trend positivo; gli ordini di beni durevoli dovrebbero dare indicazioni ancora negative per il settore manifatturiero e per investimenti nel 4° trimestre; la spesa personale di settembre dovrebbe essere moderata e il deflatore core dovrebbe essere in rialzo più contenuto rispetto al CPI core. A ottobre, gli indici di fiducia dei consumatori dovrebbero rimanere su livelli elevati, coerenti con un’espansione solida dei consumi.

Ieri sui mercati

La banca centrale della Cina ha ridotto il tasso benchmark sui prestiti da 4,60% a 4,35%, il tasso sui depositi da 1,755 a 1,50% e il coefficiente di riserva obbligatoria dal 18 al 17,5%.

La settimana si è chiusa positivamente per i mercati azionari, con l’S&P500 e l’EuroStoxx in crescita rispettivamente di 2,1% e 4,9% rispetto a una settimana prima.

Mentre la curva UST ha risposto alla ripresa dell’appetito per il rischio con un aumento dei tassi e della pendenza (+4pb sul tratto 5-2 anni), su quelle europee ha largamente dominato l’effetto BCE. La flessione è stata pressoché parallela e pari a 4-5pb per i rendimenti del debito tedesco, mentre sulle curve italiana e spagnola ha beneficiato soprattutto le scadenze medie (-15pb sul quinquennale) e lunghe (-11pb sul decennale italiano, -13pb su quello spagnolo). Il differenziale decennale UST-Bund è a massimi da inizio agosto.

Forte compressione dei differenziali Italia-Germania e Spagna-Germania, con la Spagna che continua a chiudere il gap apertosi sull’Italia nei mesi scorsi a causa dell’incertezza politica.

Fitch ha confermato il rating BBB+ per l’Italia, con outlook stabile.

La scorsa settimana l’euro ha ceduto il 3% sul dollaro e l’1,4% contro yen, mentre è rimasto sostanzialmente stabile contro franco svizzero (-0,3%) e sterlina (-0,6%). Per le divise emergenti, volatilità in calo e cambi contro dollaro in marginale rafforzamento.

Area euro – Le stime flash mostrano un aumento nel PMI composito dell’area Euro a 54,0 da 53,6. Il PMI manifatturiero resta invariato a 52,0. Il miglioramento è ampiamente spiegato dal settore dei servizi, con l’indice PMI in rialzo di mezzo punto a 54,2.

Italia. In calo ad agosto sia fatturato e ordini all’industria, rispettivamente di -1,6% (da -1,1% di luglio) e di -5,5% (da +0,4% precedente) su base congiunturale. I dati vanno considerati con cautela per il mese a cui si riferiscono (agosto) e per la distorsione causata dai prezzi dell’energia in calo.

Italia. Le vendite al dettaglio sono cresciute di 0,3% m/m ad agosto, come il mese precedente, pur rallentando su base annua a 1,3% da 1,6%. Tra le varie tipologie distributive, l’unica che mantiene un calo è quella delle imprese su piccole superfici di alimentari.

Fonte: BondWorld.it


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