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Flash: Nell’area euro l’indice di fiducia economica della Commissione Europea dovrebbe confermare i segnali di recupero del ciclo economico

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Da seguire: Area euro: Italia. La fiducia dei consumatori è attesa in lieve calo a marzo a 114,0 da 114,5 dopo che a gennaio aveva toccato il massimo storico; il trend rimane comunque orientato positivamente. L’indice di fiducia delle imprese è atteso invece in moderata ripresa a 102,8 da 102,0 nel manifatturiero dopo tre mesi di cali, mentre l’indice composito elaborato dall’Istat potrebbe migliorare…


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  • marginalmente a 103,5 da 103,1.
  • Area euro. La dinamica di M3 è vista stabile a 5,0% a febbraio. La dinamica di M1 dovrebbe rallentare dal momento che il calo dei rendimenti a breve dovrebbe determinare uno spostamento verso strumenti meno liquidi. Tra le controparti di M3 dovrebbe vedersi un recupero della dinamica dei prestiti alle imprese dopo la pausa degli ultimi due mesi.

Stati Uniti

  • La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a marzo è attesa in aumento a 93,8, da 92,2 di febbraio. L’indice dell’Univ. of Michigan ha segnato una correzione nella stima preliminare, probabilmente sulla scia del rialzo del prezzo della benzina, che si è riflesso anche in un aumento delle aspettative di inflazione sia a 1 sia a 5-10 anni. Tuttavia, l’indagine settimanale di Bloomberg nelle prime settimane di marzo è risalita dopo correzioni fino a fine febbraio, segnalando miglioramento recente, forse anche legato alla ripresa del mercato azionario. Indipendentemente dalla volatilità di brevissimo periodo, la fiducia delle famiglie rimane su livelli elevati coerenti con la previsione di crescita dei consumi fra 2,5% e 3% t/t ann. nel 2016.

 I market mover della settimana

Nell’area euro l’indice di fiducia economica della Commissione Europea dovrebbe confermare i segnali di recupero del ciclo economico. Le stime preliminari dovrebbero mostrare l’inflazione stabile in Italia e Germania ma in aumento di due decimi in Spagna, di tre decimi in Francia e di un decimo nell’intera area euro, per la quale prevediamo -0,1% a/a. La dinamica di M3 è vista stabile a febbraio a +5,0%. Le vendite al dettaglio sono attese in crescita di 0,6% m/m in Germania e di 0,3% m/m in Francia.

In settimana escono molti dati rilevanti negli Stati Uniti. I primi dati importanti di marzo, ISM, employment report, fiducia dei consumatori e vendite di auto, dovrebbero essere positivi. La variazione degli occupati non agricoli dovrebbe restare sopra 200 mila, il tasso di disoccupazione dovrebbe calare a 4,8% e i salari orari dovrebbero tornare a crescere dopo la pausa di febbraio. L’ISM manifatturiero a marzo dovrebbe tornare sopra 50 e allinearsi alle altre indagini nel segnalare un modesta espansione dell’attività nel settore. Per febbraio, la spesa in costruzioni dovrebbe correggere modestamente dopo il forte aumento di gennaio.

Venerdì e ieri sui mercati

Volumi sottili sui mercati finanziari nella seduta di ieri vista la chiusura di molte Piazze. Negli Usa, i principali indici azionari hanno avuto un andamento misto (+0,11% il DJ, +0,05% l’S&P, -0,14% il Nasdaq). Apertura in territorio lievemente negativo stamane per la Borse asiatiche. Il dollaro da ieri pomeriggio ha ritracciato da un massimo degli ultimi 12 giorni per il tasso di cambio effettivo, anche sulla scia dei dati meno positivi del previsto sulla spesa personale negli Usa; stamane quota poco sotto 1,12 contro euro. Greggio in calo (a 39,9 il future sul brent e 39,1 quello sul WTI) sulla prospettiva di un riaccumulo di scorte negli Usa. Stamane prosegue la tornata di aste di fine mese in Italia con l’offerta di 6 miliardi di Bot a 6 mesi (500 milioni in meno dell’ammontare in scadenza).

Stati Uniti. La terza stima del PIL del 4° trimestre è rivista verso l’alto a +1,4% t/t ann., da +1% t/t ann. Le principali novità della stima finale sono revisioni verso l’alto di consumi ( a 2,4% t/t ann., da 2,0% t/t ann.), degli investimenti residenziali (+10,2% t/t ann. da +8% t/t ann.) e delle esportazioni nette (contributo a -0,1 pp da -0,2 pp); sono invece rivisti verso il basso gli investimenti fissi delle imprese (-2,1% t/t ann., da -1,9% t/t ann.) e le scorte (contributo a -0,2 pp da -0,1 pp). Il rapporto sul PIL dà anche i dati relativi agli utili delle imprese, che calano di 7,8% t/t ann., appesantiti anche dal pagamento una tantum da parte di BP a favore del Messico di 20,8 mld di dollari per il disastro petrolifero del 2010 nel golfo del Messico; nel 2015 gli utili sono calati del 3,1%, in larga misura per via degli effetti del calo del prezzo del petrolio sulle imprese del settore energetico.

Stati Uniti. La spesa personale a febbraio è risultata in modesto aumento come da previsioni (+0,1% m/m), ma il dato precedente è stato rivisto significativamente verso il basso (a +0,1% da +0,5% m/m). La spesa in termini reali è salita di due decimi dopo essere rimasta ferma a gennaio (prima stima: +0,4% m/m). Il reddito personale è cresciuto ancora (più del previsto), di +0,2% dopo il +0,5% m/m di gennaio. Il deflatore dei consumi è calato come previsto di -0,1% m/m, mentre l’indice core è salito meno delle attese (0,1% m/m, 1,7% a/a). Il dato sulla spesa segnala una crescita meno sostenuta del previsto dei consumi nel 1° trimestre dell’anno.

Fonte: BondWorld.it


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