Da seguire: Stati Uniti – Le vendite di case esistenti a febbraio sono previste in calo a 5,3 mln di unità ann., in linea con le indicazioni dei contratti di compravendita (pending home sales), in calo a gennaio. Dicembre e gennaio hanno registrato forti aumenti, con vendite mensili in media vicine a 5,5 mln di unità, dopo la correzione di novembre dovuta a modifiche della regolamentazione……
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I market mover della settimana
- Nell’area euro la tornata di indagini congiunturali di marzo fornirà nuove indicazioni sullo stato di salute delle economie dell’area euro. È possibile che si veda un recupero di fiducia in Germania (IFO), in Francia (indice Insee) e nella media area euro (PMI composito) data la minore volatilità sui mercati e le misure BCE di marzo. Il focus sarà sugli indicatori di domanda. La fiducia delle famiglie francesi è attesa in miglioramento, mentre quella dei consumatori dell’Eurozona è attesa stabile. Sul fronte dell’offerta di titoli di stato, saranno attivi Olanda (nuovo decennale), Germania (riapertura del Bund agosto 2046), Italia (24/3: CTZ e BTPei), Slovacchia e Lituania.
- La settimana ha alcuni dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. A febbraio, le vendite di case esistenti dovrebbero correggere dopo due mesi forti, riportandosi sul trend dell’autunno; le vendite di case nuove sono attese in moderato rialzo; gli ordini di beni durevoli dovrebbero correggere, ma segnare un modesto aumento per la componente di beni capitali ex-difesa e aerei, con un’ulteriore conferma di un quadro di stabilizzazione nel manifatturiero.
Ieri sui mercati
- I listini europei hanno recuperato gran parte della flessione del giorno prima. L’EuroStoxx50 ha chiuso la settimana in ribasso di -0,5% rispetto al venerdì precedente, mentre l’S&P500 ha terminato a +1,4%.
- Il petrolio ha chiuso a USD 41,2, con un rialzo di 2,3% rispetto a una settimana prima. Tuttavia, il primo contratto futuro sul Brent ha chiuso la giornata in lieve ribasso rispetto a giovedì, e la flessione sta proseguendo questa mattina.
- Il cambio effettivo dell’euro è ulteriormente arretrato dai massimi del 17 marzo. Contro dollaro ha finito la settimana a 1,1267, in rialzo di 1,2% rispetto al venerdì precedente. Dollaro stabile contro yen (111,55) e sterlina (1,4478).
- I modesti movimenti di venerdì hanno consolidato il ribasso delle curve dei tassi. Su base settimanale, la flessione è stata più forte sulla curva UST (-15pb sulla scadenza quinquennale e -11/12 pb su 2 e 10 anni). Ciò riflette la reazione dei mercati alla riunione Fed. In Europa, il calo è più modesto (massimo -6pb sulla scadenza decennale) e associato ad una riduzione della pendenza 10-5 anni. Irrilevanti i movimenti dei differenziali sovrani, che consolidano i cali della settimana prima.
- DBRS ha confermato il rating dell’Italia ad A(low) con outlook stabile.
- Stati Uniti – La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (prel.) cala a 90 da 92,2 di febbraio, tornando sui livelli di ottobre e mantenendosi comunque nel range visto negli ultimi due trimestri. L’indice delle condizioni correnti cala a 105,6 da 106,8 e quello di aspettative scende a 80 da 81,9: queste variazioni non sono tali da mettere in dubbio i livelli relativamente elevati degli ultimi mesi. Più importante nell’indagine è la risalita delle aspettative di inflazione a 2,7% per entrambi gli orizzonti (1 anno e 5-10 anni) da 2,5% di febbraio. A nostro avviso la chiusura dell’output gap, il recente rialzo del prezzo del petrolio e l’indebolimento del dollaro contribuiranno a riportare l’inflazione core misurata con il deflatore dei consumi a ridosso del 2% prima di quanto il mercato si aspetti.
Fonte: BondWorld.it
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