Italia. La produzione industriale è attesa poco variata a settembre dopo il rimbalzo di agosto (0,3% m/m). La variazione annua tornerebbe in positivo a 2,3% (un massimo da oltre tre anni) in termini grezzi, ma resterebbe in rosso (a -0,9%) se corretta per i giorni lavorativi….
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(uno in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno). In settembre l’indagine Istat aveva dato indicazioni di sostanziale stabilità mentre il PMI aveva mostrato un recupero (poi rientrato a ottobre). In sintesi, il dato sarà coerente con una tendenza di sostanziale stagnazione (su livelli molto bassi) dell’attività economica nell’industria.
Stati Uniti
La Fed pubblica il Labor Market Conditions Index relativo a ottobre. L’indice, costruito dalla Fed sulla base di 19 indicatori del mercato del lavoro, dovrebbe migliorare ulteriormente.
I market mover della settimana
Nell’area euro, le stime preliminari per la crescita del PIL nei mesi estivi dovrebbero confermare un quadro vicino alla stagnazione in Germania e Francia e ancora un calo in Italia. Le indicazioni sinora disponibili suggeriscono che la fase di debolezza è proseguita in autunno. A fronte della fragile ripresa ciclica, l’inflazione fatica a risalire dai minimi di fine estate. Le seconde stime dovrebbero confermare la dinamica annua dei prezzi al consumo a 0,4% da un precedente 0,3% nella media area euro in calo in Germania, in recupero in Spagna (ma a fronte di un calo inaspettato della dinamica sottostante a -0,2%) e in Italia (ma unicamente per via del rimbalzo dei prezzi energetici regolamentati). La prima stima per l’inflazione in Francia dovrebbe essere stabile a 0,7% in ottobre.
La settimana ha pochi dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. L’informazione principale sarà quella delle vendite al dettaglio di ottobre. I dati dovrebbero mostrare un modesto rimbalzo, dopo la delusione di settembre, restando ancora frenate da un ampio calo dei prezzi della benzina. A ottobre, i prezzi all’import dovrebbero correggere sulla scia di dollaro forte e petrolio in calo, il Labor Market Conditions Index pubblicato dalla Fed dovrebbe registrare un ulteriore miglioramento. La fiducia dei consumatori a novembre dovrebbe essere in rialzo.
Venerdì sui mercati
Nonostante il buon rapporto sull’occupazione, i mercati obbligazionari americani hanno registrato un netto ribasso dei rendimenti. Marginale la flessione per i mercati core europei. Modesto rialzo, invece, per la periferia europea (BTP: +2pb circa sulle scadenze medie e lunghe).
Il dollaro ha corretto circa metà del rialzo iniziato il 5 novembre. L’euro ha recuperato oltre una figura dai minimi, segnando i massimi a 1,2469. Questa mattina la correzione si sta estendendo (massimi a 1,2499). Rublo in ripresa a 45,64 dollari.
Chiusura al rialzo per il Brent crude, che sembra aver trovato sostegno fra 82 e 83 dollari. La stabilizzazione potrebbe essere stata agevolata anche dal peggioramento della situazione su due fronti caldi, Libia e Ucraina.
Area Euro
Spagna La produzione industriale è cresciuta di 0,5% m/m a settembre al netto degli effetti di calendario dopo la stagnazione del mese precedente. Sul trimestre, la produzione è calata di 0,5% t/t per effetto della debole uscita dal 2° trimestre. Le indagini congiunturali hanno segnalato una tenuta di produzione e PIL in autunno, ma non escludiamo che il ritmo di espansione dell’attività produttiva possa essere più debole del +0,5% t/t dei mesi estivi.
Spagna. La consultazione popolare in Catalogna ha visto partecipare oltre due milioni di elettori su 5,4 milioni, che in larga maggioranza hanno sostenuto l’istanza indipendentista. I voti a favore coincidono grosso modo con i voti raccolti dai partiti nazionalisti catalani alle ultime elezioni regionali, un indizio che i contrari si sono in larga misura tenuti lontani dalle urne.
Stati Uniti
L’employment report di ottobre dà ancora una volta un quadro solido e positivo del mercato del lavoro: tutti gli indicatori sono soddisfacenti. Gli occupati non agricoli aumentano di 214 mila (consenso: 235 mila). I dati dei due mesi precedenti sono rivisti complessivamente verso l’alto per un totale di +31 mila. Disaggregando per settore si riscontrano aumenti diffusi. La variazione degli occupati rilevata con l’indagine presso le famiglie registra un incremento di 683 mila, (media 3 mesi: 310 mila). Il tasso di partecipazione aumenta a 62,8% da 62,7%. Il tasso di disoccupazione cala ancora, a 5,8%, minimo da luglio 2008. Il tasso di disoccupazione allargata, che include anche gli occupati part-time per motivi economici, cala a 11,5% da 11,8%. Il tasso di occupazione sale a 59,2%, dopo 4 mesi a 59%, e tocca il massimo da luglio 2009. Le ore lavorate aumentano di 0,5% m/m e puntano a un incremento solido della produzione industriale nel mese di ottobre. Anche a ottobre, come nei mesi passati, i salari rappresentano un modesto neo dell’employment report, con un aumento di solo 0,1% m/m (2% a/a). Tuttavia con una dinamica occupazionale così forte, ormai persistente da molto tempo, l’accelerazione delle retribuzioni è solo questione di tempo. Nel complesso il messaggio dei dati è molto solido e verrà catalogato dalla Fed come significativo progresso nella riduzione delle risorse inutilizzate: aumento del tasso di occupazione e di partecipazione, calo del tasso di disoccupazione in tutte le sue misure, crescita occupazionale sempre superiore a 200 mila.
Dudley (NY Fed) ha detto che probabilmente la Fed inizierà ad alzare I tassi “in qualche momento del 2015”. Secondo Dudley, la normalizzazione della politica monetaria americana darà luogo a turbolenza sui mercati e le economie emergenti potrebbero trovarsi di fronte a “sfide significative”.
Fonte: BONDWorld.it
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