Da seguire: Stati Uniti. Il presidente della Camera Boehner ha detto che i repubblicani non approveranno leggi di finanziamento del governo federale per terminare il blocco separatamente dall’aumento del limite del debito pubblico. ……
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Boehner ha indicato che il rialzo del limite potrà avere i voti repubblicani solo se sarà collegato a discussioni sulle voci che determinano il trend verso l’alto del debito nel lungo termine, in particolare la spesa sanitaria. Questo è uno spostamento delle condizioni dei repubblicani per un accordo, dal focus sulla riforma sanitaria di Obama, al sentiero di lungo termine della spesa, e inizia a segnalare un avvicinamento alle condizioni poste dal presidente Obama per trovare una via di uscita dall’impasse attuale. È comunque soltanto un primo passo e potrebbero essere necessari ancora diversi giorni prima che si trovi un accordo che appaia dignitoso per entrambe le parti, dopo le prese di posizione estreme tenute finora. Nel frattempo il limite del debito si avvicina.
Intanto, il Pentagono ha annunciato che richiamerà i suoi dipendenti civili al lavoro, facendo riferimento a una legge recente che classifica le attività della difesa come essenziali per la sicurezza nazionale. I dipendenti civili del Ministero della Difesa sono circa 350mila e rappresentano il gruppo più numeroso dei circa 800mila dipendenti federali messi in congedo per via del blocco del governo iniziato il 1° ottobre. Inoltre, la Camera ha votato all’unanimità un decreto che prevede che i dipendenti messi in congedo per il blocco vengano pagati regolarmente anche nel periodo di congedo. Questa è stata la prassi seguita dal Congresso anche nei casi precedenti di blocco, e permetterà di circoscrivere le ricadute negative su redditi e consumi. Il decreto sarà approvato anche in Senato, visto che alla Camera ha avuto il voto unanime di repubblicani e democratici.
I market mover della settimana
Nell’area euro sono in calendario i dati di produzione industriale relativi al mese di agosto. Dopo l’inatteso crollo di luglio, ci aspettiamo una ripresa generalizzata in tutti i principali Paesi (Germania, Francia e Italia). La seconda lettura dei dati sui prezzi al consumo in Germania, Italia e Spagna confermerà il trend di moderazione della dinamica inflazionistica (peraltro, settembre dovrebbe rappresentare il punto di minimo del CPI nei principali Paesi dell’area euro).
La settimana ha diversi dati in calendario negli Stati Uniti. Se la chiusura del Governo proseguirà, i dati raccolti da agenzie governative non verranno pubblicati. Se il blocco del Governo finisse, e i dati venissero pubblicati, dovrebbero mostrare per settembre indici di prezzo in aumento contenuto e vendite al dettaglio deboli per via del calo nel comparto auto. La fiducia dei consumatori a ottobre dovrebbe registrare un ampio calo in seguito alla chiusura del Governo. Il focus della settimana sarà la pubblicazione dei verbali: le informazioni però non saranno rilevanti, alla luce degli sviluppi politici dell’ultima settimana. Infatti è probabile che il FOMC non possa decidere modifiche al programma di acquisti almeno fino a inizio 2014 per via dei costi diretti del blocco del Governo e dell’incertezza sui dati, raccolti e pubblicati con ritardo e influenzati dal blocco stesso.
Venerdì sui mercati
La chiusura del governo federale americano ha privato la giornata degli usuali spunti macroeconomici. L’atteggiamento dei mercati riguardo ai rischi di default degli Stati Uniti rimane abbastanza tranquillo, tanto che gli indici azionari hanno chiuso al rialzo e i rendimenti degli UST sono saliti di appena 2-4pb. Persiste l’inversione sulle scadenze 1-3 mesi dei T-bills. Il dollaro, però, rimane sotto pressione: l’euro si è riportato vicino ai massimi recenti, e lo yen ha guadagnato marginalmente terreno fino a 97,14. Sui mercati europei, il consolidamento della maggioranza di governo in Italia continua ad esercitare effetti positivi sul debito: rendimenti in calo di 5-7pb, movimento pienamente riflessosi sui premi al rischio grazie all’andamento marginalmente cedente del debito tedesco.
Area Euro
I prezzi alla produzione nell’Eurozona sono rimasti fermi ad agosto dopo essere cresciuti dello 0,2% m/m a luglio (rivisto al ribasso di un decimo).
Portogallo. La Troika ha comunicato che il Paese ha superato con successo l’ottava e la nona revisione del programma e può pertanto accedere alla prossima tranche di aiuti pari a 5,6 mld di euro una volta ricevuta l’approvazione finale da Ecofin, Eurogruppo e FMI a novembre (3,7 mld versati da UE e 1,9 mld da FMI). Il Governo tuttavia non è riuscito a ottenere un allentamento delle condizioni relative al deficit. Previsioni sul PIL riviste al rialzo.
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