Flash: Nell’Eurozona i dati di produzione industriale di agosto forniranno ulteriore evidenza sullo stato di salute dell’economia

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Germania. Gli ordini all’industria sono scesi in agosto di -5,7% m/m. Viene così più che riassorbito il forte aumento di luglio (+4,9%m/m, rivisto al rialzo), che era dovuto a una commessa di elevato valore unitario di beni capitali. Sul trimestre gli ordinativi sono in rotta per un calo di -1,2% t/t….

 


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Le indagini di fiducia hanno segnalato a settembre un impoverimento del libro ordini, in particolare degli ordini esteri, che anticipa un rallentamento del manifatturiero tedesco in autunno. I dati odierni mostrano cali su base tendenziale sia degli ordinativi domestici (-2,2%), sia di quelli esteri (-0,3%).

Non ci sono altri dati macroeconomici di rilievo in uscita, quest’oggi.

I market mover della settimana

Nell’Eurozona i dati di produzione industriale di agosto forniranno ulteriore evidenza sullo stato di salute dell’economia. Prevediamo un calo di produzione in Germania (-1,4% m/m) dopo il forte aumento di luglio dovuto a fattori eccezionali. L’output è visto in calo anche in Francia (-0,3% m/m) mentre potrebbe essere cresciuto ancora in Spagna (+0,6% a/a) e dovrebbe recuperare in Italia (+0,4% m/m). I dati di bilancia commerciale di agosto dovrebbero mostrare una parziale chiusura del surplus in Germania e del deficit in Francia.

La settimana ha poche informazioni in uscita negli Stati Uniti. L’evento principale è la pubblicazione dei verbali della riunione di settembre del FOMC, che potrebbero dare informazioni sulla modifica della guidance. I prezzi all’import di settembre dovrebbero essere ancora in ampio calo sulla scia della debolezza del prezzo del petrolio e dell’apprezzamento del dollaro.

Venerdì sui mercati

La sorpresa positiva dei dati occupazionali americani ha provocato un appiattimento della curva americana dei tassi, in particolare sul tratto 5-30 anni, una buona ripresa degli indici azionari e un nuovo balzo del dollaro sui mercati valutari. Il cambio con l’euro si è fermato appena sopra 1,2500, mentre quello con lo yen si è riavvicinato ai massimi di fine settembre; forte avanzamento anche contro CAD, AUD e GBP. Marginale l’aumento dei tassi di rendimento sulle curve europee.

Area Euro

Il PMI composito area euro è stato rivisto verso il basso a settembre a 52,0 da una lettura preliminare a 52,3, l’indice è sui minimi da agosto 2013 e ha quindi interamente eroso il recupero dell’ultimo anno. La revisione al ribasso incorpora un calo del PMI composito in Italia a 49,5 da 49,9 e una revisione al ribasso dell’indice francese a 48,4 da una stima iniziale di 49,1. L’indice composito per la Spagna è calato a 55,3 da 56,9 sulla scia dell’indice per i servizi che ha frenato a 55,8 da 58,1. L’indice composito per la Germania è stato rivisto marginalmente al rialzo a 54,1. Le indagini PMI confermano che la ripresa continua a perdere impulso e che circa il 38% della zona euro (Francia e Italia) potrebbe essere tornato in territorio recessivo. Il dato evidenzia una tendenza che non dipende solo dalla dinamica della domanda estera ma anche da fattori domestici specifici.

Le vendite al dettaglio hanno fatto registrare un aumento di 1,2% m/m ad agosto dopo il calo di -0,4% a/a a luglio. Il miglioramento è spiegato dalle vendite di prodotti alimentari ma soprattutto di beni non alimentari (+1,5% m/m). Il dato suggerisce che i consumi potrebbero crescere di almeno lo 0,3% t/t nei mesi estivi.

Stati Uniti

L’employment report di settembre supera le attese di consenso su diverse dimensioni e segnala che l’aggiustamento del mercato del lavoro è più rapido di quello che la Fed prevedeva alla riunione di due settimane fa. Gli occupati non agricoli aumentano di 248 mila a settembre. I dati dei 2 mesi precedenti sono rivisti verso l’alto di +69 mila posti complessivamente., portando la creazione media mensile del 3° trimestre a 224 mila. L’aumento degli occupati è diffuso a tutti i settori. Il tasso di partecipazione scende a 62,7%. Il tasso di disoccupazione cala a 5,9%, minimo da luglio 2008; il tasso di disoccupazione allargata a scoraggiati, marginalmente attaccati alla forza lavoro e lavoratori part-time per motivi economici cala a 11,8% da 12% di agosto. I salari orari sono invariati su base mensile a settembre, ma il dato di agosto è rivisto verso l’alto a +0,3% m/m (da 0,2% m/m). Le ore lavorate aumentano di 0,5% m/m; nel manifatturiero sono invariate, dando indicazioni di crescita modesta nel settore a settembre. Complessivamente i dati sono molto positivi. Gli unici elementi marginalmente deboli per la valutazione della Fed sono il calo della partecipazione e la stabilità dei salari. Tuttavia, la solidità dell’employment report negli ultimi mesi è indiscutibile: il tasso di disoccupazione potrebbe essere, come nelle nostre previsioni, al 5,5% entro giugno 2015.

Il deficit della bilancia commerciale ad agosto è in marginale chiusura a -40,1 mld di dollari, da -40,3 mld di luglio. La stabilità del saldo è dovuta in gran parte alla riduzione del deficit nel comparto energetico, grazie al calo dei prezzi. Le esportazioni sono in aumento di 0,2% m/m, dopo il solido aumento di luglio (+0,9% m/m); le importazioni crescono di 0,1% m/m.

L’ISM non manifatturiero a settembre cala a 58,6 da 59,6 di agosto, e torna vicino al livello di luglio (58,7);. l’indagine è comunque positiva. L’indice di attività corregge a 62,9 da 65 di agosto, continuando comunque a segnalare un ritmo di espansione rapido nel settore. Gli ordini calano a 61 da 63,8, ma quelli all’export sono in miglioramento a 52,5 da 51. L’occupazione è in ulteriore miglioramento a 58,5 da 57. Tutti i dati economici di settembre sono omogeneamente positivi e in linea con una crescita solida, poco sopra il 3%, nel 2° semestre 2014.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

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