Da seguire: Area Euro Italia. La produzione industriale a settembre potrebbe essere rimbalzata di 0,4% m/m dopo due mesi di contrazione. La variazione annua recupererebbe in termini grezzi a +0,9% da -7,6%…
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ma resterebbe negativa se corretta per i giorni lavorativi (comunque in miglioramento a -2,2% da -4,6% precedente). Se confermato, nel 3° trimestre la produzione si sarebbe contratta di -0,9% t/t, circa in linea con il trimestre precedente. Tuttavia, il PIL potrebbe essere stato supportato da una flessione meno accentuata nei servizi.
I market mover della settimana
Nell’Eurozona, sono in calendario le stime preliminari circa l’andamento del PIL nel 3° trimestre. Quello estivo sarà il secondo trimestre di espansione dopo una recessione durata un anno e mezzo, ma il ritmo di crescita è atteso moderare rispetto allo 0,3% t/t visto in primavera. Il PIL è atteso crescere di un decimo nell’Eurozona. Il maggior contributo verrà ancora dalla Germania, mentre l’attività economica potrebbe essere cresciuta appena in Francia (come in Spagna); in Italia, il ritorno alla crescita dovrebbe essere rimandato all’ultimo trimestre dell’anno. La produzione industriale nell’Eurozona dovrebbe essere calata di sei decimi a settembre, senza tuttavia intaccare il trend di ripresa su base annua (in Italia è atteso un rimbalzo dopo due mesi di contrazione). Infine, l’inflazione dovrebbe confermarsi su livelli assai moderati in tutti principali Paesi; il CPI area euro potrebbe rimanere in un intorno dell’1%, o poco al di sotto, sino alla prossima primavera. Sul fronte dell’offerta, l’Italia tiene le usuali aste di metà mese: martedì BOT, mercoledì BTP a 3 e 30 anni e CCTeu.
La settimana ha alcuni dati ed eventi di rilievo negli Stati Uniti, fra cui la seconda riunione del Budget Conference Committee e una nutrita agenda di discorsi dalla Fed. Dal punto di vista dei dati, l’Empire a novembre dovrebbe essere in rialzo e confermare l’espansione moderata dell’attività nel settore manifatturiero; la produzione industriale di ottobre dovrebbe essere invariata, con un calo delle utility e un incremento della produzione manifatturiera. I prezzi all’import di ottobre al netto del petrolio dovrebbero essere in calo per via del deprezzamento del dollaro. La seconda riunione del Budget Conference Committee dovrebbe dare qualche segnale incoraggiante sui negoziati per il budget. Dalla Fed, i diversi discorsi dovrebbero aiutare a rifare una “mappa” delle opinioni riguardo alla valutazione dei rischi e alla tempistica della riduzione degli acquisti.
Venerdì sui mercati
Dopo la Francia, S&P ha tagliato anche il rating di EFSF da AA+ ad AA, con outlook stabile. Moody’s ha cambiato da negativo a stabile l’outlook per il Portogallo, che mantiene rating Ba3, mentre Fitch ha confermato la Slovenia a BBB+ con outlook negativo. L’andamento dei mercati obbligazionari è stato fortemente influenzato dai dati occupazionali americani, risultati molto più forti del previsto. Forte aumento della pendenza sulla curva UST, che ha visto i tassi decennali e trentennali salire di 14-15pb. Ciò ha spinto al rialzo anche le curve europee, per quanto in misura molto più contenuta (+7pb per il Bund decennale). Buono il comportamento dei premi al rischio sul debito italiano e spagnolo, stabili o in modesto restringimento. Il dollaro si è apprezzato ulteriormente, entrando in area 1,33 contro euro e 99 contro yen. Il recupero in atto può agevolmente proseguire se anche i prossimi dati in uscita saranno favorevoli.
In Cina la produzione industriale di ottobre è risultata un po’ più forte del previsto, a 10,3% a/a (settembre: 10,2%), mentre le vendite al dettaglio sono cresciute di 13,3% a/a. Un po’ inferiore al previsto, ma in aumento, l’inflazione: 3,2% a/a, contro il 3,1% di settembre. Il mancato accordo con l’Iran sul programma nucleare potrebbe spiegare il moderato rialzo delle quotazioni petrolifere sui mercati asiatici; i negoziati riprenderanno il 20 novembre.
Area Euro
Francia. La produzione industriale sorprende al ribasso e cala di -0,5% m/m a settembre da +0,7% m/m (rivisto al rialzo da 0,2% m/m). Il comparto manifatturiero registra una riduzione di -0,7% m/m dopo +0,9% di agosto e i cali sono diffusi in tutti i principali comparti di attività. Sull’anno la variazione dell’output migliora a -0,9% dopo il -2,0% di agosto. Il brusco calo di settembre è in buona parte bilanciato a livello trimestrale dalla revisione al rialzo di agosto: il 3° trimestre pertanto conferma una variazione di -1,4% t/t rispetto al +1,4% t/t di giugno, contribuendo per circa -0,2% alla formazione del PIL.
Francia. Standard and Poor’s ha abbassato di un gradino il rating francese da AA+ ad AA con prospettiva per il futuro che passa a “stabile” da “negativa. Quest’anno il deficit è atteso migliorare meno delle attese al -4,1% dal -4,8% del 2012. Moody’s valuta il rating francese ad Aa1 con prospettiva “negativa”, mentre Fitch ad AA+ con prospettiva “stabile”.
Grecia. Il governo è sopravvissuto a una mozione di sfiducia delle opposizioni ottenendo 153 voti su 300; tuttavia, un deputato socialista ha votato contro ed è stato espulso.
Stati Uniti
L’employment report di ottobre sorprende verso l’alto, con una variazione degli occupati non agricoli di 204 mila; i dati dei due mesi precedenti sono rivisti complessivamente verso l’alto di 60 mila unità. Complessivamente, nel settore privato gli occupati crescono di 212 mila unità; gli aumenti sono solidi in tutti i comparti. I dipendenti pubblici calano di 8 mila, con una correzione di -12 mila per i dipendenti federali. La variazione di occupati registrata con l’indagine presso le famiglie è pari a -735 mila, secondo calo in 3 mesi (media 3 mesi, -239 mila). L’indagine presso le famiglie potrebbe non essere attendibile perché la rilevazione è avvenuta con ritardo rispetto al normale per via della chiusura del governo. Con un calo della forza lavoro di -720 mila unità, il tasso di disoccupazione è poco variato: l’aumento a 7,3% da 7,2% di settembre è dovuto ad arrotondamento (ottobre: 7,28%, settembre: 7,235%). I salari orari aumentano di 0,1% m/m, come a settembre. Le ore lavorate aumentano di 0,2% m/m. I dati sono complessivamente migliori delle attese, anche se in parte inaffidabili per quanto riguarda l’indagine presso le famiglie. La conferma dall’indagine presso le imprese di un solido aumento degli occupati aumenta la probabilità che gli effetti del blocco del Governo siano modesti e transitori.
Il reddito personale a settembre aumenta di 0,5% m/m, con un incremento di 0,4% m/m del reddito da lavoro. La variazione della spesa personale è di 0,2% m/m. In termini reali, i consumi aumentano di 0,1% m/m. I dati erano già impliciti nelle informazioni diffuse con la prima stima del PIL del 3° trimestre, che aveva mostrato un aumento di solo 1,5% t/t ann. per i consumi delle famiglie. Il tasso di risparmio aumenta a 4,9% da 4,7% di agosto.
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