Da seguire: In Cina, i dati di maggio sulla bilancia commerciale hanno mostrato un incremento del 7% a/a, ma un calo dell’1,6% a/a delle importazioni. ….
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Nessun dato di rilievo in agenda oggi. Questa sera il MEF comunicherà i dettagli delle aste di titoli a medio/lungo termine del 12/6. Ci aspettiamo fino a 2 miliardi di BTP triennali, 1,5 miliardi del BTP marzo 2030 e 5 miliardi del nuovo BTP a 7 anni.
I market mover della settimana
Nell’Eurozona sono in uscita i dati di produzione industriale di aprile in Francia e Italia e nell’intera area euro: ci aspettiamo un rimbalzo generalizzato dopo i cali di marzo. La seconda lettura del CPI di maggio in Germania e Italia dovrebbe confermare quella preliminare (inflazione in forte calo specie in Germania), mentre la prima stima in Francia potrebbe mostrare, in controtendenza, un CPI in salita. Infine, la seconda lettura del dato sul PIL italiano del 1° trimestre dovrebbe mostrare che la delusione d’inizio anno è venuta dalle costruzioni e dagli scambi con l’estero.
La settimana ha pochi dati ed eventi negli Stati Uniti. L’informazione principale verrà dalle vendite al dettaglio di maggio, che dovrebbero accelerare confermando una dinamica sostenuta dei consumi anche nel 2° trimestre. Il PPI e prezzi all’import a maggio dovrebbero confermare un graduale trend di rialzo dell’inflazione rispetto alla generalizzata moderazione dell’ultimo anno. La fiducia dei consumatori a giugno dovrebbe riprendere il trend verso l’alto.
Venerdì sui mercati
S&P ha confermato il rating BBB/A-2 per l’Italia, mantenendo altresì l’outlook negativo, mentre ha alzato da BBB+ ad A- la valutazione sull’Irlanda (outlook positivo). Confermato ad AA+/A-1+ il rating degli Stati Uniti. Sui mercati dei titoli di stato, l’andamento dei tassi è stato divergente fra Stati Uniti ed Europa: mentre gli UST ha registrato incrementi e un generale appiattimento della curva, sui mercati europei la tendenza è stata nettamente al ribasso. Il calo dei rendimenti è stato vertiginoso sui mercati della periferia (per es., sul BTP quinquennale si sono superati i 20pb), ma si è osservato in forma smorzata anche per Germania, Francia e altri emittenti ad alto rating. Sul fronte del mercato primario, il MEF ha comunicato che l’11/6 offrirà 6,5 miliardi di BOT annuali (scadenza 12/06/2015), a fronte di rimborsi per 7 miliardi.
Il cambio dell’euro si è confermato su livelli più forti rispetto alla vigilia della riunione, sia verso dollaro sia in generale come cambio effettivo, ma senza assorbire che in minima parte il movimento al ribasso compiuto a partire a da maggio. Positive le chiusure dei mercati azionari europei ed americani.
Area euro
Germania. La produzione industriale recupera di 0,2% m/m ad aprile dopo il forte calo del mese precedente (-0,6%m/m). Il dato è circa in linea con le attese di consenso. Lo spaccato settoriale mostra un aumento dei beni di consumo di 1,1% m/m ma un calo dei beni capitali di 0,3% m/m e una semi-stagnazione dei beni intermedi. La debole uscita dal 1° trimestre e il dato di aprile prospettano una media del secondo trimestre stagnante dopo il forte aumento dei mesi invernali. Le indagini congiunturali hanno segnalato un rallentamento di attività anche in maggio.
Stati Uniti
L’employment report è ancora una volta omogeneamente solido. A maggio, i nuovi occupati non agricoli sono 217 mila; il dato del mese precedente è rivisto verso il basso di 6 mila unità, e rimane molto forte (282 mila). La crescita occupazionale media degli ultimi 3 mesi è solida, a 234 mila. Il tasso di disoccupazione rimane invariato a 6,3%, contro aspettative di consenso di rialzo a 6,4%. I salari orari crescono di 0,2% m/m e di 2,1% a/a. Le ore lavorate aggregate aumentano di 0,2% m/m e puntano a un incremento solido della produzione industriale a maggio. Il tasso di partecipazione rimane invariato a 62,8%, nonostante l’aumento della forza lavoro. A questi ritmi di creazione di nuovi posti, e all’attuale tasso di partecipazione, il tasso di disoccupazione toccherebbe il 5,4% (stima centrale del tasso di disoccupazione di lungo termine del FOMC) fra aprile e maggio 2015. E’ solo questione di tempo perché si materializzi anche un’accelerazione della dinamica salariale. Il quadro del mercato del lavoro è coerente con l’attuale scenario per la svolta della Fed sui tassi (giugno 2015), anche se riteniamo che il mercato sia eccessivamente compiacente riguardo al sentiero dei tassi dalla seconda metà del 2015 in poi.
Giappone
La seconda stima del PIL del 1° trimestre è rivista verso l’alto, a +1,6% t/t da 1,5% t/t. La revisione è spiegata dalla domanda domestica.
La fiducia dei consumatori aumenta a 39,3 a maggio, da 37 di aprile, dopo 5 cali consecutivi.
Il vice-governatore della BoJ, Iwata, ha detto che l’economia giapponese continua a muoversi in direzione positiva e che la politica monetaria sta avendo gli effetti desiderati, con il mercato del lavoro che migliora e le aspettative di inflazione che aumentano. Iwata ha detto comunque che la banca centrale non esiterà ad aggiustare lo stimolo se necessario. La riunione della BoJ questa settimana non dovrebbe riservare novità, in attesa di maggiori informazioni sugli sviluppi macroeconomici.
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