Da seguire: Area euro: – Francia. A febbraio, l’indice INSEE di fiducia presso le imprese manifatturiere potrebbe rimanere stabile a 108, dopo il balzo del mese precedente che ha portato l’indicatore ai massimi da quasi quattro anni. Potrebbe correggere leggermente la valutazione della produzione passata dopo il balzo del …
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mese scorso. Viceversa, potrebbe migliorare la valutazione sugli ordini sia domestici, che esteri. In ogni caso, tutte le recenti indagini, tra cui la survey sulle imprese della Banca di Francia e l’indagine sugli investimenti industriali dell’INSEE, segnalano che il ciclo nell’industria rimarrà ampiamente espansivo anche nei prossimi mesi.
Ieri sui mercati
Netto calo dei rendimenti obbligazionari sulle curve Bund e US, associato ad allargamenti degli spread sovrani nella zona euro e ad arretramenti delle aspettative di rialzo dei tassi. Il Tesoro spagnolo ha allocato in totale 3,38 miliardi di carta, ripartiti fra il 31/10/2020 4,85% (2,47 miliardi a un tasso medio di 5,20%) e il 2037 4,20% (998 milioni al tasso medio del 5,96%). L’obiettivo era di raccogliere fra 3 e 4 miliardi. Calo delle quotazioni petrolifere a 102,7 dollari sulla scadenza di aprile del Brent Crude. Euro, yen e sterlina in rialzo sul dollaro. I mercati azionari hanno chiuso in rialzo modesto.
Area euro
Portogallo. Il quotidiano Jornal de Negócios sostiene che il Governo tedesco sta facendo pressioni sul Portogallo perché faccia ricorso al programma di sostegno FMI-UE prima del Consiglio Europeo di marzo. Anche Reuters ha citato “fonti dell’Eurozona” secondo le quali il Paese dovrà chiedere aiuto entro aprile. Il Governo è contrario ad attivare tale opzione e chiede invece che non ci siano ritardi nell’approvazione del pacchetto di misure europee anticrisi, confidando nelle ricadute positive sul clima di fiducia.
L’indice di fiducia dei consumatori secondo l’indagine della Commissione è migliorato a sorpresa a febbraio, a -9,9 da -11,2. Il dato (leggermente superiore alla media di lungo termine, pari a -12) è coerente con un tasso di crescita dei consumi di circa il 2% (dall’1% del 3° trimestre 2010).
La produzione nel settore delle Costruzioni è calata ancora a dicembre di 1,8%. Come noto, il dato è stato condizionato dalle condizioni meteorologiche avverse in particolare in Germania (dove si è registrata una flessione di -24,1% m/m). Su base annua, l’output resta in forte calo (-12%), testimoniando come il settore, al di là dei fattori climatici, non sia ancora uscito dalla recessione.
La domanda per prestiti overnight alla BCE da parte delle banche (ad un tasso dell’1,75%) è schizzata ai massimi da 20 mesi il 16 febbraio, a 15,8 miliardi di euro (da 1,2 miliardi il giorno precedente).
Stati Uniti
Il CPI a gennaio aumenta di 0,4% m/m (1,6% a/a), per il secondo mese consecutivo. Il CPI core segna una variazione di 0,2% m/m (1,4% a/a). Alimentari ed energia determinano circa due terzi dell’aumento complessivo dell’indice. L’energia aumenta di 2,1% m/m (7,3% a/a). Gli alimentari segnano un incremento di 0,5% m/m (1,8% a/a). Nell’indice core sono in aumento i prezzi di abitazione (+0,1% m/m), abbigliamento (+1% m/m), trasporti pubblici (+1,1% m/m), sanità (+0,1% m/m, con un ampio incremento dei beni, +0,5% m/m, come già evidenziato dai dati del PPI), ricreazione (+0,2% m/m), istruzione (+0,6% m/m, con un aumento delle rette scolastiche di 1,2% m/m). Negative invece le variazioni dei prezzi delle auto (-0,2% m/m), sia nuove che usate. I dati confermano che il trend dei prezzi nel comparto abitazione al netto dell’energia è positivo, anche se modesto, con un aumento degli affitti di 0,2% m/m per il terzo mese consecutivo e un aumento degli affitti figurativi di 0,1% m/m per il quarto mese consecutivo. Questo elemento è sufficiente a instaurare un moderato trend verso l’alto dell’inflazione core. I prezzi dei servizi definiti a livello statale e locale sono ancora in rialzo, come si rileva dalle rette scolastiche e dal trasporto pubblico: questo trend durerà ancora per almeno un biennio. L’aumento dei prezzi dell’abbigliamento, della ricreazione e della cura della persona segnala qualche spunto di aumento dei prezzi nel comparto della spesa discrezionale. Al di fuori del core, l’aumento dei prezzi degli alimentari è rilevante: il comparto alimentari e bevande pesa per il 14,8% del CPI, gli alimentari per il 13,7%: osservando i dati del PPI, che mostrano pressioni sui prezzi dei beni alimentari ai primi stadi del processo di trasformazione, si evidenziano rischi verso l’alto sui prezzi finali per i prossimi mesi. Manteniamo la previsione di un graduale aumento dell’inflazione nel corso dell’anno.
I sussidi di disoccupazione sono saliti a 410 mila nella settimana conclusa il 12 febbraio. I sussidi esistenti sono rimasti circa stabili a 3,911 milioni nella settimana conclusa il 5 febbraio. I sussidi estesi con i fondi di emergenza, nella settimana conclusa il 29 gennaio, scendono di 85,mila unità a 4,5 milioni.
L’indice della Philadelphia Fed è balzato assai più del previsto a febbraio, a 35,9 da 19,3 di gennaio. Si tratta di un massimo dal gennaio del 2004. Il dato colma l’anomalo divario che si era creato nei mesi scorsi rispetto all’ISM nazionale. Peraltro, specularmente rispetto al mese scorso, lo spaccato dell’indagine è meno brillante dell’indice di attività, soprattutto perché i nuovi ordini risultano pressoché stabili a 23,7 (mentre migliorano decisamente le consegne, a 35,2 da 13,4 e, sia pur in minor misura, l’occupazione, a 23,6 da 17,6).
Il leading indicator composito è salito per il settimo mese consecutivo a febbraio (anzi, l’indicatore è sceso solo in uno degli ultimi 22 mesi). La crescita ha però rallentato sia su base mensile (a 0,1% da 0,8%) che su base annua (a 5,2% da 5,6%).
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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