Da seguire: – Nessun dato di rilievo in agenda oggi. – Aste – Offerta di carta a breve termine da parte della Francia (8,5 miliardi) e dell’Olanda….
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– Nessun dato di rilievo in agenda oggi.
– Aste – Offerta di carta a breve termine da parte della Francia (8,5 miliardi) e dell’Olanda.
I market mover della settimana
Nell’area euro, oltre alla seconda lettura dei dati di contabilità nazionale del 2° trimestre e del PMI composito di settembre, l’attenzione sarà rivolta soprattutto agli indicatori sull’industria in Germania (ordini e produzione), che, dopo la volatilità dei mesi scorsi, dovrebbero mostrare un incremento (ma tutto sommato modesto) ad agosto, evidenziando come il ciclo nell’industria stia perdendo vigore, ma rimanga espansivo. Le vendite al dettaglio di agosto nell’area euro potrebbero deludere le attese sulla scia della flessione registrata nei due maggiori Paesi. La riunione del Consiglio Direttivo della BCE dovrebbe rivelarsi interlocutoria: non è attesa nessuna decisione importante di politica monetaria e anche sul fronte della gestione della liquidità è troppo presto perché la BCE si sbilanci ufficialmente sul destino delle misure straordinarie, appena prorogate.
La settimana ha pochi dati in pubblicazione negli Stati Uniti, ma di rilievo. Nell’employment report di settembre, i nuovi occupati non agricoli dovrebbero finalmente stabilizzarsi, con la fine degli effetti negativi del censimento 2010, ma il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare ancora a 9,7%. L’ISM non manifatturiero è previsto in rialzo moderato a settembre.
Venerdì sui mercati
Nonostante i dati americani misti, si è registrata una chiusura al rialzo per gli indici azionari americani, a fronte delle flessioni osservate in Europa e Giappone. In aumento i prezzi delle materie prime, incluso il petrolio. Dollaro debole, scambiato in area 1,37 contro euro (massimo 1,3791) e 83 contro yen. Anche la sterlina è debole nei confronti dell’euro, scambiato a 0,872. Rendimenti obbligazionari in rialzo sulla curva tedesca; tuttavia, i rendimenti rimangono ben sotto i picchi del 13-20 settembre. Calo degli spread sovrani: sulla scadenza decennale il Btp è sceso a 153pb, i Bonos a 187pb; stringono anche Irlanda, Portogallo e Grecia. Quest’ultima potrebbe beneficiare anche dell’interesse espresso dalla Cina nel caso in cui il paese tornasse a offrire titoli obbligazionari sul mercato. Da segnalare che i tassi Euribor si stanno gradualmente adeguando al rialzo dell’Eonia, fissato venerdì a 0,72%: il tasso a un mese è salito a 0,6725%.
Area euro
Il tasso di disoccupazione per l’area euro è risultato pari al 10,1% nel mese di agosto. Come atteso il dato è rimasto stabile rispetto al mese precedente, ma i dati da maggio ad agosto una revisione al rialzo dal 10% al 10,1%. Si tratta di un nuovo massimo dal ‘98. La situazione sul mercato del lavoro si conferma molto diversa per centro e periferia dell’area dell’euro. Il tasso dei senza-lavoro è a due cifre e superiore alla media eurozona in Spagna (dove anzi è aumentato ulteriormente di due decimi al 20,5%), Slovacchia (14,6%), Irlanda (13,9%) e Portogallo (10,7%). Viceversa, sorprendono ancora in positivo Germania e Italia, dove la disoccupazione scende ancora rispettivamente al 6,8% e all’8,2%. Si nota in particolare un calo della disoccupazione giovanile, dal 20% al 19,8%. In prospettiva, per i prossimi mesi ci aspettiamo una stabilizzazione del tasso dei senza-lavoro attorno agli attuali livelli.
Italia. Il tasso di disoccupazione mensile su base destagionalizzata è calato a sorpresa a 8,2% ad agosto dall’8,4% di giugno/luglio (e dall’8,6% di marzo/maggio). Il calo è il risultato di una diminuzione delle forze di lavoro (-50 mila unità) in presenza di un’occupazione circa stabile. Di conseguenza il tasso di attività ha toccato un nuovo minimo da oltre tre anni. In sintesi, il dato è incoraggiante circa il fatto che il peggio per il mercato del lavoro sia alle spalle. La maggior flessibilità del mercato del lavoro italiano rispetto al passato potrebbe aver ridotto il ritardo con cui i miglioramenti del ciclo si riflettono sull’occupazione.
La seconda lettura dell’indice PMI per il settore manifatturiero nell’area euro ha visto una revisione verso l’alto a 53,7 da 53,6 della stima flash, comunque in calo rispetto al 55,1 del mese di agosto. La revisione ha riguardato in particolare i nuovi ordini (a 53,2 da 52,8 della prima lettura), le scorte (a 50 da 49,8), l’occupazione (a 51,5 da 51,4) e gli ordini dall’estero (a 52,6 da 52,3). Riviste al rialzo anche le indicazioni delle imprese sui prezzi, soprattutto pagati (63,2 da 62,5) ma anche ricevuti (53,3 da 53), in entrambi i casi in aumento rispetto al mese precedente.
Germania. Le vendite al dettaglio (reali e al netto delle auto) sono calate ancora ad agosto, di -0,2% m/m dopo il -0,4% m/m di luglio. Su base annua si nota comunque un recupero a +2,2% da +1,1% a/a.
Stati Uniti
La spesa personale aumenta dello 0,4% m/m ad agosto (+0,2% m/m in termini reali), dopo +0,4% m/m a luglio. Il reddito personale aumenta di 0,5% m/m, con il reddito disponibile nominale in crescita di 0,5% m/m, +1,7% a/a (+0,2% m/m in termini reali), i salari in aumento di 0,3% m/m, dopo +0,4% m/m a luglio. Il tasso di risparmio sale a 5,8% da 5,7% di luglio. Il deflatore aumenta di 0,3% m/m, il deflatore core è in salita di 0,1% m/m (la stesa variazione dei tre mesi precedenti), 1,4% a/a. Come evidenziato dai dati della terza stima del PIL del 2° trimestre, consumi e redditi dei mesi di giugno e luglio sono stati rivisti verso l’alto, il risparmio verso il basso.
La spesa in costruzioni ad agosto a sorpresa aumenta di +0,4% m/m, contro attese di un calo di -0,4% m/m. Il dato di luglio viene rivisto verso il basso a -1,4% m/m dalla precedente stima di -1% m/m. La spesa residenziale è invariata, dopo un calo di -3,4% m/m; la spesa non residenziale aumenta di +0,6% m/m, per via di incrementi in diversi comparti, spinti dalla spesa pubblica. La spesa privata infatti scende di -0,9% m/m, mentre la spesa pubblica aumenta di +2,5% m/m, dopo -11% m/m di luglio I dati del settore pubblico sono probabilmente spinti dall’utilizzo dei fondi ancora rimasti dal pacchetto ARRA.
La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a settembre (definitiva) sale a 68,2 da 66,6 della stima preliminare ma rimane al di sotto di 68,9 di agosto. Le condizioni correnti vedono un aumento a 79,6 da 78,4, le aspettative aumentano a 60,9 da 59,1. Le aspettative di inflazione a 1 anno restano stabili a 2,2% dopo il forte calo registrato nell’indagine preliminare; le aspettative di inflazione a 5 anni scendono a 2,7% da 2,8% dell’indagine preliminare. Il calo delle aspettative può essere cruciale per determinare le decisioni di politica monetaria dei prossimi mesi (vedi sotto commenti di Dudley).
L’ISM del settore manifatturiero come atteso scende a settembre a 54,4 da 56,3 di agosto. I prezzi pagati salgono a 70,5 da 61,5 di agosto; la produzione rallenta a 56,5 da 59,9 di agosto, tornando vicino ai livelli di luglio (57); il dato più debole è quello degli ordini che scendono a 51,1 (minimo da giugno 2009) da 53,1, con un calo degli ordini inevasi a 46,5. Gli ordini all’export scendono più modestamente, a 54,4 da 55,5. I dati restano coerenti con espansione dell’attività, ma a ritmi più contenuti.
Dudley (NY Fed), sempre votante alle riunioni del FOMC, ha detto che la Fed ha strumenti che possono stimolare l’economia “a costi non proibitivi” e ha aggiunto che “ulteriori misure probabilmente saranno necessarie” se non cambia lo scenario.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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