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Flash: Offerta di carta a breve termine in Francia

Da seguire: Area Euro: – Aste – Offerta di carta a breve termine in Francia (8,5 mld) e Olanda (min 3, max 7,5 mld). …


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Stati Uniti

– Mercati chiusi per festività.

I market mover della settimana

Nell’area euro, l’attenzione sarà focalizzata sulla riunione BCE, che però non dovrebbe portare a novità né sui tassi ufficiali, né sulle operazioni non convenzionali. La settimana è relativamente povera di dati: in calendario abbiamo gli indicatori sulla produzione industriale in Germania (preceduti dagli ordini all’industria), Francia e Italia. Complessivamente, i dati dovrebbero mostrare che, nonostante le turbolenze sui mercati finanziari, l’output ha continuato a crescere nel mese di maggio. Il traino rimane dall’estero mentre si attende ancora una significativa ripresa della domanda interna.

La settimana è scarna, in termini di dati, negli Stati Uniti. In uscita solo l’indice ISM del settore non manifatturiero, che dovrebbe scendere rispetto a maggio, ma rimanere ben sopra 50.

Venerdì sui mercati

Il calo degli occupati negli Stati Uniti, superiore alle previsioni, ha coronato una settimana complessivamente negativa per i dati economici. Ciò ha favorito nuovi ribassi degli indici azionari statunitensi e delle quotazioni sulle materie prime. Dollaro debole contro euro (sopra 1,25), yen (87,9) e sterlina (1,518). Nonostante l’andamento debole dei mercati azionari e i dati macroeconomici, i rendimenti degli UST sono saliti, soprattutto sulle scadenze lunghe. Migliore la performance delle curve europee: stabili i titoli tedeschi, in netto ribasso (da -6 a -9pb) i rendimenti dei BTP e degli OAT. L’Eonia ha chiuso la settimana in calo a 0,437%, mentre i tassi Euribor hanno segnato nuovi rialzi (1 mese: 0,465%; 3 mesi: 0,79%; 6 mesi: 1,06%).

Il governatore della Banca Nazionale Svizzera ha dichiarato che la banca centrale sta seguendo gli sviluppi dei mercati valutari molto da vicino. La dichiarazione potrebbe indicare che le autorità monetarie si stanno già pentendo di aver rinunciato ufficialmente a interventi a indebolimento del franco in occasione dell’ultima riunione. Venerdì il cambio con l’euro è rimbalzato da 1,321 fino a 1,343, dopo aver toccato il giorno prima un minimo di 1,307.

Area Euro

Il tasso di disoccupazione per l’area euro è rimasto stabile al 10% a maggio (massimo dal 1998). Il dato di aprile è stato rivisto al ribasso dal 10,1% della prima lettura. Rispetto al mese scorso, il numero dei disoccupati è salito di 35 mila unità a fronte di un aumento all’incirca della stessa entità della forza lavoro. Il tasso di disoccupazione è cresciuto nei “paesi periferici” ovvero in Spagna (al 19,9%, valore massimo nell’eurozona), in Irlanda ed in Portogallo. Ha tenuto invece il mercato del lavoro nei maggiori Paesi: il tasso dei senza-lavoro è calato in Germania ed è rimasto stabile in Francia e Italia.

Italia. Il tasso di disoccupazione mensile è risultato stabile a maggio a 8,7% su base destagionalizzata. Nel mese gli occupati sono diminuiti di 38 mila unità (a 22.870.000); il numero delle persone in cerca di occupazione si è ridotto di 3 mila unità (a 2.173.000). Il tasso di occupazione è calato di un decimo rispetto al mese precedente, a 56,9%. Risulta estremamente elevata la disoccupazione giovanile, che è aumentata ancora di due decimi a 29,2%, massimo da quanto è disponibile la serie mensile (+4,7% punti percentuali rispetto a un anno prima). In sintesi, la stabilità del tasso di disoccupazione a maggio è un segnale solo apparentemente incoraggiante, perché dovuto a un calo della forza-lavoro piuttosto che a un aumento degli occupati. Confermiamo la nostra stima di un picco del tasso dei senza-lavoro attorno al 9,5% a inizio 2011.

I prezzi alla produzione sono cresciuti di 0,3% m/m a maggio, in rallentamento dal +1% m/m di aprile. La dinamica annua è passata da 2,8% a 3,1% a/a, massimo da ottobre 2008. Il dato è in linea con le attese. Ci aspettiamo che il trend di recupero prosegua nei prossimi mesi, come segnalato dal livello elevato dell’indice PMI prezzi pagati.

Stati Uniti

Gli occupati non agricoli a giugno scendono di 125 mila, con un aumento nel settore privato di 83 mila posti, e un calo nel settore pubblico di 208 mila (censimento: -225 mila). I dati dei mesi precedenti sono stati rivisti da +25 mila unità. Il tasso di disoccupazione scende a 9,5% da 9,7% di maggio, con il tasso di partecipazione che scende a 64,7% da 65%; la disoccupazione “allargata”, a 16,5%, rimane vicina ai livelli di maggio. La durata della disoccupazione continua ad aumentare, salendo a una media di 35,2 settimane (da 34,4 di maggio). Le ore lavorate scendono di 0,2% m/m. I salari orari calano di 0,1% m/m, dopo +0,2% m/m. La creazione di occupati rimane molto moderata, con un ulteriore peggioramento della disoccupazione di lunga durata: il mercato del lavoro resterà un freno per la crescita in questo ciclo, ma non ci sono segnali di double dip.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

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Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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