Da seguire: Area Euro:- Aste – offerta di carta a breve termine in Francia per 8 miliardi di euro, in Germania per 2 miliardi e in …
Slovacchia per un miliardo.
– La dinamica di M3 potrebbe essere frenata ulteriormente ad aprile a -0,3% a/a da un precedente -0,1% a/a; la media mobile trimestrale sarà in calo di -0,3% a/a. La dinamica di M3 rimane penalizzata dalla pendenza della curva dei rendimenti e dalla debolezza della domanda di moneta per effetto della recessione. Tra le controparti di M3 ci aspettiamo un calo dei prestiti alle imprese e una frenata del recupero dei prestiti alle famiglie.
– La stima preliminare per il mese di maggio dovrebbe mostrare l’inflazione in recupero all’1,7% a/a, da un precedente 1,5% a/a. Il deprezzamento del cambio e la dinamica dei prezzi delle materie prime spiegano interamente il rialzo. Il nostro profilo di previsione assume un ritorno del cambio in area 1,32 per fine anno; la discesa a 1,23 nei mesi primaverili ed estivi, però, dovrebbe alzare la media 2010 all’1,6% da un precedente 1,5%.
– L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è visto circa stabile sul livello di marzo a 100,6. La crisi in Grecia ha frenato il recupero di fiducia nell’industria a maggio in alcuni Paesi dell’area euro e pesato sulle attese. Ci aspettiamo un morale stabile tra le famiglie e nei servizi, ma non escludiamo un calo nel manifatturiero.
– Italia. La dinamica dei prezzi al consumo è vista in crescita di 0,3% m/m e l’inflazione in rialzo di un decimo all’1,6% a/a. Sull’armonizzato l’inflazione è attesa all’1,7% a/a, da un precedente 1,6% a/a. Le pressioni verso l’alto dovrebbero derivare per lo più da energia ed alimentari. L’inflazione armonizzata è attesa risalire progressivamente verso il 2% per fine anno.
I market mover della settimana
Nell’area euro, la settimana sarà dominata dalla riunione BCE che si concluderà con tassi fermi e toni di rassicurazione dei mercati. La dinamica di M3 è attesa frenare nuovamente in aprile. La stima preliminare dovrebbe mostrare un rialzo dell’inflazione nell’area euro all’1,7% a/a per effetto dei rincari delle materie prime in euro. L’indice di fiducia economica della Commissione dovrebbe rimanere sul livello di marzo. Il tasso di disoccupazione potrebbe salire al 10,1%; in Germania è visto stabile al 7,8%, mentre in Francia ci aspettiamo un aumento al 9,7%. Le vendite al dettaglio sono viste in calo di 0,4% m/m ad aprile, data la debolezza dei dati francesi. La seconda stima del PIL dovrebbe offrire maggiori dettagli sulla debolezza riscontrata nei primi tre mesi dell’anno; ci attendiamo un contributo negativo degli investimenti in costruzioni, dei consumi e dell’export.
Molti i dati in uscita negli Stati Uniti, e saranno complessivamente solidi. Le indagini di settore a maggio dovrebbero mostrare una stabilizzazione sui livelli elevati di aprile; le vendite di auto sono attese in aumento, confermando il trend verso l’alto dell’ultimo anno. L’employment report di venerdì 4 dovrebbe mostrare una forte accelerazione della crescita degli occupati, con un ampio contributo delle assunzioni per il censimento, ma anche con un altro solido aumento di posti nel settore privato. Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere, pur in presenza di tasso di partecipazione in aumento.
Venerdì sui mercati
Anche la terza giornata di aste italiane è andata bene. Il nuovo triennale (BTP 01.06.2010 2%) è stato collocato per l’importo massimo di 4mld, con domanda di 1,52x e un rendimento lordo di 2,35%. Interamente collocato anche il CCT 01.03.2017, mentre la 3° tranche del BTP 01.09.2020 4,0% ha visto assegnazioni per 3,88 miliardi contro un massimo previsto di 4 (domanda 1,42x l’offerta, rendimento in calo a 4,07%). Fitch ha declassato la Spagna a AA+ da AAA; lo spread pagato dal paese sul Bund già incorporava un merito di credito equivalente a quello dell’Italia. Il Ministro del Bilancio Baroin ha avvisato che anche il merito di credito della Francia potrebbe essere a rischio e mantenere la tripla A rappresenta una sfida che già in parte condiziona le scelte di politica economica. Euro in lieve calo, con minimi a 1,2268, ma già in ripresa questa mattina.
Area Euro
Spagna. Secondo la stima preliminare, i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,2% m/m a maggio. L’inflazione armonizzata passa all’1,8% a/a da un precedente 1,6% a/a. La spinta nel mese di maggio dovrebbe essere venuta ancora dalla dinamica dei prezzi delle commodities.
Germania. I prezzi all’import hanno accelerato sensibilmente ad aprile crescendo del 2,0%m/m. La dinamica annua passa al 7,9% a/a da un precedente 5,0%a/a. Il calo dell’euro potrebbe spingere ulteriormente verso l’alto la dinamica annua nei prossimi mesi.
Stark, membro del comitato esecutivo della BCE, ha ricordato che il rientro del p/t annuale del 1° luglio “potrebbe essere l’inizio di una graduale uscita” dalle misure non convenzionali, ma la situazione del mercato monetario e gli sviluppi macroeconomici detteranno il passo della normalizzazione. Stark ha ammesso che “c’è ancora il rischio che le banche ricomincino a non fidarsi una dell’altra e non si prestino fondi”.
Stati Uniti
La spesa delle famiglie è rimasta invariata ad aprile, dopo +0,6% m/m di marzo (media 3m ann. 5%). Anche una crescita media di 0,1% m/m nel 2° trimestre, manterrebbe la dinamica dei consumi a 2,5% t/t ann., in rallentamento rispetto ai due trimestri precedenti, ma ancora relativamente sostenuta. Il reddito personale cresce dello 0,4% m/m, con un aumento di 0,4% m/m del reddito da lavoro; il reddito disponibile aumenta di 0,5% m/m (+2,8% a/a). Il tasso di risparmio sale a 3,6% da 3,1% di marzo e torna sui livelli dell’autunno (media 4° trimestre, 3,6%). In termini reali la spesa è invariata ad aprile (+2,6% a/a).
Il Chicago PMI è sceso a 59,7 da 63,8 di aprile. In calo produzione, ordini, occupazione, prezzi. Sia l’indice totale, sia le componenti restano su livelli elevati, con l’eccezione dell’occupazione che scende a 49,5. Il calo dell’indice non modifica lo scenario di espansione del settore, ma indica in linea con le altre indagini il probabile raggiungimento di un “plateau” per la crescita.
La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a maggio (finale) sale a 73,6 da 73,3 della stima preliminare. In aumento le aspettative a 68,6 da 68,3, circa stabile la situazione corrente a 81 (da 81,1). Le aspettative di inflazione sono stabili a 2,9% sull’orizzonte a 5 anni e salgono a 3,2% da 3,1% di aprile e 2,7% di febbraio-marzo, confermando che le famiglie non vedono uno scenario di deflazione (o di eccessiva disinflazione) né nel breve né nel medio termine.
Molti esponenti della Fed (Evans, Plosser, Lacker, Bullard, Tarullo) hanno commentato i possibili effetti della crisi europea sugli Stati Uniti.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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