Da seguire: Area euro: – La lettura definitiva per il mese di gennaio dei prezzi al consumo nell’area euro potrebbe vedere una revisione al ribasso a -0,7% m/m dalla stima preliminare di -0,6% (e da +0,6% di dicembre). Anche l’inflazione annua…
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potrebbe vedere una rilettura al ribasso di un decimo a 2,3%, confermando comunque l’accelerazione rispetto al dato di dicembre (2,2%). La revisione sarebbe dovuta all’applicazione di una nuova metodologia armonizzata nel calcolo dei prezzi al consumo per i prodotti stagionali, che nel caso dell’Italia ha comportato una sensibile revisione al ribasso del dato di gennaio, da -1,2% a -1,6% m/m e da 2,4% a 1,9% a/a. L’inflazione core potrebbe salire più del previsto da 1,1% a 1,5% a/a.
– Aste – Offerta di carta a breve termine in Germania (3 miliardi) e Francia (8 miliardi). Il Belgio colloca da 2,2 a 3,2 miliardi ripartiti su 3 OLO (03/2014, 09/2021 e 03/2028).
Stati Uniti
– La spesa personale a gennaio dovrebbe aumentare dello 0,4% m/m, in modesto rallentamento rispetto a quanto visto nei mesi precedenti (var. media 4° trimestre: +0,5% m/m), in linea con i risultati delle vendite al dettaglio. In termini reali la dinamica della crescita sarebbe quasi nulla, alla luce di una previsione di aumento del deflatore di 0,4% m/m e del deflatore core di 0,2% m/m. Il reddito personale dovrebbe aumentare dello 0,7% m/m, portando a un nuovo rialzo del tasso di risparmio da 5,4% di dicembre. A gennaio viene aggiornata l’indicizzazione dei trasferimenti previdenziali sulla base del CPI di agosto dell’anno precedente. Il reddito disponibile dovrebbe accelerare grazie all’entrata in vigore del taglio della payroll tax a inizio anno.
– Il Chicago PMI a febbraio dovrebbe correggere dal livello di gennaio (68,8, massimo da luglio 1988, media storica 53,4) a 67,5, ancora in territorio ampiamente espansivo. Le indagini del settore Manifatturiero restano elevate, nella gran parte dei casi ben sopra la media storica e al di sopra dei livelli pre-recessivi. Gli ordini nell’indagine di Chicago a gennaio erano aumentati a 60,5 da 57,4 di dicembre. Il settore Auto, che rappresenta il centro dell’attività dell’area di Chicago, è su un trend positivo con piani di espansione dell’output anche nel 2011, dopo vendite in aumento del 12,6% fra fine 2009 e fine 2010.
Venerdì sui mercati
La crisi del Nord Africa continua a influenzare l’andamento dei mercati. Quotazioni del Brent Crude in lieve rialzo sia venerdì (112,1 dollari, +0,7) sia questa mattina (113,67 dollari, +1,2). Indici azionari in netto rialzo. Il dollaro rimane schiacciato sui minimi dell’anno come cambio effettivo, anche se ha riguadagnato terreno sull’euro (1,3780, con minimi a 1,3709). Per quanto riguarda il reddito fisso, il Tesoro italiano ha allocato l’intero ammontare previsto di BTP 09/2021 (5,0 miliardi, tasso medio 4,84%), BTP 11/2013 (3,0 miliardi, 3,11%) e CCTeu 10/2017 (1,5 miliardi). Gli spread, però, si sono allargati (170pb sulla scadenza decennale, ora ulteriormente saliti a 174), così come per tutti i periferici. Insignificante rialzo per i rendimenti dei titoli tedeschi (+1-2pb), calo per quelli degli UST.
Area euro
Secondo il governatore della Banca d’Italia, Draghi, l’emergere di tensioni inflazionistiche richiede di valutare con attenzione i tempi e le modalità della normalizzazione delle condizioni monetarie e dei tassi di interesse. Lo scopo è prevenire un “deterioramento delle aspettative” e gli effetti indotti dei rincari sui mercati delle materie prime.
Francia. La spesa per consumi è calata di -0,5% m/m a gennaio, da un precedente +0,4% m/m (riletto di due decimi al ribasso). La variazione annua ha accelerato a 2,4% da un precedente 0,1% (rivisto da 0,4%). Il calo su base mensile è dovuto principalmente al crollo nel comparto auto (-6,3% m/m), a causa della fine del periodo di incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli.
A gennaio, la crescita di M3 ha rallentato a sorpresa a 1,5% da 1,7% a/a (il consenso si aspettava un’ulteriore accelerazione a 2,1% a/a). La media mobile a 3 mesi è salita a di un decimo a 1,7% (il target ufficiale BCE è di 4,5%). La cresciuta di M1 ha rallentato ancora, a 3,2% da 4,4% a/a. Guardando alle contropartite di M3 si nota un consolidarsi della ripresa dei prestiti al settore privato, a 2,4% da 1,9% a/a. Da notare il ritorno in positivo dei prestiti alle imprese, che crescono di +0,4% a/a (da -0,2% a/a precedente).
Germania. Secondo i dati preliminari dei Lander i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,5% m/m a febbraio, da -0,4% m/m di gennaio, per una inflazione annua ferma al 2% a/a. Sulla misura armonizzata i prezzi sono aumentati di 0,6% m/m (da -0,5% m/m precedente), per una variazione annua in accelerazione da 2% a 2,2% a/a (ai massimi dall’ottobre del 2008).
Irlanda. Fine Gael (76 seggi stimati, +25) e Labour (37 seggi, +17) sono i grandi vincitori delle elezioni politiche. Spazzati via Fianna Fail (20 seggi, -58) e il Green Party (già partner di Governo di Fianna Fail e ora escluso dal Parlamento). Avanzano anche gli estremisti del Sinn Fein e gli indipendenti. La nuova coalizione di Governo, che presumibilmente includerà i laburisti, dovrebbe formarsi nel giro di pochi giorni. Il nuovo Governo cercherà di ottenere una riduzione dei tassi di interesse sui crediti FMI-UE e la possibilità di ristrutturare il debito senior delle banche in crisi.
Stati Uniti
Il PIL nel 4° trimestre è rivisto verso il basso a 2,8% t/t ann., dalla stima precedente di 3,2% t/t ann. Come atteso, i consumi sono stati rivisti verso il basso e gli investimenti fissi delle imprese verso l’alto. Rivista verso il basso anche la spesa pubblica (-1,5% t/t ann., da -0,6% t/t ann., con un contributo di -0,3pp da -0,1pp), per via di una dinamica più debole della spesa di stati ed enti locali (-2,4% t/t ann.). I deflatori sono stati rivisti verso l’alto di un decimo (a +0,4% t/t per il deflatore dei consumi totali, e a +0,4% t/t per il deflatore core). I dati non modificano il quadro delle previsioni per il 2011: consumi e investimenti fissi in crescita, spesa pubblica frenata da enti locali e stati, investimenti residenziali in modesto aumento.
L’indice di fiducia delle famiglie rilevato dall’indagine dell’University. of Michigan a febbraio (dato definitivo) è rivisto verso l’alto a 77,5 da 75,1 della stima preliminare, e da 74,2 di gennaio. L’indice a febbraio tocca il massimo da gennaio 2008. L’andamento degli indici di fiducia delle famiglie è coerente con la previsione di consumi in aumento nei prossimi trimestri.
J. Lacker (Richmond Fed, non votante nel 2011) ha detto che potrebbe essere opportuno limitare il programma di acquisto di Treasuries alla luce del “notevole” miglioramento dello scenario di crescita, visto che la decisione di attuare il programma stesso era già in origine incerta. Probabilmente Bernanke nelle audizioni della prossima settimana in Congresso ribadirà la preoccupazione per il persistente disequilibrio sul mercato del lavoro che rappresenta la principale giustificazione per la previsione di un’inflazione sotto il livello desiderato ancora per molto tempo e per il mantenimento dell’attuale politica monetaria super–espansiva.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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