FLASH

Flash: Offerta di carta a breve termine in Italia, Germania e Francia

Da seguire: – Nessun dato di rilievo. Questa notte, i dati cinesi sull’export del mese di giugno hanno superato le attese con un incremento tendenziale del 43,9% a/a; in linea con le attese la crescita delle importazioni (34,1%)….


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– Aste – Offerta di carta a breve termine in Italia (BOT annuali per 7,5 miliardi), Germania (5 miliardi a scadenza semestrale), Francia (8,5 miliardi ripartiti sulle scadenze tre mesi, sei mesi e un anno).

I market mover della settimana

La settimana è povera di dati nell’area euro. L’indice ZEW (primo indice di fiducia relativo al mese di luglio) potrebbe confermare il minor ottimismo visto negli ultimi mesi, con viceversa un ulteriore miglioramento della situazione corrente. La produzione industriale nell’area euro mostrerà un altro significativo incremento a maggio, trainata dalla Germania. I dati sul CPI in Francia, Italia e nell’intera area euro confermeranno un rallentamento nel mese di giugno, con una dinamica core ancor più moderata di quella headline.

La settimana è intensa per dati ed eventi negli Stati Uniti. I molti dati congiunturali dovrebbero confermare le indicazioni di indebolimento della crescita. A luglio, le prime indagini di settore sono attese in calo, ma ancora in territorio espansivo e la fiducia delle famiglie dovrebbe correggere verso il basso. A giugno, le vendite al dettaglio dovrebbero scendere modestamente, la produzione industriale dovrebbe aumentare marginalmente, il deficit commerciale essere in chiusura. A giugno, i prezzi all’import e alla produzione sono attesi in calo, il CPI stabile. I verbali del FOMC dovrebbero segnalare qualche preoccupazione per le ricadute internazionali della crisi europea.

Venerdì sui mercati

I mercati azionari hanno chiuso la settimana in rialzo e con ulteriori cali della volatilità implicita. I rendimenti dei titoli di stato sono saliti, ma se gli UST hanno visti incrementi contenuti in 2-3pb e un modesto aumento della pendenza sul tratto 5-2 anni, la curva tedesca ha sperimentato aumenti più consistenti sulle scadenza corte (+6pb) e intermedie (+4pb), con un conseguente appiattimento di 3pb sul tratto 10-2 anni. Il calo dello spread BTP-Schatz sulla scadenza biennale si va facendo precipitoso: il calo di 9pb verificatosi venerdì riporta il differenziale a 103pb, dai 145pb del 1° luglio.

Nonostante il contesto favorevole, l’euro è arretrato sul dollaro fino a tornare in area 1,25; in ribasso anche la sterlina, scambiata oggi a 1,4975 dollari e 0,84 euro, e per il quarto giorno consecutivo lo yen (88,9 contro dollaro).

Italia. La produzione industriale è cresciuta più delle attese, aumentando dell’ 1% m/m a maggio dopo l’incremento di 0,9% di aprile (dato rivisto verso il basso di un decimo). Su base annua l’output accelera a 10,7% a/a da un precedente +8,4% a/a (dato riletto al ribasso). Se rettificata per i giorni lavorativi la variazione annua si porta a +7,3% a/a da un precedente +7,5% a/a (rivisto al ribasso da 7,8% a/a). In generale, il dato segnala una ulteriore accelerazione della produzione industriale in Italia e rappresenta una indicazione confortante per la crescita, che dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi.

Francia. La produzione industriale ha accelerato molto più delle attese a +1,7% m/m a maggio dopo il calo di aprile a ­-0,5% m/m (dato rivisto da -0,3% m/m). Su base annua l’output accelera a +8,2% a/a da 8,1% a/a (rivisto dal precedente 7,9% a/a). Il dato francese, insieme a quelli della produzione italiana e tedesca, ci porta a rivedere al rialzo la previsione di crescita dell’output nell’area euro a 1,1% m/m a maggio (dato in uscita mercoledì 14), da una precedente stima di 0,5% m/m.

Secondo Constancio (vice-presidente della BCE) la correzione degli squilibri dei paesi con squilibri insostenibili richiede “un lungo e doloroso processo di assestamento verso livelli di spesa e debito più ragionevoli, sia nel settore privato sia in quello pubblico”, che riducano il valore delle importazioni. Tale processo sarà sostenuto dalla ristrutturazione dei bilanci bancari e dal consolidamento fiscale. Stark (membro del comitato esecutivo BCE) ritiene che se la situazione di mercato migliorerà ulteriormente non ci sarà motivo di continuare con il Securities Markets Programme. Trichet, Stark e Bini-Smaghi hanno commentato favorevolmente la decisione di pubblicare gli stress test sulle banche; secondo Bini-Smaghi, “mostreranno chiaramente quali sono i piani e quali sono fondi disponibili per la ricapitalizzazione” delle banche più fragili.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

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Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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