Flash: Pieno successo per la BCE

Da seguire: Area Euro: Il PMI composito dell’eurozona è atteso in lieve recupero a gennaio a 51,7 da un precedente 51,4 dal momento che il calo del prezzo del greggio e il deprezzamento del cambio dovrebbero cominciare ad avere un effetto sulla fiducia delle imprese…..

 


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    L’indice PMI manifatturiero è visto a 51,1 da un precedente 50,6. Nei servizi ci aspettiamo un miglioramento a 52,0 da 51,6. L’indice composito rimarrebbe in ogni caso su livelli coerenti con una semi-stagnazione dell’economia area euro a inizio 2015.
    Belgio. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Banca del Belgio dovrebbe recuperare a gennaio -6,2 da -6,9 e tornare quindi sui livelli di novembre. L’indice rimane al di sotto della media storica e segnala che l’economia belga non è immune dal rallentamento della vicina Germania. Sarà interessante guardare all’andamento degli ordini dall’estero per ottenere indizi su un recupero della Germania.

Stati Uniti

    Le vendite di case esistenti a dicembre sono attese in aumento a 5,1 mln, dopo il calo di -6,1% m/m (a 4,93 mln) di novembre. I contratti di compravendita a novembre sono aumentati dello 0,8% m/m, dopo il calo di ottobre. Il trend è moderatamente positivo da metà 2014, dopo la debolezza registrata nella prima metà dello scorso anno.

Ieri sui mercati

    Pieno successo per la BCE: dopo l’annuncio delle nuove misure, l’euro è caduto a 1,1345 dollari, con minimi infragiornalieri di 1,1313. Scendono i tassi a medio e lungo termine su tutte le curve europee (Bund 10 anni: 0,42%), anche per la compressione dei premi al rischio (BTP-Bund decennale 116pb ieri, e in ulteriore calo questa mattina). Perfino la Grecia stringe sul Bund, nonostante le elezioni di domenica 25.

Area Euro

La fiducia dei consumatori secondo l’indagine della Commissione Ue è salita più del previsto a -8,5 a gennaio, da -10,9 di dicembre. Il rimbalzo è cospicuo e appare legato al calo dell’inflazione e in particolare dei prezzi sui beni a più alta frequenza di acquisto (carburanti in primis). Il dato segnala rischi verso l’alto sull’indice composito della Commissione in uscita giovedì prossimo.

Italia. Fatturato e ordini all’industria hanno deluso le attese a novembre: il fatturato è sceso di -0,6% (da +0,3% m/m precedente) e gli ordinativi di -1,1% (da +0,1% m/m di ottobre). In entrambi i casi la variazione annua cala in territorio ulteriormente negativo, a -1,6% e -4,1% rispettivamente. Sia le variazioni congiunturali che quelle tendenziali mostrano sia fatturato che ordini in crescita dal mercato estero e viceversa in calo sul fronte domestico (da notare in particolare il -9,2% delle commesse interne a fronte di un +3,5% degli ordinativi dall’estero). I dati relativi al fatturato mostrano che l’unico tra i raggruppamenti principali di industrie a salvarsi dal calo sono i beni di consumo (+0,7% m/m) e, su base annua, i beni strumentali. Pesa in particolare l’energia, al netto della quale il fatturato mostra un calo meno accentuato sia su base mensile (-0,4% contro il -0,6% totale) che su base annua (-0,9% vs -1,6%). Il dettaglio per settore resta misto, con un andamento positivo sia per quanto riguarda il fatturato che gli ordini su base tendenziale per le apparecchiature elettriche e l’industria tessile, mentre restano in rosso, oltre ad attività estrattive, al settore della raffinazione e a quello metallurgico, anche la chimica; legno, carta e stampa; il comparto alimentare. Da notare la volatilità del comparto dei mezzi di trasporto (+16,6% il fatturato ma -18,5% gli ordini). Luci e ombre anche per la meccanica e computer ed elettronica. In sintesi, il dato mostra come l’attività economica nell’industria, in particolare sul mercato domestico, resti ancora molto fragile (nonostante il modesto rimbalzo della produzione nello stesso mese).

Italia. Le vendite al dettaglio sono salite di 0,1% m/m a novembre, in linea con le attese. È il primo incremento su base mensile dallo scorso aprile. Tuttavia, la variazione annua è peggiorata a -2,3% da -1% (rivisto al ribasso di due decimi) precedente. Le uniche forme distributive a salvarsi dal calo tendenziale si riconfermano i discount di alimentari e gli esercizi specializzati. La flessione è però estesa a tutti i gruppi di prodotti: le più accentuate si riscontrano per cartoleria, libri, giornali e riviste e “altri prodotti (gioiellerie, orologerie)”. In sintesi, il dato mostra che le famiglie restano estremamente caute nei loro comportamenti di spesa almeno al dettaglio (meno negativo è il quadro che emerge dai dati sui consumi di contabilità nazionale), e per ora continuano a reagire a ogni miglioramento del loro reddito disponibile reale con un aumento del risparmio anziché della spesa.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 17 gennaio calano a 307 mila da 317 mila della settimana precedente. I sussidi sono relativi alla settimana di rilevazione dell’employment report di gennaio e puntano a una crescita di occupati vicina a 240 mila, in moderato rallentamento della dinamica occupazionale dopo il ritmo torrido dei tre mesi precedenti (media +289 mila). Nella settimana di rilevazione di dicembre i sussidi erano pari a 289 mila; nel periodo a ridosso delle festività natalizie i sussidi sono in genere particolarmente volatili.

Focus: BCE sorprende sulla dimensione del suo programma di acquisti, anche se la soglia di condivisione del rischio è più bassa delle attese

La decisione presa ieri dalla BCE è all’estremo superiore delle aspettative per quanto riguarda la dimensione del programma, ma è all’estremo inferiore sul fronte della condivisione del rischio.

A partire da marzo e fino al settembre 2016, la BCE integrerà i programmi già in essere (CBPP e ABSPP) con acquisti di obbligazioni emesse da agenzie  o istituzioni europee e da Stati dell’area euro, purché investment grade e denominati in euro, fino a raggiungere un volume di 60 miliardi al mese. Il 20% del rischio sui nuovi acquisti sarà condiviso dalle banche centrali nazionali in base alle quote paese, mentre il restante 80% ricadrà sulle banche centrali nazionali per la propria quota di acquisti.

La BCE ha anche deciso di abolire lo spread di 10pb sul tasso refi per le TLTRO che saranno condotte fra marzo 2015 e giugno 2016.

Fonte: BONDWorld.it


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