Da seguire: Oggi è in programma una fitta serie di appuntamenti europei legati all’emergenza Grecia….
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Al governo greco sono stati dati tre giorni per accettare o respingere l’offerta avanzata dai creditori a inizio giugno, o proporre una soluzione alternativa coerente con i principi del 20 febbraio. Venerdì la BCE aveva innalzato il plafond ELA di soli 1,8 miliardi, come strumento di pressione sul governo greco per negoziare seriamente con i creditori nella giornata di oggi, a fronte di prelievi per oltre 4 miliardi durante la settimana trascorsa e per oltre un miliardo attesi oggi già all’apertura degli sportelli.
Alle 10:30, la BCE dovrebbe riesaminare la situazione della liquidità bancaria, alla luce dell’accelerazione registrata dai prelievi di contante. Se la controproposta ellenica venisse ritenuta un passo significativo, il plafond ELA sarà alzato ulteriormente, ma probabilmente in misura tale da scavallare soltanto le scadenze negoziali – in attesa delle firme conclusive.
Alle 11:00, Tsipras incontrerà i rappresentati dei creditori (Lagarde, Juncker, Dijsselbloem, Draghi). Forse questo è l’appuntamento più importante per stabilire se ci sono gli spazi per un accordo e quali sono gli angoli ancora da smussare.
Alle 12:30 si riunirà l’Eurogruppo dei ministri delle finanze. Malgrado i ripetuti tentativi di Tsipras e Varoufakis di spostare la discussione a livello di capi di governo, anche questa volta l’accordo dovrà essere definito in questa sede, e dopo che i tavoli tecnici avranno dato il via libera.
Infine, questa sera alle 19:00 inizierà l’Euro Summit. In tale sede, se gli altri incontri avessero avuto esito positivo potrebbe essere precisato l’impegno a ristrutturare ulteriormente il debito della Grecia nei confronti di EFSF, anche se un vero accordo non potrà essere siglato che più avanti.
Se il governo greco si presentasse con una risposta in linea con le richieste, come ora pare più probabile, il piano dovrebbe essere tradotto rapidamente in un programma operativo – tenendo conto delle impellenti scadenze finanziarie -, per poi sperare che la Grecia riesca ad adottare i provvedimenti richiesti. In caso di risposta negativa, invece, il summit potrebbe trasformarsi in una riunione per gestire la successiva emergenza. A tale riguardo, diverse fonti riferiscono che la Grecia avrebbe fatto passi avanti con la sua ultima proposta nel definire le misure fiscali necessarie per conseguire gli obiettivi di avanzo primario richiesti e per ridurre i pensionamenti anticipati dal gennaio 2016, contribuendo così a contenere il deficit del sistema previdenziale. Ottimismo è stato espresso da fonti della Commissione Europea contattate da Reuters (“le nuove proposte greche sono una buona base per un progresso”) e dal Commissario Moscovici.
Area euro. La stima flash dovrebbe mostrare un calo di fiducia tra le famiglie, per il 4° mese consecutivo, a -5,9 da un precedente -5,5. L’indice rimarrebbe meno di una deviazione standard al di sopra della media di lungo termine. La fiducia è penalizzata dall’elevata incertezza politica e dai timori di peggioramento della situazione economica generale. Gli indicatori sulla capacità di spesa sono calati marginalmente il mese scorso. Potrebbe continuare a pesare anche la percezione che i prezzi sono in aumento.
Stati Uniti
Le vendite di case esistenti sono previste in aumento a maggio a 5,28 mln, da 5,04 mln di aprile. I contratti di compravendita sono in rialzo solido da gennaio e danno indicazioni di trend verso l’alto per le vendite. La correzione delle vendite di aprile dovrebbe essere temporanea (o soggetta a revisione verso l’alto). Tutte le variabili del settore immobiliare residenziale dovrebbero essere in miglioramento nel resto dell’anno.
I market mover della settimana
Nell’Eurozona, la tornata di indagini di fiducia di giugno farà luce sull’impatto che l’incertezza in Grecia avrà sulle prospettive di crescita nell’area euro. Il PMI composito potrebbe calare per il 3° mese a 53,3. Per il momento gli effetti dovrebbero essere contenuti e più visibili in Germania che guida il ciclo manifatturiero nel resto dell’area. L’indice IFO è visto in frenata a 107,8 da 108,5, in Italia ci aspettiamo una flessione più contenuta della fiducia presso le imprese a 103,3 da 103,5, mentre in Francia l’indice INSEE potrebbe rimanere stabile a 103. La fiducia delle famiglie nell’area euro risentirà (-5,9 da -5,5) del clima più incerto e del lieve rialzo dell’inflazione. La fiducia delle famiglie è vista correggere a 105 da 105,7 in Italia, mentre dovrebbe essere invariata in Germania. La dinamica di M3 a maggio è attesa ancora a 5,3%.
In settimana ci sono diversi dati di rilievo negli Stati Uniti, relativi a maggio. Le vendite di case esistenti dovrebbero riprendersi dopo la correzione di aprile, confermando il trend positivo del settore immobiliare. Gli ordini di beni durevoli dovrebbero segnalare moderata espansione del comparto dei beni capitali al netto di difesa e aerei. Spesa e reddito personali dovrebbero essere in solido aumento, sia in termini nominali sia in termini reali: la spesa nominale dovrebbe crescere non solo per il rialzo del prezzo della benzina, ma anche per il rimbalzo del segmento auto e di gran parte delle voci discrezionali, il reddito sarà spinto da aumenti di occupati e di salari. La stima finale del PIL del 1° trimestre dovrebbe essere rivista verso l’alto, grazie a consumi più solidi, alla luce dei dati pubblicati recentemente sulla spesa per servizi sanitari. La fiducia delle famiglie a giugno dovrebbe essere poco variata rispetto alla rilevazione preliminare.
Venerdì sui mercati
Nonostante il deterioramento della situazione greca, nel corso della settimana le pressioni sul debito della periferia europea sono rimaste molto contenute. Il rendimento del BTP decennale è salito di soli 8pb a 2,30%, mentre il differenziale con il Bund è passato da 137 a 152pb. Limitati anche gli incrementi sulle scadenze più corte. Le tensioni hanno visto un temporaneo sorpasso del decennale spagnolo su quello italiano, ma già venerdì il differenziale è tornato leggermente negativo a favore della Spagna.
L’euro ha chiuso la settimana a 1,1352 dollari, in lieve calo rispetto a giovedì, ma ben sopra i livelli di una settimana prima. Il dollaro è arretrato anche nei confronti dello yen, chiudendo la settimana a 122,65..
Fonte: BONDWorld.it
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