Da seguire: Area Euro Spagna – Il PP di Rajoy recupera rispetto a dicembre scorso ma non tanto da poter formare un Governo in tempi brevi……
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Il sorpasso di Podemos sui socialisti non si è verificato.
La dinamica di M3 dovrebbe recuperare a +5,0% a/a a maggio dopo il rallentamento registrato ad aprile al +4,6% a/a, in larga misura dovuto a un effetto base sfavorevole. Si dovrebbe inoltre vedere un rallentamento della crescita di M1 e un‘accelerazione dell’aggregato M3-M2. Tra le controparti di M3 ci aspettiamo ancora un recupero dei prestiti alle imprese non finanziarie.
Stati Uniti
La stima preliminare della bilancia commerciale dei beni di maggio dovrebbe mostrare un ampliamento del deficit a -60 mld da -57,5 mld di aprile. A maggio, inoltre, i volumi dovrebbero essere in rialzo, ma la crescita delle esportazioni dovrebbe rallentare rispetto ad aprile, mentre dal lato dell’import si dovrebbe registrare una dinamica vicina a quella del mese precedente. In termini di prezzi, i dati di maggio hanno mostrato incrementi, che però non dovrebbero influenzare in modo significativo il deficit.
I market mover della settimana
Questa settimana è prevista una riunione del Consiglio Europeo, al margine della quale si terrà anche un vertice a 27 (cioè senza il Regno Unito) per concordare una strategia di rilancio dell’UE. Esclusa un’accelerazione dell’integrazione, piuttosto potrebbe emergere un cambio di priorità, con maggiore focalizzazione su crescita e sicurezza. Nella zona euro, il focus sarà sull’indagine di fiducia presso le imprese in Italia, che dovrebbe mostrare un recupero di morale. Per l’area euro, l’indice della Commissione Europea potrebbe aumentare marginalmente a 104,9. Le stime preliminari dovrebbero mostrare un aumento dell’inflazione a zero nell’area euro, di un decimo in Germania a 0,1%, di due decimi a 0,3% in Francia; l’inflazione resterà invariata in Italia e in Spagna. I verbali della riunione BCE dello scorso 2 giugno faranno luce sulle posizioni all’interno del Consiglio sul ciclo e sulle prospettive riguardanti un aumento dello stimolo monetario.
La settimana ha molti dati in uscita negli Stati Uniti. Per giugno, l’ISM manifatturiero e il Chicago PMI dovrebbero essere in ulteriore modesto rialzo sopra 50, le vendite di autoveicoli e la fiducia dei consumatori dovrebbero aumentare, dando supporto alla previsione di accelerazione dei consumi. A maggio, spesa e reddito personali dovrebbero aumentare a ritmi più modesti rispetto ad aprile e la variazione del deflatore dovrebbe restare a 0,2% m/m (sia headline sia core); la stima preliminare della bilancia commerciale dei beni dovrebbe mostrare un moderato ampliamento del deficit, mentre la spesa in costruzioni dovrebbe essere in calo. La stima finale del PIL del 1° trimestre dovrebbe essere rivista verso l’alto a +1% t/t ann., per via di revisioni positive ai consumi di servizi sanitari.
Ieri sui mercati
Regno Unito – I fautori dell’uscita dall’UE appaiono divisi sulla strategia da seguire, e sembrano sempre più orientati a prendere tempo. Il partito nazionalista scozzese intende formalizzare l’opposizione del parlamento di Scozia all’uscita dall’UE: anche se è dubbio che tale mossa possa bloccare di per sé il processo, tuttavia rappresenta il presupposto per rilanciare il tema dell’indipendenza. Intanto, sia il Partito Conservatore sia il Partito Socialista sono alle prese con crisi interne, nel primo caso associata anche a un cambio di leadership. Il governo tedesco nel fine settimana ha frenato sulle ipotesi di premere per una rapida formalizzazione della richiesta di recesso, in attesa di verificare se nei prossimi mesi il montare della crisi istituzionale del Regno Unito porterà a un congelamento del processo.
La reazione di mercato è stata perfettamente in linea con le attese sui mercati valutari, dove la sterlina si è ricollocata a 1,34-1,35 contro dollaro e l’euro è arretrato verso 1,10. Lo yen ha brevemente toccato quota 99, ma successivamente è tornato a scambiare a 101-102. Anche il rafforzamento del franco svizzero sull’euro è stato nella norma (picco a 1,0612 e assestamento in area 1,07). Il movimento dei rendimenti sui titoli di stato è stato perfino inferiore alle attese, con un allargamento complessivo dello spread Btp-Bund limitato a una trentina di punti base, e risultato in misura quasi pari di un aumento del tasso sul Btp e di un calo di quello sul Bund.
Dove la reazione non è stata normale è sui mercati azionari, che si trovano fuori dall’ombrello protettivo delle banche centrali e dove si innestano altri temi destabilizzanti. L’EuroStoxx50 ha ceduto l’8,6%, ma ampie flessioni si sono verificate anche sui mercati americani (S&P500: -3,6%) ed asiatici. Tuttavia, questa mattina il Nikkei è rimbalzato del 2,4%.
Area Euro
La prima TLTRO II ha visto assegnati 399,29 miliardi di euro. L’iniezione netta di liquidità a lungo termine sarà inferiore, dal momento che il prossimo 29 giugno verranno stornati 367,86 miliardi di euro su di un totale di 415 miliardi immessi con le TLTRO condotte tra giugno 2014 e marzo 2016.
Italia. Le vendite al dettaglio (in valore) sono rimbalzate di appena un decimo ad aprile, dopo la flessione di -0,6% m/m vista a marzo. Le retribuzioni contrattuali sono rimaste ferme per il terzo mese consecutivo (il quinto degli ultimi sei) a maggio.
Stati Uniti
Gli ordini di beni durevoli a maggio calano più delle attese, con una contrazione di -2,2% m/m (consenso: -0,5% m/m); il dato di aprile è rivisto verso l’alto a +3,3% m/m. A maggio gli ordini nei trasporti sono stati deboli, con un aumento contenuto nell’aeronautica civile (+1% m/m) e un modesto calo nel settore auto (-2,8% m/m). Al netto dei trasporti, gli ordini sono calati di -0,3% m/m. Gli ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei correggono di -0,7% m/m e, insieme alle consegne di beni capitai ex-aerei e difesa (in calo di -0,5% m/m), puntano a una media trimestrale negativa in primavera e a persistente debolezza degli investimenti fissi delle imprese.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a giugno (finale) cala a 93,5 da 94,3, con modeste correzioni delle condizioni correnti (a 110,8 da 111,7) e delle aspettative (a 82,4 da 83,2). Le aspettative di inflazione risalgono a 2,6% sia sull’orizzonte a 1 anno (da 2,4%) sia su quello a 5-10 anni (da 2,3%), probabilmente sulla scia del rialzo del prezzo della benzina.
Fonte: BondWorld.it
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