Flash i dati importanti della giornata

Flash: Regno Unito. La Camera dei Comuni voterà oggi l’emendamento allo EU Withdrawal Bill

Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a maggio dovrebbero essere in aumento a 5,52 mln di unità ann., dopo il calo a 5,46 mln di aprile, confermando un modesto trend verso l’alto…..

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La scarsità di offerta, i prezzi elevati e i tassi in rialzo fanno da freno alla domanda, sostenuta dal continuo miglioramento del mercato del lavoro.

Regno Unito. La Camera dei Comuni voterà oggi l’emendamento allo EU Withdrawal Bill che darebbe al parlamento la possibilità di esaminare e respingere i piani del governo nell’eventualità che i negoziati con l’UE falliscano, o che il Parlamento stesso li abbia bocciati, o che non si concludano entro il 21 gennaio 2019. L’esito del voto è molto incerto, perché almeno una decina di deputati conservatori hanno manifestato l’intenzione di appoggiare l’emendamento e il partito laburista ha dato indicazione di votare a favore.

Ieri sui mercati

Italia. La Camera ha approvato la risoluzione presentata dai partiti di maggioranza (Movimento 5 Stelle e Lega) al Documento di Economia e Finanza 2018. I voti favorevoli sono stati 330, i contrari 242 (4 gli astenuti). L’unico impegno concreto cui si vincola il governo è quello al disinnesco delle clausole di salvaguardia. Importanti però le sottolineature del ministro Tria, che nel suo intervento in aula ha più volte affermato l’obiettivo di mantenere un percorso discendente per il rapporto debito/PIL (definito “imprescindibile e necessario”). Il quadro programmatico sarà definito nei dettagli solo nella Nota di Aggiornamento al DEF da presentarsi entro il 27 di settembre.

Italia. Dopo due mesi di calo, la produzione nelle costruzioni è rimbalzata ad aprile (+2,5% da -3,3% a febbraio e -1,6% m/m a marzo). Su base annua, l’output è tornato in territorio positivo a +3,3% da -5,1% precedente (corretto per i giorni lavorativi). Nel trimestre la produzione è in rotta per un aumento modesto (+0,3% t/t) dopo il -1,1% t/t di inizio anno (che era viziato da condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli).

Stati Uniti. I nuovi cantieri residenziali a maggio aumentano a 1350 mila da 1286 mila di aprile, spinti sia dal segmento delle unità monofamiliari sia da quello delle unità multifamiliari. La variazione positiva è concentrata geograficamente all’area del Midwest, mentre nelle altre regioni si registrano correzioni. I dati confermano un modesto trend verso l’alto. Le licenze correggono a 1301 mila da 1364 mila di aprile e si mantengono all’interno di un intervallo di variazione poco variato da metà 2017.

Stati Uniti. La possibile intensificazione della guerra dei dazi fra USA e Cina ha avuto effetti molto negativi sui mercati, anche se l’annuncio di nuovi dazi su 400 mld di dollari di importazioni americane dalla Cina resta lontana da una possibile implementazione. R. Lighthizer, US Trade Representative, ha detto che i nuovi dazi non saranno operativi per mesi, perché ci sono tempi tecnici necessari a definire la lista dei beni e ricevere commenti dai rappresentanti delle industrie interessate, dando spazio a potenziali negoziati fra le parti in causa. Entro breve si aprirà un nuovo capitolo, riguardante gli investimenti tecnologici della Cina in USA: il ministero del Tesoro pubblicherà un rapporto entro il 30 giugno che dovrebbe delineare vincoli ad acquisizione di “tecnologia significativa”. Al momento quindi sembra che la strategia dell’Amministrazione abbia abbandonato la volontà di negoziare, adottando un atteggiamento aggressivo. E’ ancora da vedere quale sarà la reazione della Cina a questa svolta.

Giappone. Secondo i verbali della riunione della BoJ del 26-27 aprile, molti membri del Board ritengono che i mercati diano troppa importanza alle previsioni macroeconomiche, nella convinzione che la tempistica per il raggiungimento dell’obiettivo sia collegata a interventi di politica monetaria. Perciò la maggior parte dei membri del Board ritiene appropriato eliminare il riferimento a una data precisa per la previsione di inflazione al 2%, anche se un membro ritiene che tale cambiamento potrebbe ridurre la credibilità dell’impegno della BoJ. A nostro avviso la politica monetaria giapponese potrebbe restare invariata fino al 2020: il sentiero di inflazione rimane ben lontano dal 2% e difficilmente i tassi potranno essere toccati prima di metà 2019; tuttavia, l’arrivo del rialzo dell’imposta sui consumi in autunno rende molto improbabile la rimozione di stimolo a ridosso di nuova restrizione fiscale. Inoltre, per via dei movimenti di mercato gli acquisti della BoJ sono in via di rallentamento anche se l’obiettivo resta una variazione annua dei titoli intorno a 80 tln di yen. Pertanto il primo semestre 2020 potrebbe essere la prima data utile per prendere in seria considerazione un graduale rialzo dell’obiettivo dei tassi, anche grazie al probabile supporto alla crescita derivante dalle Olimpiadi di Tokio.

Fonte: BONDWorld.it


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