Flash: Ripresa dell’appetito per il rischio

Da seguire: Area euro: – Le vendite al dettaglio sono viste in lieve aumento di 0,1% m/m ad aprile, dopo la stagnazione del mese precedente. In Francia, le vendite sono risultate particolarmente deboli, data la correzione delle…


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immatricolazioni e consumi di abbigliamento. Anche in Spagna le vendite sono risultate particolarmente deboli. Solo in Germania si è visto un aumento dell’1,0% che dovrebbe in parte compensare i cali negli altri paesi. Se confermato, il dato lascerebbe le vendite in rotta per un secondo trimestre a crescita zero. Il quadro per i consumi rimane piuttosto fosco, dato il rialzo dell’inflazione ed il possibile aumento della disoccupazione.

– Francia – Il tasso di disoccupazione è stabile al 9,5%.

Stati Uniti

– La variazione degli occupati non agricoli del settore privato stimata dall’ADP per maggio è vista a 70 mila, dopo il +32 mila di aprile.

– La crescita della produttività nel 1° trimestre dovrebbe scendere a 3,5% t/t ann. (da 3,6% t/t ann.) alla luce della revisione del PIL. Analogamente il CLUP dovrebbe essere rivisto a -1,5% t/t, da -1,6% della precedente stima.

– L’ISM del settore non manifatturiero a maggio dovrebbe proseguire sul trend verso l’alto salendo a 55,8 da 55,4 di aprile, segnando un rallentamento del ritmo di aumento dell’indice visto nei mesi precedenti. L’indice di attività e quello degli ordini dovrebbero riavvicinarsi (con un aumento degli ordini e un calo dell’attività). La componente occupazione dovrebbe aumentare al di sopra di 50 da 49,5 di aprile e 49,8 di marzo, alla luce della svolta del mercato del lavoro vista nei mesi recenti.

Ieri sui mercati

Ripresa dell’appetito per il rischio, favorito dal miglioramento dei fondamentali: anche i dati di martedì e mercoledì hanno confermato lo scenario di espansione economica, in particolare per gli Stati Uniti. Cambio euro/dollaro mediamente stabile, ieri in ripresa dal minimio del 1° giugno (1,2109). Continua, però, ad accentuarsi la pressione sugli spread degli emittenti periferici della zona euro, ma apparentemente non più associata a significativi volumi. L’andamento altalenante dei rendimenti dei titoli tedeschi si accompagna ad aumenti lineari di quelli su BTP e Bonos. I premi per il rischio dei titoli di stato italiani hanno toccato i 160pb sulla scadenza decennale e i 181pb su quella triennale; un’inversione della curva di credito è presente anche sul debito spagnolo. Il CDS medio ponderato degli emittenti sovrani è tornato vicino ai massimi del 7 maggio, trascinato dal rialzo di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda e Francia (che a 84pb si avvicina ai massimi storici del marzo 2009). Il Portogallo ha collocato 560 milioni di titoli trimestrali a un rendimento medio di 1,861% (precedente: 0,476%); domanda pari a 3,5 volte l’offerta. Continua il lento aumento dei tassi Euribor: il 3 mesi ha superato 0,70%.

Area euro

La BCE ha drenato 35 miliardi di euro con il collocamento di depositi settimanali ad un tasso dello 0,28% come la scorsa settimana.

La disoccupazione nell’area euro è salita al 10,1% ad aprile da un precedente 10,0%. Il numero di senza lavoro è cresciuto solo di 25 mila unità. L’aumento riflette incrementi in Italia (8,9% da 8,8%), Spagna (+19,7% da +19,5%) ma una lettura stabile in Francia (10,1%) ed un calo in Germania di due decimi al 7,1% (il minimo dal 2008).

Germania. Continua a sorprendere la tenuta del mercato del lavoro. I disoccupati sono in calo dal luglio scorso e a maggio si sono assestati a 246 mila unità al di sotto del livello di un anno fa. Il tasso di disoccupazione è calato secondo le stime dell’Ufficio Federale di Statistica al 7,7% da un precedente 7,8%, il minimo dal giugno 2008.

Italia. Il tasso di disoccupazione è salito come previsto all’8,9% ad aprile. È il massimo da quando viene calcolata la serie mensile (l’inizio del 2004) e dal 4° trimestre del 2001 se si considera la serie trimestrale. Nel mese, gli occupati sono cresciuti di 56 mila unità (lo 0,2% m/m), ma tale aumento (il più significativo dal luglio del 2008) non ha tenuto il passo della forza-lavoro, che è salita di 77 mila unità (lo 0,3% m/m). Preoccupante in particolare l’accelerazione nel trend di salita della disoccupazione giovanile (29,5% nella fascia 15-24 anni), il che conferma, come riconosciuto da Draghi nelle considerazioni finali dell’ultimo Rapporto Annuale di Bankitalia, che i giovani sono stati i più colpiti dalla crisi.

Stati Uniti

L’ISM del settore manifatturiero scende meno del previsto, passando da 60,4 di aprile a 59,7 di maggio, sui livelli di marzo (59,6). Il livello di maggio sarebbe coerente con una crescita del PIL del 6%.

La spesa in costruzioni ad aprile sorprende verso l’alto con una crescita del 2,7% m/m, dopo +0,4% m/m di marzo (rivisto da +0,2% m/m).

Le vendite di auto sono aumentate a 11,6 milioni di unità ann. (+3,8% m/m, +24,5% a/a), contro aspettative di stabilità vicino ai livelli elevati di aprile (11,2 milioni). Nelle previsioni delle case automobilistiche le vendite sono previste stabili in estate, ma in ulteriore ripresa in autunno.

I contratti di compravendita immobiliare ad aprile sono aumentati del 6% m/m (+25,4% a/a) e il dato di marzo è stato rivisto verso l’alto a +7,1% m/m. I dati riflettono l’avvicinarsi della scadenza degli incentivi per l’acquisto di case (30 aprile 2010). A partire da maggio i contratti dovrebbero segnare una forte contrazione.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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