Area euro
L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea potrebbe continuare ad aumentare ad agosto, a 102 da un precedente 101,3. Potrebbe aumentare ulteriormente la fiducia delle imprese, in particolare nel manifatturiero. …..
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Non è detto invece che il miglioramento della fiducia dei consumatori possa proseguire. Il livello di fiducia economica rimarrebbe comunque circa in linea con la sua media storica. Un proseguimento del trend recente di aumento smentirebbe almeno per il momento i paventati rischi di ricaduta recessiva.
La spesa personale ad agosto è prevista in aumento di 0,3% m/m. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,3% m/m. In termini reali entrambi i dati dovrebbero essere in aumento di 0,1% m/m, la spesa dovrebbe essere guidata dall’aumento dei beni durevoli (come indicato dalle vendite di auto). Per quanto riguarda il reddito, nonostante il calo degli occupati visto a luglio, l’aumento delle ore lavorate e dei salari dovrebbe più che compensare l’effetto occupazione. Il risparmio dovrebbe restare sui livelli elevati visti a luglio (6,4%). Il deflatore dei consumi core è previsto in aumento di 0,1% m/m, stabile su base tendenziale a 1,4% a/a.
Negli USA la settimana è ricca di dati ed eventi importanti. I dati dovrebbero confermare i segnali di debolezza, con indici ISM in calo ad agosto, una contrazione dei nuovi occupati e un aumento del tasso di disoccupazione. La Fed pubblica i verbali della riunione di agosto che confermeranno un’ampia spaccatura nel FOMC, ma anche la disponibilità a intraprendere nuove misure espansive di quantitative easing in caso di ulteriore deterioramento ciclico.
Germania. In base ai dati preliminari dai Lander i prezzi al consumo ad agosto sono rimasti stabili sia sulla misura nazionale che sulla misura armonizzata. L’inflazione ha rallentato all’1,0% a/a (da un precedente 1,2% a/a) sulla misura nazionale e allo 0,9% a/a (dall’1,2% a/a di luglio) sull’armonizzato. Il dettaglio non è ancora disponibile, ma i dati provenienti dai singoli stati mostrano un rallentamento dei prezzi delle benzine. Nel mese sono calati i prezzi nell’abbigliamento e nei pacchetti vacanza e alberghi e ristorazione, che invece erano aumentati a luglio in linea con la stagionalità tipica del mese. Non è ancora disponibile il CPI core a livello nazionale, ma sulla base dei dati dai Lander potrebbe essere rimasto vicino allo 0,5% a/a. Nei prossimi mesi l’inflazione dovrebbe tornare a salire, rimanendo comunque al di sotto del 2% per fine anno e la dinamica sottostante dovrebbe restare ampiamente sotto controllo.
La seconda revisione del PIL del 2° trimestre è stata un po’ più contenuta di quanto atteso dal consenso, con una revisione della stima a 1,6% t/t ann. (consenso: 1,4% t/t ann.), da 2,4% t/t ann. della stima precedente. Il PIL su base tendenziale cresce del 3% a/a, da 2,4% a/a del 1° trimestre. I dati mostrano una revisione verso l’alto della crescita dei consumi, inizialmente stimata a +1,6% e rivista a +2% t/t ann.; consumi di beni durevoli a +6,9% t/t ann. (da 7,5%), beni non durevoli a +2,1% t/t ann. (da 1,6%), servizi +1,2% t/t ann. (da 0,8%). La crescita degli investimenti fissi è rivista verso l’alto a 17,6% t/t ann., da 17%, con macchinari e software più sostenuti (+24,9% t/t ann. da 21,9%) e strutture più deboli (+0,4% t/t ann., da +5,2%), e investimenti residenziali circa invariati a 27,2% t/t ann., da 27,9%. Il contributo della spesa pubblica è circa invariato (crescita di 4,3% t/t ann. contributo 0,9pp), confermando una dinamica positiva per la spesa sia a livello federale sia a livello statale e locale. Come atteso la maggior parte della revisione deriva da contributi minori per canale estero e scorte. Le esportazioni sono riviste verso il basso a +9,1% t/t ann. da 10,3%, ma sono le importazioni a pesare di più nella revisione (a 32,4% t/t ann. da 28,8%). Il contributo del canale estero passa così da -2,8% a -3,4%. Le scorte contribuiscono per 0,6pp da 1,1, con una revisione verso il basso della variazione trimestrale pari a 63,2 miliardi di dollari. Le vendite finali domestiche aumentano del 4,3% t/t ann., in netta accelerazione rispetto al dato del 1° trimestre (+0,2%) I dati nella sostanza sono meno negativi di quanto indica la variazione complessiva nel trimestre. Un ampio contributo al rallentamento della crescita viene dall’impennata delle importazioni che dovrebbe essere un fattore isolato. I consumi in crescita del 2%, in un periodo di forte incertezza sul rinnovo dell’estensione dei sussidi di disoccupazione a milioni di individui complessivamente non sono un dato negativo: la crescita dei consumi difficilmente nei prossimi trimestri potrà essere più solida, anche a fronte di un ciclo che si stabilizza. Nella seconda metà dell’anno il contributo degli investimenti residenziali, dopo il +0,6pp del 2° trimestre, tornerà a essere fortemente negativo alla luce degli ultimi dati sulle vendite di case e sui cantieri post-fine degli incentivi. I primi dati sulle scorte di luglio segnalano un aumento e il contributo delle scorte dovrebbe restare positivo nel 3° trimestre, anche alla luce del forte aumento delle importazioni visto a maggio e giugno. I profitti delle imprese sono ancora in crescita, anche se in rallentamento rispetto alla crescita a 2 cifre dei tre trimestri precedenti (+4,6% t/t nel 2° trimestre). I veri rischi per la crescita nella seconda metà dell’anno vengono dagli investimenti fissi delle imprese, e di conseguenza dalla dinamica dell’occupazione nel settore privato: le indagini negli ultimi mesi hanno segnalato un netto ripiegamento della fiducia che potrebbe preludere a un rallentamento degli investimenti in macchinari e software nel 2° semestre, e a una decelerazione della dinamica delle vendite domestiche finali.
La rilevazione finale della fiducia delle famiglie dell’Univ. of Michigan ad agosto vede una flessione a 68,9 da 69,6 preliminare, con le condizioni correnti stabili a 78,3 e le aspettative in calo a 62,9 da 64,1. Le aspettative di inflazione a 1 anno calano marginalmente a 2,7% da 2,8%, e quelle a 5 anni salgono a 2,8% da 2,7% del preliminare. Il livello dell’indice complessivo resta vicino ai livelli dell’autunno, in calo rispetto alla ripresa vista nella prima metà dell’anno fra 72 e 75.
Bernanke, nell’intervento alla Conferenza di Jackson Hole, ha dato un messaggio chiaro: “la Fed è pronta a dare ulteriore stimolo monetario attraverso misure non convenzionali se sarà necessario, soprattutto se lo scenario dovesse deteriorarsi in modo significativo”. Secondo Bernanke la Banca centrale farà “tutto quello che può”, per garantire il proseguimento della ripresa implicitamente riconoscendo l’incertezza sull’efficacia di eventuali ulteriori interventi. Bernanke ha anche detto comunque che ci sono le “precondizioni” per un’accelerazione della crescita nel 2011: gli effetti dello stimolo fiscale e dell’aggiustamento delle scorte sulla domanda di consumatori e imprese “sembrano essere in atto”. Per ora, secondo Bernanke i rischi di aumento “indesiderato” dell’inflazione o di ulteriore disinflazione “sembrano bassi”. Bernanke ha detto che in caso di deterioramento dello scenario di crescita e/o dell’inflazione la Fed ha diversi strumenti a disposizione, fra cui la modifica della composizione della propria strategia di reinvestimento dei titoli in scadenza. Bernanke si è detto fiducioso che la decisione di aumentare gli acquisti di Treasuries presa alla riunione di agosto possa sostenere la ripresa; inoltre, ulteriori acquisti, se decisi successivamente, determinerebbero un ulteriore allentamento delle condizioni finanziarie.
Nel suo intervento, Bernanke ha elencato le opzioni a disposizione della Fed per un ulteriore allentamento monetario, insieme ai costi di un eventuale utilizzo. Gli strumenti considerati sono quattro: 1) acquisti di titoli a lungo termine (Treasuries o MBS), probabilmente lo strumento preferito in caso di necessità; 2) comunicazione con indicazioni di tassi fermi per un periodo più lungo rispetto a quello incorporato nei prezzi di mercato; 3) riduzione del tasso di interesse sulle riserve delle banche, per stimolare aumento dei prestiti, probabilmente con effetti limitati; 4) aumento dell’obiettivo di inflazione, su cui Bernanke ha detto non ci sarebbe consenso all’interno del FOMC. Bernanke ha detto che per ora il FOMC non ha preso decisioni riguardo ai criteri che determinerebbero nuovi interventi, ma ha indicato due punti imprescindibili dalla determinazione della strategia. La Fed si opporrà strenuamente a qualsiasi deviazione verso il basso dalla stabilità dei prezzi, e farà tutto quello che può per sostenere la prosecuzione della ripresa.
Il messaggio di Bernanke conferma la svolta verso ulteriore allentamento monetario iniziata alla riunione di agosto: la Fed valuterà i dati in uscita per un paio di mesi e in caso di deterioramento, si preparerà a riaprire il programma di acquisto di Treasuries, possibilmente dalla riunione di inizio novembre. Un netto peggioramento della domanda potrebbe però portare a eventuali acquisti di altri tipi di titoli: questo però avverrebbe solo in caso di vero e proprio double dip, non di puro e semplice rischio di un evento negativo. Nei prossimi mesi la Fed potrebbe iniziare a preparare i mercati: tutto però dipende dal tenore dei dati macroeconomici di agosto e settembre.
Bullard (St Louis Fed) ha detto che la Fed sta considerando ulteriori acquisti di Treasuries da attuare se l’economia continuerà a rallentare. Tuttavia Bullard ha aggiunto che nuovi acquisti dovrebbero essere attuati all’interno di un programma “disciplinato” e trasparente.
La BoJ ha tenuto una riunione straordinaria questa notte, mirata a frenare l’apprezzamento del cambio. La BoJ ha deciso (con un dissenso) di aumentare la dimensione del programma di prestiti alle banche da 20 trilioni di yen a 30 trilioni. Il comunicato sottolinea che la lotta alla deflazione resta critica, ma indica anche che l’economia giapponese resta su un sentiero di crescita positiva e che la deflazione dovrebbe gradualmente ridursi nei prossimi mesi. L’aumento di incertezza sulla ripresa, soprattutto negli USA, è un elemento importante per la decisione di intervento di emergenza. E’ possibile che nelle prossime settimane la BoJ metta mano al programma di acquisito di JGB, alzando l’ammontare di acquisti mensili, e rientrando così in una fase di easing quantitativo. Oggi è in programma un incontro fra il Primo Ministro e il Governatore della Banca centrale per discutere i dettagli di un nuovo pacchetto di stimolo fiscale che il Governo potrebbe presentare a breve.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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