Flash: Si attende oggi un nuovo rialzo dei tassi ufficiali in Brasile

Da seguire: Si attende oggi un nuovo rialzo dei tassi ufficiali in Brasile. Il consenso, pressoché unanime, stima che il rialzo sarà di 25pb all’11%, e che il comunicato della Banca centrale non escluderà la possibilità di nuovi interventi nei prossimi mesi….


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Stati Uniti

  • La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a marzo è vista dal mercato a +195 mila, dopo +139 mila di febbraio.

Ieri sui mercati

Il rialzo dei titoli bancari è stato il principale motore della chiusura positiva dei listini azionari europei. Positivo anche l’andamento dei titoli di stato italiani, che hanno visto di nuovo marginali flessioni dei rendimenti a fronte di piccoli aumenti sul debito tedesco. Più marcato il rialzo dei tassi sugli UST, in particolare sulle scadenze lunghe.

Minimi i movimenti dei cambi. L’euro che ha chiuso la giornata sulla soglia di 1,38, registrando il terzo rialzo consecutivo, e questa mattina sta scambiando a 1,3805. Sul mercato monetario, i tassi impliciti nei future sull’Euribor 3 mesi hanno riassorbito metà del calo verificatosi dopo i discorsi di Draghi e Weidmann. Ieri Constancio (vicepresidente BCE) ha espresso preoccupazione per il basso tasso di inflazione, ma ha sostenuto di non vedere prospettive di deflazione, perché i prezzi saliranno con la ripresa economica e con il rientro degli effetti base.

Area Euro

La stima finale conferma il PMI manifatturiero area euro in calo a 53 a marzo da un precedente 53,2. Il PMI tedesco è stato rivisto al ribasso di un decimo a 53,7 in calo da 54,8 di febbraio. Il PMI francese è stato rivisto al rialzo di due decimi a 52,1, in netto miglioramento rispetto a febbraio 49,7. Il PMI spagnolo sale a 52,8 da un precedente 52,5, mentre il PMI Italia migliora di solo un decimo a 52,4. Nel complesso, il miglioramento dei PMI in Francia, Spagna e Italia suggerisce che la ripresa del manifatturiero è avviata e si sta espandendo al resto della zona euro. Per il momento, il calo del PMI tedesco pare sia soltanto una pausa probabilmente legata all’incertezza sulla crisi Ucraina.

Il tasso di disoccupazione area euro è invariato a febbraio a 11,9, per il quinto mese consecutivo. La serie è stata rivista verso il basso da ottobre in avanti di un decimo. La disoccupazione rimane sui massimi dal 1992 e ci aspettiamo che cali solo marginalmente nella seconda parte di quest’anno. In Germania, il tasso di disoccupazione è calato a 6,7% da un precedente 6,8%. Ci aspettiamo un calo contenuto della disoccupazione tedesca, dal momento che l’occupazione è già vicino al pieno impiego.

Italia. La disoccupazione tocca un nuovo massimo storico a febbraio. Il tasso di disoccupazione è aumentato ancora, al 13%, nuovo massimo storico. L’aumento è dovuto al calo degli occupati (-39 mila unità ovvero -0,2% m/m) in presenza di una diminuzione meno pronunciata delle forze di lavoro (-31 mila ovvero -0,1% m/m). Le indagini di fiducia più recenti, e in particolare la survey sul morale delle famiglie, hanno mostrato negli ultimi mesi un significativo calo delle attese sulla disoccupazione, ma è ancora prematuro aspettarsi ricadute immediate sui dati reali. Nella migliore delle ipotesi, visto che una modesta ripresa del PIL è iniziata soltanto a partire dal 4° trimestre del 2013, si potrebbe avere una marginale discesa della disoccupazione nella seconda metà dell’anno.

Italia. Il fabbisogno del settore statale del primo trimestre è pari a 31,7 mld, circa 5 miliardi meno del 2013. Gran parte del miglioramento è legato al venir meno di uscite una tantum verificatesi lo scorso anno (ricapitalizzazione MPS, aumento di capitale BEI), ma il MEF segnala un forte incremento del gettito delle imposte indirette (+6%).

La Grecia dovrebbe ottenere fondi per 8,3 miliardi in tre tranche. La prima, 6,3 miliardi di euro, sarà pagata nella seconda metà di aprile la seconda e la terza per 1 miliardo di euro a giugno e luglio.

Germania. Il debito pubblico tedesco è calato a 78,4% del PIL dall’81% del 2012, più delle nostre stime che lo davano a 79,6%. In termini assoluti il debito ammonta 2147 miliardi di euro. Si tratta del primo calo dal 1991. Ci aspettiamo che la gestione oculate delle finanze pubbliche determini un’ulteriore discesa del debito pubblico fino al 75% del PIL nel 2015.

Stati Uniti

L’ISM del settore manifatturiero a marzo aumenta modestamente a 53,7 (consenso: 54) da 53,2 di febbraio. Lo spaccato dell’indagine è comunque positivo, con un forte aumento della componente produzione a 55,9 da 48,2 di febbraio,  livello depresso dal clima avverso. Crescono anche gli ordini (a 55,1 da 54,5), gli ordini inevasi (a 57,5 da 52) e gli ordini all’export (a 54,5 da 53,5). La componente occupazione corregge a 51,1 da 52,3. I dati sono positivi e danno supporto alla previsione di riaccelerazione della crescita nel 2° trimestre dopo il rallentamento di inizio anno dovuto al clima. 

Il PMI Markit manifatturiero conferma il livello della stima flash di marzo a 55,5, con un calo da 57,1 di febbraio. Lo spaccato dell’indagine è comunque positivo, con livelli elevati per i principali sotto-indici: occupazione a 53,9, ordini a 58, ordini all’export a 51, produzione a 57,5. L’indagine dà un quadro analogo a quello dell’ISM.

La spesa in costruzioni a febbraio aumenta di 0,1% m/m, dopo -0,2% m/m di gennaio (rivisto verso il basso da +0,1% m/m). I dati mostrano un ampio calo nel settore residenziale (-0,7% m/m), legato probabilmente al maltempo, a fronte di un aumento consistente nel comparto non residenziale (+0,6% m/m). I dati segnalano che nel 1° trimestre il contributo delle costruzioni alla crescita potrebbe essere modestamente negativo, a meno di un ampio rimbalzo a marzo. 

Ryan, presidente della Commissione Bilancio della Camera, ha presentato la proposta repubblicana per il budget, che sarà anche la piattaforma elettorale per il voto delle elezioni di metà mandato. La bocciatura al Senato è sicura.

Giappone

Nell’indagine presso le imprese della BoJ, i risultati mostrano un’uscita definitiva dalla deflazione. Le previsioni a 1, 3, 5 anni dei  prezzi  di vendita vedono aumenti di  1,1%, 1,8% e 2,1%, rispettivamente. Anche il 79,9% delle famiglie prevede prezzi in aumento nel prossimo anno.


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