Da seguire: Area Euro. Il PMI composito dovrebbe salire a 53,0 da 52,6, recuperando quasi interamente i cali dei due mesi precedenti……
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Il miglioramento dovrebbe interessare in particolare l’indice per i servizi che è atteso a 52,6 dopo il calo del mese scorso a 52,2. L’indagine dovrebbe segnalare condizioni stabili nel manifatturiero dopo il netto miglioramento registrato a settembre (+0,9 punti a 52,6). Nei mesi estivi il PMI si è aggirato in media a 52,8 e per il momento il PMI è coerente con una crescita trimestrale del PIL Eurozona intorno a 0,35% t/t.
Spagna. Il partito socialista ha deciso che si asterrà nel voto di fiducia al governo Rajoy, permettendo così di sbloccare lo stallo politico ed evitando un nuovo ricorso a elezioni a dicembre
I market mover della settimana
Nell’area euro la tornata di indagini congiunturali di ottobre fornirà informazioni sul ciclo Eurozona. La fase di ripresa moderata dovrebbe essere confermata, grazie anche ad un contributo più vivace del manifatturiero. Il PMI composito è visto a 53,0 da 52,6, grazie ad un miglioramento di fiducia nei servizi a 52,6 da 52,2 mentre l’indice di attività dovrebbe esser poco mosso nel manifatturiero, 52,6 dopo il forte aumento del mese scorso. L’indice IFO potrebbe tornare indietro a 109,2 dopo il balzo del mese precedente, uno dei più ampi dal 2010. L’indice INSEE è atteso a 104 da 103. La fiducia delle imprese in Italia dovrebbe essere poco mossa dopo l’aumento del mese scorso a 101,9. L’indice di fiducia economica della Commissione UE è atteso stabile a 104,9, livello coerente con una crescita del PIL Eurozona al di sopra del potenziale. Le stime preliminari dovrebbero mostrare l’inflazione ancora in aumento in Germania a 0,7% e Francia a 0,6%. Le prime stime sul 3° trimestre dovrebbero mostrare una crescita più sostenuta del PIL in Francia (0,2% t/t da -0,1% t/t) ma una lieve moderazione in Spagna.
La settimana ha diversi dati rilevanti in uscita negli Stati Uniti, che dovrebbero confermare il proseguimento della ripresa moderata. La stima advance del PIL del 3° trimestre dovrebbe registrare un’accelerazione della crescita, a 2,7% t/t ann., spinta soprattutto dai consumi ma supportata anche da investimenti residenziali, scorte e canale estero. Gli indici di fiducia dei consumatori a ottobre dovrebbero restare su livelli elevati. A settembre, il deficit commerciale dei beni dovrebbe ampliarsi, le vendite di case nuove dovrebbero mantenersi su un trend di rapido rialzo.
Venerdì sui mercati
Mercati azionari con chiusure contrastate venerdì. Modesto calo in USA (S&P 500 -0,09%), pur in presenza di notizie societarie favorevoli; variazioni pressochè nulle in Europa (Euro Stoxx 500 invariato, Dax +0,1%, FTSE MIB +0,15%, IBEX 35 +0,4%), in attesa anche della pubblicazione delle trimestrali europee, che entrerà nel vivo a partire questa settimana. Positivo il Nikkeui questa mattina, in rialzo di 0,2%, nonostante i dati deboli delle esportazioni di settembre.
Mercati obbligazionari in modesto rialzo in Europa venerdì, con volumi sottili e marginali correzioni dei rendimenti diffusi sia ai titoli core sia a quelli periferici. A fine giornata, il BTP a due anni tratta in area -0,08% mentre il decennale si muove poco intorno a 1,36%, con lo spread rispetto ai titoli tedeschi in area 135 e il Bund che è tornato in area 0%. Dopo la chiusura dei mercati, Fitch ha confermato il rating BBB+ dell’Italia, ma ha rivisto verso il basso l’outlook, da stabile a negativo, sulla base delle prospettive di crescita deboli, della minor determinazione per il consolidamento dei conti pubblici e dell’incertezza politica. L’agenzia di rating DBRS ha confermato il rating del Portogallo a BBB-, permettendo così ai titoli portoghesi di essere inclusi come collateral nelle operazioni BCE.
Sul fronte dei cambi, l’euro/dollaro infrange al ribasso anche 1,09, complice il rafforzarsi delle aspettative di un rialzo Fed a dicembre: questa mattina l’euro quota intorno a 1,0877 (in rialzo da 1,086). Sterlina debole, specie contro dollaro. Nonostante le rassicurazioni in materia di Brexit, offerte dalla premier britannica May al vertice europeo, la posizione dei leader UE appare poco conciliante.
Per le materie prime, quotazioni petrolifere in consolidamento in chiusura di settimana in Europa, dopo che Mosca ha confermato l’impegno ad aggiungersi ai Paesi OPEC nel congelare la produzione. Il ministro dell’Energia russo, Alexander Novak, ha dichiarato che l’accordo sul congelamento della produzione è una tappa fondamentale per fare ripartire i prezzi petroliferi; e ha aggiunto che farà alcune proposte alla controparte saudita nel fine settimana in occasione di alcuni incontri. L’impegno della Russia rafforza lo scenario di cauto ottimismo sul petrolio, in attesa della riunione OPEC di fine novembre.
Fonte: BondWorld.it
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