Flash: Spagna. La produzione industriale è attesa in aumento a marzo

Francia. La produzione industriale a marzo è attesa rallentare a 0,7% m/m da 1,2% m/m per una minore dinamicità degli ordini, specialmente nel comparto dei beni intermedi…….

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Le indagini di morale hanno segnalato una moderazione della fiducia nel mese. La produzione energetica dovrebbe aver dato un contributo negativo nel mese dopo il balzo di febbraio, nonostante le temperature medie si siano rivelate inferiori alla media stagionale. Se confermato, la variazione annua calerebbe a 3,1% da 4,0% portando la variazione trimestrale della produzione a -0,8% t/t da 1,6% t/t di dicembre. La media mobile a/a a tre mesi sta effettivamente segnalando una moderazione del tasso produttivo che ora si aggira attorno al 2,8-3,0% da 3,6-3,8% di fine 2017.

Spagna. La produzione industriale è attesa in aumento a marzo di 0,4% m/m dopo il +1,5% m/m del mese precedente. La dinamica trimestrale è in ogni caso compromessa dalla debole entrata nell’anno (-2,9% m/m a gennaio). Le indicazioni dalle indagini sono di solo modesto rallentamento del comparto tra marzo e aprile.

Stati Uniti. Il PPI ad aprile è previsto in rialzo di 0,3% m/m, come a marzo, sia per l’indice headline sia per quello core. I dati dovrebbero mostrare un rialzo di 0,3% m/m sia nel comparto dei beni sia in quello dei servizi, con moderati rialzi dell’energia, compensati in gran parte da una correzione attesa degli alimentari.

Ieri sui mercati

Stati Uniti. Come atteso, Il presidente Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo con l’Iran. Secondo il Segretario di Stato Pompeo, gli Stati Uniti intendono isolare economicamente e diplomaticamente l’Iran mentre si cercherà una nuova strategia per una soluzione duratura mirata a contenere la “minaccia iraniana”. In seguito a questa decisione, verranno reintrodotte le sanzioni interrotte con l’entrata in vigore dell’accordo nel 2015. Questo implica che non potranno essere sottoscritti nuovi accordi commerciali e finanziari con l’Iran e che tornerà in vigore la “blacklist” che include individui, istituzioni, società, linee aeree con cui non si potranno stringere relazioni commerciali. La violazione dei vincoli porterà a sanzioni sia su imprese e individui, sia su paesi che non rispettano le indicazioni della blacklist. Per quanto riguarda i contratti esistenti, banche e imprese hanno fra 90 e 180 giorni per chiudere le relazioni esistenti, a seconda della complessità delle operazioni. In particolare, a partire da inizio agosto saranno imposte sanzioni a società che esportino in Iran aerei e parti, conducano transazioni in dollari, oro e altri metalli, oltre che titoli di debito iraniani e abbiano accordi collegati al settore auto; da inizio novembre sarà vietato acquistare petrolio dall’Iran e operare nei porti iraniani o attraverso società di spedizione o di assicurazione del paese. L’amministrazione però avrà margini per esenzioni speciali. I vincoli sull’attività con l’Iran avranno effetti moderati, ma negativi, sulle esportazioni americane in alcuni settori. L’effetto più macroscopico deriverà dal divieto di acquistare petrolio dall’Iran, che porterà probabilmente a una graduale riduzione della produzione iraniana, con pressioni verso l’alto sui prezzi del greggio.

Stati Uniti. Powell (presidente Fed), in un discorso sulla relazione fra politica monetaria e condizioni finanziarie globali, ha rilevato l’influenza delle politiche della Fed sui mercati finanziari internazionali, ma ha anche sottolineato che le mosse delle principali banche centrali spiegano “solo una frazione relativamente piccola della volatilità finanziaria globale e dei flussi di capitale”. Powell ha detto che la normalizzazione della politica monetaria americana non ha disturbato i mercati finanziari e per ora le aspettative dei mercati sono relativamente ben allineate con quelle della Fed. Secondo Powell, la Fed continuerà a comunicare la propria strategia nel modo più trasparente possibile per evitare turbolenza sui mercati: le decisioni sui tassi americani non dovrebbero sorprendere “se l’economia si evolverà in linea con le aspettative”. Powell ha però aggiunto che non si devono sottovalutare i rischi collegati alla normalizzazione delle politiche globali, dal momento che “alcuni investitori e istituzioni potrebbero non essere ben posizionate per un rialzo dei tassi di interesse, anche uno che i mercati anticipano ampiamente”. Powell non modifica le previsioni sui prossimi rialzi, e avalla l’aspettativa attuale del mercato che quest’anno vede altri due rialzi sicuri e un altro con una probabilità vicina al 50%.

Italia. Mentre il presidente della repubblica si accinge a proporre il nome del prossimo presidente del consiglio, che però non otterrà la fiducia delle camere, continuano i tentativi di formare un esecutivo politico incentrato su 5S e Lega, ma con l’appoggio esterno di Forza Italia. Questa resta l’unica alternativa a un rapido scioglimento delle camere e all’indizione di nuove elezioni politiche nel pieno dell’estate. Ieri, per la prima volta dalle elezioni del 4 marzo, si è visto un allargamento significativo (+7pb) del differenziale BTP-Bund, tornato sui livelli di inizio aprile, associato anche a un netto ribasso degli indici azionari domestici. I livelli dei premi al rischio restano però tuttora inferiori ai giorni precedenti le elezioni.

Regno Unito. La House of Lords ha approvato con una maggioranza di 29 voti un emendamento alla proposta di legge sul recesso dall’UE che impone al governo di negoziare per la permanenza nella European Economic Area. L’emendamento è passato nonostante il parere contrario anche della leadership del partito laburista, e con ben 17 voti conservatori a favore. Probabilmente l’emendamento sarà bocciato dalla Camera dei Comuni, ma sicuramente mette pressione anche a Corbyn perchè appoggi un legame più forte con l’UE quando la proposta di legge tornerà alla Camera dei Comuni. Inoltre, complica ulteriormente il processo legislativo connesso a Brexit. Il governo è stato sconfitto anche su altri emendamenti, anche per l’incapacità finora dimostrata di presentare una strategia coerente.

Fonte: BONDWorld.it


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