Flash Macro Daily

Flash: Spagna. La stima preliminare per il 4° trimestre dovrebbe mostrare un aumento del PIL

Da seguire: Area euro. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE dovrebbe confermare che la ripresa procede circa al ritmo di fine 2016……..


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Ci attendiamo una lieve flessione dell’indice sintetico a 107,5 da 107,8 per effetto di un calo del morale nei servizi a 12,6 da 12,9 e nel commercio al dettaglio a 2,0 da 3,2, nelle costruzioni a -12,4 da -12,0 dopo i continui aumenti dei mesi scorsi. Mentre la fiducia dovrebbe essere circa invariata nel manifatturiero a +0,1. La fiducia dei consumatori dovrebbe essere confermata in lieve aumento a -4,9.

   Spagna. La stima preliminare per il 4° trimestre dovrebbe mostrare un aumento del PIL di 0,7% t/t in linea con l’andamento del trimestre estivo. Su base annua, il PIL cresce del 3,1% a/a ma è atteso rallentare verso il 2,5% in media quest’anno. La crescita continua ad essere spinta dalla domanda interna in egual misura da consumi privati e investimenti. Mentre il commercio estero offre un contributo marginalmente positivo, nonostante l’export abbia fatto meglio che nella media area euro lo scorso anno. Il picco per l’economia spagnola è ormai alle spalle, ma la crescita viaggerà ancora ampiamente al di sopra del potenziale nei prossimi due anni.

   Germania. I dati dai Laender dovrebbero essere coerenti con un calo dei prezzi al consumo a gennaio di -0,6% m/m sulla misura nazionale e di -0,7% m/m su quella armonizzata, la dinamica stagionale negativa verrà accentuata dalla correzione dei prezzi dei pacchetti vacanze dopo il forte aumento del mese di dicembre. L’inflazione è attesa all’1,9% sulla misura nazionale e al 2,0% su quella armonizzata. L’inflazione tedesca riteniamo sarà spinta nella prima parte dell’anno da un forte effetto base per i prezzi core ma dall’estate gli effetti statistici faranno da freno e saranno necessari aumenti dei prezzi interni pe mantenere l’inflazione intorno all’1,6% -1,7% in media annua.

   Belgio. La stima flash dovrebbe mostrare il PIL in accelerazione a 0,4% t/t da 0,2%t/t, ma in lieve flessione sull’anno per un effetto base sfavorevole. L’anno dovrebbe chiudersi con una crescita dell’1,2% da 1,5% del 2015. Quest’anno la crescita dovrebbe stabilizzarsi all’1,3% grazie alla tenuta della domanda interna e un recupero dell’export.

   L’Italia colloca oggi il nuovo BTP decennale 2,2% 06/2027 per un importo annunciato di 3,5-4,0 miliardi. Il MEF offrirà anche il BTP 0,35% 11/2021 e il CCT 02/2024 per un importo complessivo ulteriore di 4,0-5,0 miliardi.

Stati Uniti

   La spesa personale a dicembre è prevista in aumento di 0,5% m/m, dopo +0,2% m/m di novembre, spinta dalla componente dei beni durevoli, alla luce dei dati delle vendite al dettaglio. Il reddito personale è atteso in rialzo di 0,4% m/m, grazie alla variazione solida dei salari e degli occupati, dopo una variazione nulla a novembre. Il tasso di risparmio dovrebbe calare a 5,4%, da 5,5% di novembre, confermando un modesto trend verso il basso visto nella seconda metà del 2016, rispetto a una media vicina al 6% nella parte centrale del 2015. Il deflatore dei consumi dovrebbe aumentare di 0,2% m/m (1,7% a/a), con un contributo positivo dell’energia. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m (arrotondato da 0,16% m/m, 1,6% a/a): la dinamica contenuta dei prezzi della sanità mantiene sotto controllo la variazione media nel comparto dei servizi del deflatore.

I market mover della settimana

Nella zona euro, il focus sarà sulla stima preliminare per la crescita del PIL a fine 2016. Ci aspettiamo un’accelerazione a 0,5% nella media area euro dallo 0,3% t/t dei mesi estivi, a 0,5% t/t da 0,2% t/t in Francia, a 0,4% t/t da 0,2% t/t in Belgio, e una lettura stabile in Spagna a 0,7% t/t. Insieme a dati di crescita del PIL arriveranno le stime di inflazione di gennaio; ci aspettiamo un balzo nella zona euro a 1,5% da 1,1% per effetto del rincaro del prezzo del greggio e di un confronto ampiamente favorevole con lo scorso anno. L’inflazione area euro riteniamo rimarrà intorno a 1,5% nei prossimi mesi ma tornerà verso l’1,0% dalla primavera quando verranno meno dal confronto annuale effetti statistici di supporto.

La settimana è densa di dati ed eventi importanti negli Stati Uniti. La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con una valutazione positiva dello scenario economico, tassi fermi e indicazioni di un sentiero di graduali rialzi dei tassi, in un contesto di ampia incertezza legata anche alle prospettive della politica fiscale. Tra i dati di gennaio, il focus sarà sull’employment report di gennaio, che dovrebbe mostrare una dinamica forte degli occupati; i salari dovrebbero essere in rialzo solido, spinti anche dall’entrata in vigore del rialzo del salario minimo in 19 Stati. Le indagini di gennaio, Chicago PMI e ISM, dovrebbero mantenere il tono positivo visto con i dati regionali e confermare la diffusione della ripresa sia al settore manifatturiero sia a quello dei servizi. La fiducia dei consumatori dovrebbe restare su livelli molto elevati e le vendite di auto dovrebbero correggere modestamente dopo il forte balzo di fine 2016. La spesa e il reddito personale dovrebbero essere in aumento solido a dicembre; i deflatori dei consumi dovrebbero proseguire su un trend positivo, con aumenti di 0,2% m/m.

Venerdì sui mercati

Area Euro

Francia. Le primarie della sinistra si sono concluse con la netta vittoria del ‘radicale’ Benoît Hamon sul ‘governativo’ Manuel Valls.

Italia. A dicembre, le retribuzioni contrattuali sono rimaste ferme per il secondo mese consecutivo (il quinto degli ultimi sei mesi). Su base annua le paghe orarie sono anch’esse invariate a 0,4% (un minimo storico da quando sono disponibili le serie).

Knot (governatore della banca centrale olandese) ha indicato che non vede motivi per proseguire con il programma di acquisti ancora a lungo, anche se ha esplicitato che non ritiene debba essere terminato ora. Nel suo intervento ad Assiom-Forex, Visco (Banca d’Italia) ha detto che la politica monetaria deve restare molto accomodante per ricondurre l’inflazione su valori in linea con la stabilità dei prezzi nel medio termine.

Stati Uniti

Il PIL del 4° trimestre (stima advance) aumenta di 1,9% t/t ann., dopo +3,5% t/t ann. del 3° trimestre. La domanda domestica cresce a un ritmo solido, con contributi positivi di tutte le componenti. Il rallentamento della crescita complessiva è da ascrivere al contributo negativo del canale estero, molto più ampio di quanto atteso, a -1,7 pp. Le esportazioni sono in calo di -4,3% t/t ann. (ma seguono lo straordinario aumento di 10% t/t ann. dell’estate, dovuto soprattutto a fattori una tantum nell’agricoltura), mentre l’import è in rialzo di 8,3% t/t ann. Le scorte danno un ampio contributo positivo (+1 pp).

Gli ordini di beni durevoli a dicembre deludono con una correzione di -0,4% m/m (consenso: +2,5% m/m).

Gli incontri fra Trump e i leader repubblicani del Congresso che si sono tenuti giovedì a Philadelphia non hanno sortito grandi risultati in termini di compromessi e di linee guida per gli interventi futuri.

Fonte: BondWorld.it


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