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Flash: Cina. I dati di settembre sul commercio estero sono stati deludenti

Cina. I dati di settembre sul commercio estero sono stati deludenti, soprattutto sul fronte dell’export ridimensionando i segnali di ripresa emersi in agosto………


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Le esportazioni registrano una variazione di -10,0% a/a in dollari, le importazioni di -1,9% a/a. < >. La stima finale ha confermato l’inflazione in aumento a 0,7% a/a da 0,4% a/a sulla misura nazionale e a 0,5% a/a da 0,3% a/a sull’indice armonizzato. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare all’1,0% per dicembre, in larga misura sulla spinta di un effetto statistico favorevole.

Stati Uniti. I prezzi all’import a settembre sono previsti in aumento di +0,3% m/m, con un contributo positivo del petrolio. Al netto del petrolio, i prezzi dovrebbero aumentare di 0,2% m/m, con il proseguimento degli effetti dell’indebolimento del dollaro visto nella prima metà dell’anno. I rialzi dei prezzi all’import si tradurranno in un’ulteriore accelerazione della dinamica del CPI.

Ieri sui mercati

Il dollaro ha continuato a rafforzarsi, portando al 2,8% l’apprezzamento rispetto a fine settembre in termini di cambio effettivo. Euro in calo a 1,1006. La sterlina ha registrato un lieve recupero contro dollaro, chiudendo la giornata a 1,22; tuttavia, questa mattina è di nuovo in flessione. Le quotazioni petrolifere sono ulteriormente arretrate dai massimi di inizio settimana. Indizi azionari in diffusa ma modesta flessione.

Il Tesoro italiano ha piazzato i previsti 6,25 miliardi di BOT annuali, con un tasso medio in asta di -0,238% (minimo storico). Sul mercato secondario, tutti i mercati europei sono stati interessati da rialzi dei rendimenti, con aumento delle pendenze e differenziali sovrani quasi invariati.

Stati Uniti. I verbali della riunione del FOMC del 21 settembre mostrano, come atteso, un Comitato spaccato fra gruppi con opinioni diverse sui costi e i vantaggi di mantenere i tassi fermi. Nella sostanza, la valutazione dell’economia è comunque positiva; coesistono opinioni diverse riguardo all’opportunità di spingere il mercato del lavoro oltre il pieno impiego. Riguardo alla tempistica del prossimo rialzo, si afferma, con un consenso generale, che l’evoluzione delle condizioni economiche dovrebbe svilupparsi in modo da richiedere aumenti graduali dei tassi. Diversi membri ritenevano che un rialzo dei tassi sarebbe opportuno “relativamente presto”, con un andamento dei dati in linea con lo scenario atteso.

Francia. La seconda stima conferma che l’inflazione a settembre ha accelerato di due decimi a 0,4% da 0,2% sulla misura nazionale (e di un decimo a 0,5% da 0,4% sull’indice armonizzato). L’indice core accelera di tre decimi a 0,7% da 0,4%. L’inflazione francese è attesa in lieve accelerazione anche negli ultimi mesi dell’anno, pur rimanendo al di sotto dell’1%.

Fonte: BondWorld.it


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