Flash: Stati Uniti: Finalmente il Congresso ha raggiunto un accordo per riaprire il governo fino al 15 gennaio

Da seguire: Stati Uniti: Finalmente il Congresso ha raggiunto un accordo per riaprire il governo fino al 15 gennaio e alzare il limite del debito fino al 7 febbraio


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i due rami hanno approvato un disegno di legge, già firmato dal Presidente, che consente la riapertura degli uffici federali fin da oggi. Le varie agenzie federali dovrebbero perciò riprendere la pubblicazione dei dati statistici, anche se al momento non è possibile dire né quali, né quando. Il voto ha spaccato il fronte repubblicano e gli equilibri nel partito repubblicano, e in particolare la costruzione di un argine alla deriva estremista, saranno cruciali anche per gli eventi dei prossimi mesi. Infatti l’accordo siglato questa notte è ancora una volta un accordo-ponte che sposta i problemi di solo qualche mese: fra gennaio e febbraio gli Stati Uniti potrebbero ritrovarsi allo stesso punto di un mese fa. Maggiori dettagli nel file allegato.

L’indice della Philadelphia Fed a ottobre dovrebbe correggere dopo il forte aumento di settembre e potrebbe risentire dei primi effetti del blocco del Governo: la previsione è di un indice a 9. In occasione dell’ultimo blocco del Governo, avvenuto fra fine 1995 e inizio 1996, si era riscontrata una correzione di quasi 35 punti fra dicembre e gennaio. In quel caso, il blocco era durato 21 giorni ed era stato tutto incorporato nel periodo di rilevazione, rendendo perciò il caso diverso da quello attuale. A settembre anche gli indici a 6 mesi avevano registrato un ampio aumento: prevediamo che a ottobre il livello dell’indice di attività a 6 mesi torni vicino a quello di agosto (38,9).

Ieri sui mercati

L’accordo sul limite del debito non ha recato benefici al dollaro, che sta cedendo terreno su euro (sempre in area 1,35) e yen (98,5) dopo essere salito nella parte centrale della giornata di ieri. Al contrario, gli indici azionari hanno chiuso in netto rialzo sia negli Stati Uniti, sia in Asia. Sta continuando il calo dei rendimenti sul debito italiano, con il decennale ormai vicino al minimo locale di agosto. In flessione anche i premi al rischio, anche questi prossimi al minimo di agosto.

Area Euro

Italia. Secondo quanto scrive la Banca d’Italia nel Bollettino economico trimestrale, il PIL italiano si sarebbe stabilizzato nei mesi estivi (la nostra stima è -0,1% t/t) e tornerebbe a crescere soltanto nell’ultimo trimestre dell’anno (nostra previsione: +0,1% t/t). L’impatto sull’inflazione dell’aumento dell’aliquota ordinaria dell’IVA scattato a ottobre sarebbe pari a poco meno di mezzo punto percentuale (0,4% nelle nostre stime). Anche sul mercato del lavoro si cominciano a vedere segnali per lo meno di un minor deterioramento, visto che la caduta delle ore lavorate si è interrotta e l’occupazione si è stabilizzata nei mesi estivi. La banca centrale conferma anche che nel 2013 si è avuto un ritorno di interesse per i titoli del debito italiano da parte degli investitori esteri.

Stati Uniti

Il Beige Book riporta che l’attività ha continuato ad espandersi a un ritmo “da modesto a moderato“. Le informazioni del Beige Book sono coerenti con prosecuzione della ripresa, al netto degli effetti probabilmente transitori del blocco del governo.


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