Da seguire: Area Euro: Germania. La produzione industriale ad aprile è salita di 0,2% m/m, recuperando soltanto in piccola parte il calo del mese precedente (-0,6% m/m). Lo spaccato per macrosettori evidenzia una crescita modesta nel manifatturiero ….
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- (+0,1%), dove il calo dei beni capitali (-0,3%) ha in parte compensato gli incrementi sui beni di consumo (+1,1%) e sugli intermedi (+0,1%). Ancora un netto calo per le costruzioni (-1,2%) e, di contro aumento per l’energia (+2,7%). Queste dinamiche sono sporcate dalle condizioni meteorologiche, che hanno prodotto un’oscillazione stagionale inferiore alla norma. Inoltre, l’indagine IFO ha segnalato una temporanea flessione della produzione corrente a maggio. Si conferma che la crescita del PIL sarà molto più contenuta nel secondo trimestre.
- Spagna. La produzione industriale, al netto degli effetti stagionali, è vista in crescita di 0,8% ad aprile, dopo 0,6% del mese precedente. Le indicazioni dalle indagini congiunturali sono state positive negli ultimi due mesi e sono coerenti con una crescita dell’output nei mesi primaverili almeno in linea con l’andamento del 1° trimestre (+0,5% t/t).
Stati Uniti
- I nuovi occupati non agricoli a maggio sono previsti in aumento di 220 mila unità, dopo il forte rialzo di 288 mila del mese di aprile. Tutti gli indicatori del mercato del lavoro puntano a ulteriore miglioramento: i nuovi sussidi di disoccupazione a maggio sono stabilmente sotto 330 mila (326 mila nella settimana di rilevazione dell’employment report) e restano su un trend in calo; la componente occupazione delle indagini è solida (Empire, 20,9; Philadelphia, 7,8, Markit PMI manifatturiero 53,5). Il tasso di disoccupazione dovrebbe risalire di un decimo a 6,4% da 6,3% di aprile, in seguito a un probabile aumento di 1 decimo della partecipazione: nell’indagine presso le famiglie di aprile, gli occupati erano calati di -73 mila (dopo + 476 mila di marzo), ma la forza lavoro aveva corretto ampiamente (-806mila, dopo 3 aumenti consecutivi); il tasso di partecipazione dovrebbe risalire a 62,9% da 62,8% di aprile. I salari orari dovrebbero riprendere a salire in linea con il trend, segnando un aumento di 0,2% m/m.
Ieri sui mercati
La reazione dei mercati azionari e obbligazionari europei dimostra che la BCE è riuscita a sorprendere, nonostante le aspettative piuttosto elevate che si erano andate formando nelle settimane precedenti. La lettura degli effetti vede premiato il settore finanziario, in particolare nei Paesi della periferia, e in generale gli emittenti (anche sovrani) della periferia. Il calo dei premi al rischio fra Italia e Germania, così come quello fra Spagna e Germania, è stato notevole. Teoricamente si potrebbe osservare anche un aumento della pendenza della curva sui mercati core, che però non si è materializzato ieri. L’iniziale reazione dell’euro sui mercati valutari (minimo a 1,3502 dollari), invece, è stata velocemente riassorbita e il cambio è tornato a 1,3650-1,3670 dollari.
La BCE impugna il bazooka ma la capacità di fuoco è da verificare.
La BCE ha significativamente potenziato le misure di stimolo monetario, spingendosi in parte oltre le attese. Mentre il taglio del tasso sui depositi in negativo era in larga misura scontato dal mercato, l’estensione dell’assegnazione piena fino a dicembre 2016 è più sorprendente. La BCE si è impegnata de facto a tenere i tassi fermi per oltre due anni ben più a lungo di quelli FED e BoE e questo dovrebbe contribuire a tenere sotto controllo le attese di mercato monetario ed il cambio. Le operazioni di rifinanziamento a tasso fisso le cosiddette TLTROs offrono alle banche la possibilità di rifinanziare una parte dello stock e della crescita futura degli impieghi ad un tasso agevolato fino a fine 2016. La misura potrebbe avere un effetto limitato sul volume degli impieghi e sul costo dei prestiti per imprese e famiglie, dato che il vincolo principale attualmente è dato dal costo del rischio e dal capitale; invece, potrebbe avere una certa efficacia fra il 2015 e il 2016, quando le condizioni generali saranno più favorevoli. Continuiamo a pensare che solo a fronte di una revisione delle stime di inflazione 2016 verso l’1,0% (la stima di giugno mostra l’inflazione all’1,4% nel 2016 e all’1,5% a fine 2016 da un precedente 1,5% e 1,7%), la BCE interverrebbe con un QE; comunque, la sospensione della sterilizzazione del SMP rimuove parte degli ostacoli, almeno quelli formali, ad un vero e proprio programma di stimolo quantitativo.
Area euro
Area euro. Le vendite al dettaglio ad aprile aumentano più di quanto atteso dal consenso di 0,4% m/m da 0,1% m/m (dato che è stato però rivisto al ribasso da 0,3% m/m). La variazione annua evolve così a 2,4% da 1,0% (rivisto al rialzo da 0,9%). Nel primo trimestre dell’anno le vendite sono sempre cresciute, mettendo a segno un incremento su base trimestrale di 0,7% t/t, un record da oltre sette anni. Le vendite sono pertanto in rotta per un nuovo aumento di 0,5% t/t nel trimestre in corso.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione aumentano a 312mila nella settimana conclusa il 31 maggio, da 304mila della settimana precedente. Il trend dei sussidi si conferma in graduale calo ed è coerente con una creazione di circa 200-210mila posti di lavoro al mese
La Fed ha pubblicato i Conti Finanziari relativi al 1° trimestre. Ancora una volta la ricchezza netta delle famiglie aumenta, con una variazione di 1,5 tln di dollari (+1,9% t/t ann.) e un incremento della ricchezza immobiliare di 751 mld di dollari. Il debito delle famiglie aumenta del 2% t/t ann., con i mutui ancora in calo a fronte di costante crescita del credito al consumo. L’effetto ricchezza continuerà a dare un contributo positivo alla dinamica dei consumi.
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