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Flash: Stati Uniti I prezzi all’import a gennaio sono previsti in rialzo

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Stati Uniti

I prezzi all’import a gennaio sono previsti in rialzo di 0,3% m/m. I prezzi al netto del petrolio dovrebbero segnare un incremento di 0,2% m/m.

I nuovi cantieri residenziali a gennaio dovrebbero risalire a 1.230 mila, dopo l’ampio calo a 1.192 mila di dicembre (-11,8% m/m).. Le licenze dovrebbero essere poco variate, in modesta correzione a 1.280 mila da 1.300 mila di dicembre.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio (prel.) è prevista a 95,5, poco variata rispetto a 95,7 di gennaio.

Ieri sui mercati

I mercati azionari hanno ancora guadagnato terreno, con chiusure in rialzo (S&P +1,2%, Euro stoxx +0,6%, FTSE MIB +0,3%), dopo una giornata molto volatile. In rialzo anche i listini giapponesi questa mattina (Nikkei +1,2%), nonostante l’ulteriore apprezzamento dello yen. Per il momento, gli effetti del timore di un rialzo dell’inflazione in USA sono limitati, in attesa di maggiori informazioni. Sui mercati obbligazionari, in USA si registra una stabilizzazione dei rendimenti, con il T-note in area 2,9%. In Europa, i governativi core confermano un frazionale incremento dei rendimenti, mentre i bond periferici (in particolare Spagna e Portogallo) mantengono maggiore forza relativa sostenuti da un clima di moderata propensione al rischio e dalla chiusura delle aste. Il BTP decennale è in area 2%, con lo spread Italia-Germania che si riporta sotto quota 130 punti base.

I mercati valutari hanno registrato un ulteriore indebolimento del dollaro: l’indice contro le principali valute è tornato sui minimi di fine 2014. L’euro si è apprezzato di 0,4%, salendo oltre 1,25 (1,2538 questa mattina), proseguendo sul trend di rapido rialzo visto da inizio settimana. Lo yen ha seguito un sentiero anche più sostenuto, e questa mattina tratta in area 105,78, sui massimi da novembre 2016, nonostante l’annuncio della nomina di Kuroda a un secondo mandato alla guida della BoJ. Nei giorni scorsi sono stati nominati altri due membri del Comitato di politica monetaria, noti per le loro posizioni dovish: dopo il rinnovo di due membri e la riconferma del presidente, la BoJ resta indirizzata ad attuare “potente stimolo”, come ha detto Kuroda in parlamento recentemente. Anche i commenti del ministro delle finanze non hanno interrotto il rafforzamento del cambio: Aso ha modificato il linguaggio dei commenti sullo yen, affermando che il governo interverrà quando necessario, mentre solo il giorno prima aveva detto che per ora non c’era bisogno di agire. La sterlina ha segnato un marginale recupero, ma resta frenata dal tema di Brexit.

Italia. È proseguita la crescita del commercio estero a dicembre, pur in rallentamento rispetto al mese precedente per quanto riguarda l’export (0,6% da 2,3% m/m precedente), a fronte di una accelerazione per l’import (3,3% da 1,6% m/m). Nell’intero 2017, sono in crescita sia le esportazioni (+7,4% in valore e +3,1% in volume) che le importazioni (+9,0% in valore e +2,6% in volume), e l’avanzo commerciale ha raggiunto i 47,5 miliardi (+81 miliardi al netto dell’energia: si tratta di un record storico).

Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a febbraio cala a 13,1 da 17,7 di gennaio. Lo spaccato dell’indagine è complessivamente positivo L’indagine non modifica lo scenario di espansione del settore manifatturiero nel corso del 2018.

Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a febbraio aumenta a 25,8 da 22,2 di gennaio. L’indagine è diffusamente positiva.

Stati Uniti. Il PPI a gennaio aumenta di 0,4% m/m (2,7% a/a), spinto da una variazione di 0,7% m/m di prezzi dei beni e di 0,3% m/m dei prezzi dei servizi. Al netto di energia e alimentari, l’indice aumenta di 0,2% m/m, mentre escludendo anche il commercio, i prezzi sono in rialzo di 0,4% m/m.

Stati Uniti. La produzione industriale a gennaio cala di -0,1% m/m, dopo +0,4% m/m di dicembre (rivisto da +0,9% m/m).

Fonte: BondWorld.it


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