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Flash: Stati Uniti I prezzi all’import a marzo sono previsti in aumento

Da seguire: Area Euro Germania. L’inflazione è stata confermata in aumento di 0,3% a/a da zero sulla misura nazionale e a 0,1%a/a da -0,2%a/a sull’indice armonizzato…...


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Nei prossimi mesi l’inflazione tedesca dovrebbe gradualmente risalire verso l’1,0% in agosto.

Stati Uniti

   I prezzi all’import a marzo sono previsti in aumento di 0,8% m/m, primo rialzo dopo 8 mesi consecutivi di contrazioni. La variazione a marzo dovrebbe essere spinta dal prezzo del petrolio (in aumento previsto di 15% m/m). Al netto del petrolio i prezzi dovrebbero essere invariati su base mensile. Il recente deprezzamento del dollaro dovrebbe contribuire a una dinamica positiva dei prezzi all’import nei prossimi mesi.

Ieri sui mercati

   I listini azionari europei hanno proseguito nel recupero di venerdì, sostenuti in particolare da Bancari e titoli legati alle materie prime. Oro, argento e petrolio in rialzo.

   Il calo dell’avversione al rischio è associato a un lieve arretramento dello yen sui mercati valutari: il cambio con il dollaro è tornato in area 108. Sterlina in ripresa sul dollaro.

   Movimenti minimi sulle curve dei titoli di stato, con cali significativi dei tassi soltanto per Grecia e Portogallo.

   Nell’ottava dell’8 aprile il portafoglio PSPP della BCE ha visto un incremento di 18,82 miliardi di euro ed è salito a 670,84 miliardi di euro. Gli acquisti di titoli covered sono stati pari a 989 milioni di euro, che aumentano il portafoglio a 166,83 miliardi, mentre gli acquisti settimanali di ABS al netto dei titoli scaduti sono stati pari a 163 milioni, portando il totale dei titoli in portafoglio a 19,175 miliardi di euro.

   La revisione del programma di assistenza finanziaria per la Grecia è stata sospesa fino alla prossima settimana. Rimane l’obiettivo di concluderla per il 22 aprile. Alla conclusione positiva dell’esame è collegato lo sblocco di 5 miliardi di crediti, necessari per coprire scadenze di pagamento nei confronti del FMI e della BCE.

   Stati Uniti. Kaplan (Dallas Fed) ha detto che alla luce del sorprendente rallentamento della crescita nel 1° trimestre a suo avviso “vale la pena essere prudenti (…) e cauti e lasciare che gli eventi si sviluppino”. La sua opinione è contraria a un rialzo ad aprile, mentre per quanto riguarda giugno “c’è tempo per fare le valutazioni nei prossimi mesi”.

   Stati Uniti. Alla luce dei dati relativi alle scorte pubblicati a inizio aprile e delle informazioni recenti sulle esportazioni nette, rivediamo ampiamente verso il basso la crescita del 1° trimestre, a 0,3% t/t ann.: le scorte dovrebbero contribuire negativamente per -0,5 pp e il canale estero per -0,3 pp. La crescita quasi nulla del 1° trimestre (per il 3° anno consecutivo) determina una revisione verso il basso della crescita annua a 1,7% dalla precedente previsione di 2,2%. Tutti gli indicatori coincidenti e anticipatori restano positivi e lo scenario centrale è quello di ampia riaccelerazione nei trimestri successivi, come avvenuto nel 2014 e nel 2015.

Italia – Il calo della produzione industriale a febbraio non pregiudica il buon andamento del 1° trimestre

   La produzione industriale è diminuita di -0,6% m/m a febbraio, dopo il deciso incremento del primo mese dell’anno (+1,7% m/m, pur rivisto da +1,9% precedente). In ogni caso, la flessione è stata meno accentuata rispetto alle stime di consenso (-0,9% m/m) e alla nostra meno pessimistica previsione (-0,8% m/m).

   Su base annua corretta per gli effetti di calendario, l’output è rallentato a +1,2% da +3,8% precedente (che rappresentava un massimo da agosto del 2011). In termini grezzi, la produzione è balzata a +5,2% da +0,6% di gennaio: si tratta di un record anche in questo caso da agosto 2011.

   In sintesi, il calo di febbraio non è preoccupante in quanto meno accentuato del previsto, e come detto il dettaglio dell’indagine non è uniformemente negativo. La variazione “acquisita” per il primo trimestre dell’anno è pari a 0,8% t/t, che potrebbe aumentare a 0,9% t/t in caso di un rimbalzo pur modesto (nostra stima preliminare: +0,3% m/m) a marzo. L’aumento congiunturale del primo trimestre rappresenterebbe per la produzione industriale un record dal 2010.

   Ciò segnala che il settore manifatturiero è tornato a contribuire positivamente al valore aggiunto a inizio 2016 (dopo il segno negativo di fine 2015). Fermo restando che i servizi restano in espansione, pensiamo che, nonostante i rischi di un freno dal commercio estero, il PIL possa riaccelerare nel 1° trimestre dopo il progressivo rallentamento evidenziato nel corso del 2015 (fino a un modesto 0,1% t/t a fine anno).

   In altre parole, il dato non contraddice la nostra stima di una crescita del PIL di 0,3% t/t a inizio 2016.

Fonte: BondWorld.it


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