Flash Macro Daily

Flash: Stati Uniti. I prezzi all’import a novembre sono previsti in rialzo

Da seguire:…

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BCE. Il Consiglio prenderà atto dei progressi sul ciclo, frutto delle politiche monetarie ultra espansive degli ultimi anni Le stime di crescita verranno riviste al rialzo per il 2018 e 2019, anche le stime di inflazione verranno ritoccate per effetto del rialzo del prezzo del greggio. Le stime per il 2020 dovrebbero essere coerenti con la fine del programma di acquisto di titoli entro inizio 2019, ma la BCE per il momento lascerà inalterata la guidance sui tassi e sugli acquisti. Al più verranno diffusi dettagli tecnici sulla ripartizione degli acquisti per classi di asset a partire da inizio 2018.

Area euro. La stima flash di dicembre potrebbe indicare una correzione del PMI composito a 57,0 da 57,5 sulla scia di un calo dell’indice manifatturiero a 59,6 da 60,1 e di quello dei servizi a 55,7 da 56,2. In Germania, il PMI manifatturiero potrebbe scendere a 61,6 da 62,5 mentre i servizi potrebbero stabilizzarsi a 54,5 da 54,3; in Francia, il PMI manifatturiero potrebbe correggere a 57,2 da 57,7 e l’indice dei servizi scendere a 59,4 da 60,4. Gli indicatori PMI sono migliorati apprezzabilmente nel 3° trimestre e in chiusura d’anno potrebbero indicare un parziale rallentamento della crescita dell’Eurozona.

Area euro. La seconda lettura dell’inflazione di novembre dovrebbe confermare che in Francia l’inflazione ha accelerato di un decimo all’1,3% dall’1,2% sull’indice armonizzato (e all’1,2% dall’1,1% su quello nazionale), mentre i prezzi al consumo dovrebbero essere saliti di un decimo su entrambe le misure per il secondo mese consecutivo. In Spagna, la lettura finale dovrebbe confermare un’inflazione stabile all’1,7% sulla misura armonizzata (e all’1,6% su quella nazionale), con prezzi in crescita di 0,2% m/m (da 0,6% precedente in termini armonizzati) e di 0,4% m/m (da 0,9% precedente) in termini non armonizzati. Anche in Italia la seconda stima dovrebbe confermare la lettura preliminare, ovvero la discesa di due decimi dei prezzi su base mensile, per un’inflazione annua in calo di un decimo allo 0,9% sul NIC e stabile all’1,1% sull’IPCA (e la tendenza dei prezzi dovrebbe rallentare ulteriormente nei prossimi mesi, fino ad un minimo di 0,3-0,4% nella prossima primavera).

Stati Uniti. I prezzi all’import a novembre sono previsti in rialzo di 0,8% m/m, sulla scia di aumenti del prezzo energetici. Al netto del petrolio, i prezzi dovrebbero essere in aumento modesto, +0,1% m/m.

Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a novembre sono attese in aumento di 0,3% m/m, frenate dal comparto auto. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero essere in rialzo solido (+0,7% m/m), in parte per effetto del prezzo della benzina, e in parte per incrementi moderati delle principali voci. Le indicazioni delle vendite dovrebbero essere coerenti con una variazione dei consumi nel 4° trimestre intorno a 3% t/t ann.

Unione Europea. Oltre alla redistribuzione dei rifugiati, la riunione del Consiglio Europeo che inizia questa sera dovrà affrontare anche il controverso tema del completamento dell’unione bancaria. Il progetto di introdurre un meccanismo europeo di garanzia dei depositi e di consentire all’ESM di intervenire direttamente nelle operazioni di ricapitalizzazione del sistema bancario è bloccato, in quanto diversi paesi ritengono che sia prioritario attuare prima una significativa riduzione dei rischi nel sistema bancario. In particolare, il focus è attualmente sull’esposizione sovrana delle banche e sulle politiche di svalutazione (e/o smaltimento) dei crediti dubbi. Non si può escludere che emerga un compromesso che coniughi elementi di riduzione del rischio con impegni a completare il sistema di gestione delle crisi, ma certamente non a questa riunione: la Germania non ha un governo nella pienezza dei poteri, e le divergenze sono ancora molto ampie.

Ieri sui mercati

Prese di beneficio sui titoli di stato della periferia europea, che avevano registrato nelle ultime settimane performance notevoli. Sulla scadenza BTP decennale i rendimenti sono saliti di quasi 8pb. Pressoché ferma la curva tedesca. Dollaro in netta flessione sui mercati valutari dopo i dati sui prezzi e la riunione Fed, coerentemente coll’andamento cedente dei tassi sulla curva UST. Indici azionari europei deboli, frenati in particolare dal comparto bancario italiano. Petrolio nuovamente in calo dopo la fiammata di inizio settimana.

Cina. I dati pubblicati questa notte mostrano una crescita della produzione industriale di 6,1% a/a, in linea con il consenso e in lieve rallentamento da ottobre. Gli investimenti fissi sono in crescita di 7,2% a/a nei primi 11 mesi del 2017, anche in questo caso in lieve rallentamento. La dinamica di questi ultimi è temporaneamente sostenuta dalla componente infrastrutturale. In accelerazione da 10,0 a 10,2% a/a, invece, le vendite al dettaglio. La banca centrale ha alzato di 5pb i tassi sui p/t di finanziamento del sistema e sul credito a lungo termine.

Italia. La produzione industriale è tornata a crescere a ottobre, di +0,5% m/m dopo il calo di -1,3% m/m visto a settembre. La crescita annua è salita a +3,1% da un precedente +2,2% (corretto per gli effetti di calendario): è il nono mese consecutivo di espansione (si tratta della striscia positiva più lunga dal 2010-11). Trainanti si confermano i beni strumentali e i mezzi di trasporto. Il 4° trimestre dovrebbe comunque vedere un rallentamento della crescita sia della produzione industriale che del PIL. Tuttavia, le indagini di fiducia delle imprese manifatturiere, nonché le indicazioni da ordini e fatturato nell’industria, restano coerenti con un’ulteriore espansione dell’attività industriale nei prossimi mesi. In sintesi, la ripresa prosegue e non vi è evidenza che il cambio forte o l’incertezza politica stiano pesando sull’attività economica.

Area euro. La produzione industriale è cresciuta di 0,2%m/m a ottobre dopo il calo di 0,5% m/m del mese precedente.

Area euro. La crescita degli occupati è accelerata in media all1,7% a/a nel 3° trimestre da un precedente 1,6% a/a. Sul trimestre gli occupati crescono di 0,4% t/t.

Regno Unito. Il governo May ha subito ieri una seria sconfitta in parlamento, quando un gruppo di parlamentari conservatori si è unito alle opposizioni per votare un emendamento che impone un voto parlamentare di ratifica prima che l’accordo di recesso dall’UE sia implementato.

Stati Uniti. Il CPI a novembre aumenta di 0,4% m/m (2,2% a/a), sulla scia di un incremento sostenuto del prezzo della benzina. Più rilevante è il segnale debole dall’indice core, in rialzo di 0,1% m/m (1,7% a/a), contro aspettative per +0,2% m/m. I dati danno ulteriore supporto alla previsione di una variazione contenuta del deflatore dei consumi core di novembre, in pubblicazione la prossima settimana, e mettono in dubbio i segnali preliminari di riaccelerazione della dinamica dei prezzi visti fra agosto e ottobre.

Stati Uniti. La riunione del FOMC si è conclusa, come atteso, con un rialzo dei tassi di 25 pb (fed funds a 1,25%-1,50%) e una valutazione positiva dello scenario. la strategia di politica monetaria è confermata, con graduale rimozione dello stimolo sia sui tassi sia sul bilancio. Il voto non è stato unanime: Evans e Kashkari hanno dissentito. Per quanto riguarda le proiezioni, sul fronte macro si rileva un rialzo della crescita attesa a 2,5% sia nel 2017 sia nel 2018, e una riduzione del tasso di disoccupazione su tutto l’orizzonte previsivo di due decimi all’anno. Per i tassi, non ci sono modifiche per il 2018-2019 (con tassi mediani a 2,1% e 2,7%, rispettivamente), mentre la proiezione per il 2020 sale a 3,1% da 2,9% (con il tasso di lungo termine sempre a 2,8%). Nel grafico a punti, la dispersione delle proiezioni rimane molto ampia su tutto l’orizzonte. Le proiezioni includono gli effetti attesi della riforma tributaria, ma non modificano molto il sentiero dei tassi. In conclusione, le indicazioni sono moderatamente dovish, con il segnale che la moderazione della dinamica dei prezzi farà da contraltare al continuo riscaldamento del mercato del lavoro, senza determinare, almeno sulla base delle informazioni disponibili, un’accelerazione nel ritmo dei rialzi attesi. Manteniamo la previsione di 3 rialzi nel 2018, con una possibile pausa a inizio anno.

Stati Uniti. I repubblicani stanno raggiungendo un accordo sulla riforma tributaria: è sempre più probabile che possa esserci un voto la prossima settimana sia alla Camera sia al Senato, e la firma definitiva del presidente prima di Natale. Ci sono ancora discussioni su alcuni dettagli, ma entro fine settimana si dovrebbe arrivare a un testo condiviso. Anche se non ci sono ancora dichiarazioni esplicite di voto e diversi senatori si riservano di valutare le misure, a questo punto la probabilità di un’approvazione in tempi rapidi della riforma è davvero molto elevata.

Fonte: BondWorld.it


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