Flash Macro Daily

Flash: Stati Uniti – Il CPI a dicembre è previsto in rialzo di 0,3% m/m

Da seguire: Germania. La stima finale del CPI a dicembre conferma l’aumento di 0,7% m/m e di 1,0% m/m su quello armonizzato………


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Area euro. La stima finale dovrebbe confermare che l’inflazione a dicembre ha accelerato a 1,1% da 0,6% sulla scia del balzo del prezzo dell’energia. Sul mese, i prezzi dovrebbero essere cresciuti dello 0,4% m/m da -0,4% m/m di novembre. L’indice core dovrebbe anch’esso essere confermato in accelerazione di un decimo a 0,9% da 0,8%. In media annua, l’inflazione eurozona sarebbe stata di 0,2% nel 2016, ma è attesa ritornare sopra l’1% in media 2017.

Stati Uniti – Il CPI a dicembre è previsto in rialzo di 0,3% m/m (2,1% a/a), con un contributo positivo e ampio della benzina. L’indice core è previsto in aumento di 0,2% m/m (2,1% a/a). I servizi ex-energia dovrebbero mantenersi su un trend di aumento compreso fra 0,2 e 0,3% m/m, spinti dall’abitazione e da una ripresa dei prezzi della sanità. Nel comparto dei beni si dovrebbe vedere un modesto rimbalzo dell’abbigliamento dopo il calo di -0,5% m/m di novembre; tuttavia l’apprezzamento del dollaro e il mantenimento di politiche di sconto piuttosto aggressive dovrebbero lasciare l’indice dei beni core circa stabile dopo la correzione di -0,3% m/m di novembre. Le previsioni per l’inflazione nel 2017 sono di modesto rialzo: il dollaro forte in parte frenerà le pressioni verso l’alto derivanti dalla chiusura dell’output e dell’employment gap e dal trend verso l’alto del petrolio.

Stati Uniti – La produzione industriale a dicembre dovrebbe rimbalzare, con una variazione di +0,5% m/m dopo -0,4% m/m di novembre. Nel manifatturiero l’output dovrebbe aumentare di 0,3% m/m, alla luce delle indicazioni positive delle indagini del settore a dicembre. Anche le utility, che avevano frenato la produzione complessiva a novembre con un calo di -4,4% m/m, dovrebbero essere in ampio rialzo per via di un’ondata di maltempo nella parte centrale del mese. L’estrattivo dovrebbe proseguire sul trend positivo recente, segnando il terzo aumento consecutivo.

Ieri sui mercati

L’indagine BCE sul credito mostra condizioni al credito pressoché invariate nei mesi finali del 2016 e segnala un mantenimento delle condizioni attuali anche a inizio 2017.

Germania- L’indice ZEW sulle attese è salito a gennaio da 13,8 a 16,6. Si tratta del massimo da giugno. L’indice sulla situazione corrente è salito a 77,3 da 63,5.

Francia. Il deficit dello Stato (che include tutte le amministrazioni locali e i servizi sociali) è diminuito a 68,9 mld di euro nel 2016 a fronte di una previsione iniziale del governo di 72,3 miliardi, in calo di 1,5 mld rispetto al 2015 e ai minimi dal 2008. È quindi verosimile che l’obiettivo 2016 del deficit al -3,3% sarà raggiunto, stante che le stime del Governo sul PIL sono state confermate. L’indebitamento netto per il 2015 è stato corretto al rialzo a 70,5 mld.

Italia. A novembre si è registrato un aumento, il secondo consecutivo, per entrambi i flussi commerciali, più marcato per l’export (in accelerazione a +2,2% da +0,2% m/m di ottobre) che per l’import (+1,7% da +2,8% m/m precedente). Nei primi 11 mesi dell’anno l’avanzo commerciale è stato pari a 45,8 mld, già superiore all’intero 2016 (41,8 mld).

Italia. Ieri è arrivata la conferma che la Commissione Europea ha chiesto al governo italiano una correzione di 0,2% del PIL sui conti 2017.

Italia. Il MEF ha annunciato l’emissione tramite sindacato di un nuovo BTP a 15 anni.

Regno Unito – Come anticipato dalla stampa locale, la premier May ha dichiarato che il Regno Unito uscirà dal mercato unico e che non intende replicare nessuno degli accordi di associazione con l’UE già sperimentati; l’obiettivo è invece quello di un accordo di libero scambio ritagliato su misura, ma l’uscita potrebbe avvenire anche senza alcuna intesa. Confermata l’intenzione di avviare formalmente il processo di uscita nel prossimo mese di marzo. Inoltre, il primo ministro ha confermato che l’eventuale accordo con l’UE, se ci sarà, sarà sottoposto all’approvazione del parlamento. Fra le armi negoziali, l’offerta di cooperazione sulla difesa europea e la minaccia di trasformare il Regno Unito in un paradiso fiscale.

Stati Uniti – L’indice Empire della NY Fed a gennaio cala a 6,5 da 7,6 di dicembre (rivisto da 9). Dudley (NY Fed) ha descritto un quadro ottimistico per l’economia americana, sottolineando che il rischio di una svolta ciclica causata dalla Fed è minimo. Williams (San Francisco Fed) ha detto che a suo avviso è opportuno alzare i tassi nell’attuale contesto congiunturale per evitare surriscaldamento.

Fonte: BondWorld.it


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