Flash Macro Daily

Flash: Stati Uniti. Il CPI a giugno è atteso in aumento

Da seguire Italia. La seconda stima dovrebbe confermare il calo dei prezzi al consumo a giugno, di un decimo secondo l’indice nazionale e di due decimi in base all’armonizzato Ue………


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L’inflazione annua dovrebbe essere confermata in diminuzione per il secondo mese, in entrambi i casi a 1,2% (da un precedente 1,4% sul NIC e 1,6% sull’IPCA). La flessione di giugno è dovuta ai ribassi, entrambi a nostro avviso transitori, delle componenti non-core: alimentari ed energetici. Per quanto riguarda i primi, come detto, il calo è spiegato pressoché interamente da fattori stagionali (oltre che dall’ulteriore correzione dopo i rincari di inizio anno); nel secondo caso, riteniamo che la flessione delle quotazioni internazionali dell’energia vista negli ultimi mesi non sia destinata a ripetersi nel resto dell’anno. Pertanto, confermiamo la nostra idea che l’inflazione possa muoversi in un range piuttosto ristretto nella seconda metà dell’anno, tra 1,1% e 1,4%.

Stati Uniti. Il CPI a giugno è atteso in aumento di 0,1% m/m (1,7% a/a). Il CPI core è previsto in rialzo di 0,2% m/m (1,8% a/a), con qualche rischio verso il basso. L’energia dovrebbe registrare il secondo calo consecutivo, mentre gli alimentari sono previsti in moderato rialzo, in linea con il trend recente. La variazione del core dovrebbe essere spinta da una ripresa nel segmento dei beni, in particolare abbigliamento e auto. Invece la dinamica dei servizi dovrebbe rimanere molto contenuta, come nei mesi scorsi, con variazioni molto contenute per abitazione e sanità. Il trend dell’inflazione dovrebbe stabilizzarsi su ritmi moderati, compresi fra 0,1 e 0,2% m/m nel resto dell’anno.

Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a giugno sono previste in aumento di 0,2% m/m, dopo i dati deboli del mese precedente. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero aumentare di 0,3% m/m. I dati dovrebbero dare supporto alla previsione di riaccelerazione dei consumi nel 2° trimestre, sostenuti dalla solida dinamica delle retribuzioni e da livelli elevati di risparmio e di redditi da capitale.

Stati Uniti. La produzione industriale a giugno è prevista in aumento di 0,3% m/m dopo un dato invariato a maggio. A giugno ci dovrebbe essere un recupero nel manifatturiero (alla luce dei dati ISM), insieme a una variazione positiva nelle utility (clima) e nell’estrattivo (incremento solido delle trivelle in attività, +3,5% nel mese).

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (stima prel.) dovrebbe essere poco variata rispetto a giugno, stabilizzandosi a 95. Le aspettative di inflazione dovrebbero mantenersi vicine alla lettura di giugno, 2,6% per l’orizzonte a 1 anno e 2,5% per quello a 5-10 anni.

Ieri sui mercati

Giornata altalenante per i titoli di stato europei, con una chiusura negativa ancora ispirata dal nervosismo per la svolta della politica monetaria europea. Alla fine, i tassi sono saliti su tutte le scadenze e su tutti i mercati, ma più energicamente su quello italiano. Differenziali con in Bund in allargamento. Euro stabile poco sopra 1,14 dollari. Chiusura in lieve rialzo per i listini azionari, con gli operatori apparentemente fiduciosi in vista delle trimestrali e incoraggiati dai toni accomodanti della Fed, oltre che dai dati cinesi.

Area euro. Rimsevic (banca centrale della Lettonia) ha dichiarato che il programma di acquisti potrebbe andare avanti ancora per un paio d’anni, dal momento che l’inflazione è attesa rimanere lontana dal target fino al 2019. Le dichiarazioni di Rimsevic suggeriscono un approccio assai graduale alla normalizzazione del programma di acquisto. Il Wall Street Journal riportava che fonti vicine alla BCE avrebbero indicato settembre come data possibile per comunicare le decisioni sul QE nel 2018 o al più tardi ottobre. La prossima settimana la BCE potrebbe apportare marginali modifiche alla comunicazione e molto probabilmente reintrodurrà la valutazione esplicita dei rischi per lo scenario di inflazione. Dopo la riunione di luglio, eventuali indizi potrebbero venire a fine agosto, quando Draghi interverrà al simposio di Jackson Hole.

Germania. La stima definitiva ha confermato l’inflazione a giugno in aumento di un decimo all’1,6% sulla misura nazionale e all’1,5% su l’indice armonizzato. Sul mese, i prezzi sono cresciuti di 0,2% m/m su spinta dei prezzi dei servizi ricreativi (+13% m/m) probabilmente per il calendario inusuale delle festività di Pentecoste.  A luglio l’inflazione tedesca potrebbe calare di un decimo data l’usale dinamica stagionale, quindi effetti statistici di supporto dovrebbero prima spingere l’inflazione all’1,8% a fine estate e poi frenare la dinamica dei prezzi verso fine anno. In media 2017, l’inflazione tedesca è attesa all’1,4% in aumento da 0,5% dello scorso anno.

Stati Uniti. Il PPI a giugno aumenta di 0,1% m/m per l’indice headline e quello al netto di energia e alimentari. L’indice al netto di energia, alimentari e commercio è in rialzo di 0,2% m/m (2% a/a). I dati confermano l’assenza di pressioni inflazionistiche, ma non alimentano timori di ulteriore disinflazione.

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione rilevati nella settimana conclusa l’8 luglio si mantengono su livelli bassi, a 247 mila da 250 mila della settimana precedente, e sono in linea con la media a 4 settimane (245750). I sussidi continuano a segnalare un mercato del lavoro al pieno impiego.

Stati Uniti. Yellen, nella seconda audizione in Congresso, ha ribadito che il recente rallentamento dell’inflazione dovrebbe essere transitorio, alla luce della continua riduzione delle risorse inutilizzate e dei moderati aumenti dei prezzi all’import. Come durante l’audizione di mercoledì alla Camera, Yellen ha comunque sottolineato che “potrebbe esserci altro” e che la Fed “sta guardando l’inflazione molto attentamente alla luce dei dati deboli”. Tuttavia, per ora, il presidente della Fed pensa che sia “prematuro concludere che l’inflazione sottostante stia scendendo ben al di sotto del 2%” e “non (è) giunta a tale conclusione”. L’audizione di ieri non ha modificato le previsioni per lo scenario di politica monetaria nel resto dell’anno: rimane probabile che a settembre il FOMC annunci l’inizio della riduzione dei reinvestimenti a partire da ottobre e, se l’inflazione si stabilizzerà, prepari un altro rialzo dei tassi per dicembre.

Stati Uniti. La leadership del Senato ha presentato la nuova versione della riforma sanitaria, mirata a trovare un equilibrio fra le richieste contrastanti dei moderati e dei conservatori. Per ora due senatori hanno già detto che si opporranno alla mozione procedurale preliminare alla discussione in aula, diversi altri senatori che si erano opposti alla prima versione della legge si riservano di vedere la valutazione del CBO, attesa per l’inizio della prossima settimana, prima di impegnarsi. La prossima settimana il leader del Senato Mc Connell prevede di aprire la discussione in aula, per poi procedere con il dibattito sugli emendamenti nella settimana successiva. Per ora però non è scontato che gli obiettivi vengano raggiunti: l’incertezza è ancora molto ampia.

Fonte: BondWorld.it


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