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Germania. La seconda lettura dai Länder conferma che a novembre i prezzi al consumo sono aumentati di 0,3% m/m su entrambe le misure. L’inflazione è altresì confermata in accelerazione a 1,8% da 1,6% sull’indice nazionale (e da 1,5% della misura armonizzata). Un confronto statistico sfavorevole proveniente dalla componente energetica porterà l’inflazione a rallentare attorno all’1,4% a cavallo d’anno.
Area euro. A ottobre la produzione industriale nell’Eurozona potrebbe calare di -0,2% m/m da -0,6% m/m di settembre sulla scia dei cali registrati in Germania, Olanda. La variazione annua passerebbe rimarrebbe stabile a 3,3%. Se confermato, il dato lascerebbe la produzione in rotta per un marginale calo di un decimo nell’ultimo trimestre (da 1,1% t/t precedente). In Italia, la produzione industriale è attesa in recupero, stimiamo di +0,7% m/m dopo il calo più marcato del previsto (-1,3%) registrato a settembre. le indagini restano coerenti con una prosecuzione dell’espansione dell’attività nei prossimi mesi, anche se il trimestre autunnale potrebbe vedere un ridimensionamento del contributo al valore aggiunto dell’industria dopo il “boom” estivo.
Stati Uniti. Il CPI a novembre è atteso in aumento di 0,4% m/m, con un ampio contributo della benzina. Il CPI core dovrebbe registrare una variazione di 0,2% m/m (1,8% a/a), la seconda consecutiva. Secondo le stime Nowcasting della Cleveland Fed, il deflatore core dovrebbe essere in rialzo di solo 0,1% m/m (1,5% a/a) a novembre, con variazioni analoghe a dicembre, mantenendo vivi i timori di un trend in rialzo molto lento per l’indice seguito dalla Fed.
Stati Uniti. La riunione del FOMC del12-13 dicembre dovrebbe concludersi con un rialzo dei tassi a 1,25-1,5% e una valutazione positiva dello scenario economico, con previsioni di ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e graduale risalita dell’inflazione verso il 2%. La comunicazione post-riunione, con l’ultima conferenza stampa di Yellen e il grafico a punti, dovrebbe segnalare consenso per ulteriore rimozione graduale dello stimolo monetario. Per il bilancio, ci dovrebbe essere unanimità a favore della gestione automatica attuale, almeno per altri due anni; sui tassi, invece, dietro la probabile previsione mediana di tre rialzi, persisterà un’ampia dispersione di opinioni. Il consenso sul ritmo dei rialzi si costruirà con l’evoluzione delle informazioni su crescita e inflazione. Un elemento di incertezza è la ricostituzione del Board, in una fase molto matura del ciclo, che richiederà flessibilità e coesione nella calibrazione della strategia. Powell guiderà la Fed all’insegna della continuità, ma dovrà adattare l’eredità di Yellen a condizioni nuove e a un Board probabilmente più “hawkish” rispetto a quello del periodo post-crisi.
Ieri sui mercati
La sconfitta repubblicana nelle elezioni per il seggio del Senato dell’Alabama ha indebolito questa notte il dollaro, che fino a ieri mattina aveva proseguito il suo apprezzamento sui mercati valutari. Indici azionari europei in lieve rialzo, così come l’S&P500. Il Tesoro italiano ha collocato 4,75 miliardi di euro di Bot a 12 mesi, con un rendimento sceso al nuovo minimo storico di -0,407%. Rendimenti in rialzo sulle curve dei titoli di stato, con allargamento dei premi al rischio sulla periferia.
Germania. L’indice ZEW sulle attese è arretrato a dicembre a 17,4 da un precedente 18,7. È possibile che i lunghi negoziati, ancora in corso, per formare una coalizione di Governo e l’incertezza sull’esito degli stessi abbiano pesato sulla fiducia degli analisti finanziari. A fronte di attese più contenute per i prossimi mesi gli analisti riportano un miglioramento dell’indice delle condizioni correnti a 89,3 da 88,8, si tratta di un livello vicino ai massimi storici della serie. Sulla base dell’andamento dell’indice ZEW stimiamo che il 19/12 l’IFO potrebbe rimanere invariato a 117,5, massimo assoluto per la serie raggiunto a novembre.
Stati Uniti. Il PPI a novembre aumenta di 0,4% m/m (3,1% a/a), per il terzo mese consecutivo. L’indice core è in rialzo di 0,3% m/m, come nei due mesi precedenti, mentre l’indice al netto di alimentari, energia e commercio accelera, con una variazione di 0,4% m/m. I dati non modificano la dinamica moderata dell’inflazione core.
Stati Uniti. L’elezione per il seggio del Senato in Alabama si è conclusa con una sconfitta repubblicana. L’esito del voto riduce la maggioranza repubblicana in Senato a 51-49. Al momento, questo risultato non dovrebbe mettere a rischio il passaggio della riforma tributaria, ma pesa sui pro9nostici per le elezioni midterm del 2018.
Stati Uniti. La commissione bicamerale per la riconciliazione dei testi della riforma tributaria di Camera e Senato sembra stia facendo passi avanti. Secondo alcuni membri della commissione, ci potrebbe essere un voto definitivo la prossima settimana, quando dovrà anche essere nuovamente estesa la legge di spesa (appropriations bill), in scadenza il 22 dicembre.
Fonte: BondWorld.it
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