Da seguire: Area Euro: Gli ordini all’industria registrano un forte calo anche in agosto: -1,8% m/m, che segue una contrazione di -2,2% (rivista) in luglio. L’andamento negativo riguarda sia gli ordini domestici (-2,6% m/m,…
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ma dopo un balzo di 3,7% in luglio), sia gli ordini esteri da paesi non-euro (-3,7% dopo -10,1% m/m in luglio). La crescita di 2,5% m/m degli ordini dal resto dell’Eurozona non basta a compensare le altre tendenze negative. Tutte le tipologie di prodotto sono in calo, ma la riduzione è più forte per i beni capitali (-2,8%) e per i beni durevoli di consumo (-1,5%).
Stati Uniti
- Il deficit della bilancia commerciale di agosto dovrebbe allargarsi a -43 mld di dollari, da -41,9 mld di luglio, riportandosi in linea con i livelli medi visti dalla primavera. Le esportazioni dovrebbero calare, dopo +0,4% m/m di luglio, per via di una contrazione sia dei prezzi sia dei volumi; anche l’import dovrebbe correggere, a causa della contrazione dei prezzi. I dati dei porti del Pacifico mostrano debolezza dei volumi in uscita, a fronte di segnali positivi per quanto riguarda le importazioni. Il canale estero dovrebbe dare un moderato contributo negativo alla crescita nel 2° semestre.
Ieri sui mercati
- La ripresa degli indici azionari si è riflessa in un aumento dei rendimenti dei titoli di stato. L’incremento è andato da 3 a 8pb sulla curva UST, che ha visto risalire a 150pb la pendenza 10-2 anni, e da 1 a 8pb su quella Bund (più marcato, 5pb, l’aumento della pendenza 10-2 anni). Spread sovrani in riduzione: il differenziale Btp-Bund decennale è calato di 3pb..
- Poco significativo il movimento del cambio euro/dollaro, sceso marginalmente sotto quota 1,12.
- Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero a settembre corregge a 56,9 da 59 di agosto, tornando su un livello in linea con la media del 2° trimestre.
- Stati Uniti. L’indice delle condizioni del mercato del lavoro stimato mensilmente dalla Fed a settembre è invariato, e la variazione di agosto è rivista a 1,2 da 2,1.
- Stati Uniti. I negoziati sulla Trans-Pacific Partnership (TPP) si sono conclusi ieri con un accordo che dovrebbe ridurre le barriere commerciali in un ampia gamma di settori fra i 12 paesi coinvolti. La riduzione delle barriere sarà molto graduale. L’accordo dovrà essere ratificato dai singoli paesi secondo le procedure nazionali, e l’approvazione da parte del Congresso americano non è scontata.
Fonte: BondWorld.it
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