Da seguire: Area euro: – Francia. Le vendite al dettaglio sono attese rimbalzare di 0,4% m/m a novembre, dopo il calo di -0,7% m/m di ottobre. Si approfondirebbe così la flessione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, a…
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-1% a/a. Il dato lascerebbe comunque la dinamica trimestrale in rotta per un modesto aumento nel 4° trimestre, a 0,3% dopo l’1,3% t/t del trimestre precedente. In prospettiva, la buona impostazione della fiducia fa sperare in recupero dei consumi.
Stati Uniti
– Gli ordini di beni durevoli a novembre sono previsti in calo di -0,5% m/m (dopo -3,4 % m/m), per via di un ampio calo atteso per la componente dell’aeronautica civile. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero crescere dell’1,7% m/m, con dati omogeneamente positivi, a parte gli aerei, in netto calo, e le auto, deboli. Nelle indagini di settore, le componenti ordini restano su livelli coerenti con un trend positivo degli ordini. Nell’indagine ISM manifatturiero di novembre, gli ordini sono scesi a 56,6 da 58,9 di ottobre, rimanendo al di sopra della media di lungo periodo (54,3).
– La spesa personale dovrebbe crescere a un ritmo solido a novembre, con una variazione di +0,5% m/m, dopo +0,4% m/m (che potrebbe essere rivisto verso l’alto), in linea con le indicazioni forti emerse dalle vendite al dettaglio. In termini reali i consumi dovrebbero essere in aumento di 0,4% m/m. La crescita del reddito personale dovrebbe invece rallentare sulla base dei dati dell’employment report deboli per ore lavorate e salari; il reddito dovrebbe aumentare dello 0,2% m/m. Il deflatore dovrebbe aumentare di 0,1% m/m sia per l’indice core, sia per quello totale.
– La fiducia delle famiglie rilevata dall’University of Michigan a dicembre (finale), dovrebbe segnare un ulteriore aumento rispetto a quanto visto con la rilevazione preliminare, salendo a 75,5 da 74,2 preliminare e 71,6 di novembre. L’annuncio del compromesso fra Presidente e Repubblicani e la prospettiva di un passaggio dell’estensione di gran parte delle misure fiscali per un altro biennio dovrebbe dare un ulteriore impulso alla recente ripresa del clima di fiducia delle famiglie.
– Le vendite di case nuove a novembre sono previste in aumento a 300 mila, da 283 mila di ottobre, tornando vicino ai livelli di settembre (308 mila) e all’interno dell’intervallo di oscillazione visto da maggio, dopo la fine degli incentivi fiscali. Al momento non ci sono indicazioni per l’instaurarsi di un trend verso l’alto.
Ieri sui mercati
Nulla di nuovo: spread ancora un po’ più larghi a fronte di rendimenti del Bund poco variati e scarsità di volumi, euro stabile sul dollaro ma sempre più debole nei confronti del franco svizzero (1,25).
Area euro
Secondo Süddeutsche Zeitung, la Germania si appresterebbe a proporre al resto dell’Eurozona la costituzione di un nuovo “Fondo Europeo di Investimento per la Stabilità e la Crescita” (Europäischen Stabilitäts- und Wachstums-Investmentfonds) che avrebbe il mandato “illimitato” di fornire credito agli Stati membri a fronte di garanzie costituite anche da oro o partecipazioni in imprese pubbliche.
Italia. A dicembre, l’indice ISAE di fiducia dei consumatori è aumentato a 109,1 da 108,5 (al contrario delle attese di consenso che vedevano invece un lieve calo). Si tratta del quarto aumento consecutivo dell’indicatore, che tocca così un massimo da gennaio 2010.
Italia. Le retribuzioni contrattuali sono cresciute di 0,2% m/m a novembre dopo la stabilità del mese precedente. Su base annua il tasso di crescita ha accelerato a 1,7% da 1,5% a/a.
Italia. Le vendite al dettaglio sono cresciute, oltre le attese di consenso, di 0,3% m/m ad ottobre dopo una contrazione uguale di segno opposto il mese precedente. Sull’anno le vendite sono calate di 0,6% a/a da -0,3% a/a (dato riletto al ribasso, precedente stima +0,3% a/a).
Regno Unito
I verbali della riunione di dicembre della Bank of England mostrano ancora una vasta maggioranza in favore dello status quo (7 su 9) e due dissenzienti con tesi diametralmente opposte. Per la maggioranza, il bilancio dei rischi “non è mutato sufficientemente da richiedere un cambiamento di politica”. Il giudizio prevalente è che gran parte della forza mostrata dall’inflazione sia legata a fattori transitori; tuttavia, questa volta viene riconosciuto che le notizie recenti “spostano il bilancio dei rischi sull’inflazione verso l’alto, nel medio termine”.
Stati Uniti
Il PIL del 3° trimestre è stato rivisto verso l’alto di solo 1 decimo, con una crescita di 2,6% t/t ann., da 2,5% t/t ann., contro attese di consenso di 2,8% t/t ann.
Le vendite di case esistenti aumentano del 5,6% m/m a novembre, salendo a 4,68 milioni di unità ann., da 4,43 milioni di ottobre. Il prezzo mediano e quello medio aumentano rispettivamente a 170600 dollari e a 218800 dollari. Lo stock di case invendute scende a 9,5 mesi da 10,5 mesi, ma rimane molto elevato e coerente con il persistere di stagnazione nel settore delle costruzioni residenziali e dei prezzi.
I prezzi delle case rilevati con l’indice FHFA a ottobre registrano un aumento di 0,7% m/m, dopo 4 mesi con variazioni negative o nulle. Gli aumenti sono generalizzati a gran parte delle aree geografiche.
Certificazione degli analisti
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Comunicazioni importanti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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