Da seguire: Area Euro Germania. La seconda stima ha confermato l’inflazione tedesca di febbraio in calo di un decimo all’1,2% sulla misura nazionale e di due decimi all’1,0% sulla misura armonizzata….
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Il minimo per l’inflazione tedesca dovrebbe essere alle spalle e la dinamica dei prezzi al consumo dovrebbe tornare a salire già da marzo al di sopra dell’1,0%.
Stati Uniti
Il PPI a febbraio dovrebbe aumentare di 0,1% m/m sia per l’indice totale sia per quello core. Il PPI viene ora pubblicato come indice di prezzi di domanda finale e include per questo una quota prevalente di servizi; pertanto la volatilità dell’indice è molto più contenuta di quella dell’indice dei beni che veniva riportato prima (che comunque viene ancora pubblicato come sotto-indice). Anche per l’indice dei beni la variazione mensile dovrebbe essere pari a 0,1% m/m. I dati dovrebbero confermare il proseguimento di un clima disteso sul fronte dei prezzi pagati dalle imprese.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (prel.) è prevista in aumento a 83 da 81,6 di febbraio. L’indagine dovrebbe mostrare un incremento della componente coincidente, a 96,5, in recupero verso il livello di gennaio (96,8). La componente aspettative dovrebbe salire modestamente, con un graduale recupero verso i livelli dell’estate 2013.
Ieri sui mercati
Il Tesoro italiano ha collocato l’ammontare massimo (7,75 miliardi) dei quattro BTP offerti, registrando ottima domanda e tassi in calo rispetto ai precedenti collocamenti; assorbiti nella riapertura per gli specialisti anche 566 milioni di BOT annuali. Sul mercato secondario, i rendimenti sono calati su tutti i mercati. Più sensibile il calo sulla curva UST, dove è arrivato a 9pb sulle scadenze lunghe, e sul debito tedesco: un quadro che riflette un calo dell’appetito per il rischio, evidenziato anche dalle chiusure in netto ribasso degli indici azionari globali e dal rafforzamento dello yen. I due fronti caldi sono l’economia cinese e l’Ucraina (sta diventando molto probabile l’imposizione di sanzioni alla Russia a partire da lunedì). Il cambio del rublo ha sfondato i massimi del 3 marzo, e ora viaggia a 36,65 contro dollaro. Il cambio euro/dollaro ha segnato i massimi infragiornalieri a 1,3967, arretrando però rapidamente nel corso del pomeriggio per rientrare in area 1,38, fiaccato dai dati americani e dalle dichiarazioni di Draghi (v. sotto).
Area euro
Francia. I prezzi al consumo a febbraio sono aumentati di 0,6% m/m da -0,6% m/m sia sull’indice nazionale che sulla misura armonizzata. L’inflazione aumenta di tre decimi allo 0,9% sulla misura nazionale e all’1,1% su quella armonizzata. L’inflazione in Francia è attesa accelerare tornando sopra l’1,0% a partire dalla primavera.
Italia. I prezzi al consumo a febbraio sono stati confermati in calo di un decimo sull’indice nazionale e di tre decimi sulla misura armonizzata. L’inflazione annua è stata confermata allo 0,5% sul NIC ed è stata rivista al ribasso allo 0,4% in base all’IPCA. In entrambi i casi si tratta del minimo dall’ottobre del 2009. Il calo dei prezzi si concentra su comunicazioni, trasporti e alimentari. In prospettiva, l’inflazione è destinata a rimanere agli attuali modesti livelli almeno il mese prossimo, e inferiore all’1% probabilmente sino all’estate. Solo negli ultimi mesi dell’anno si potrebbe vedere una risalita, che tuttavia non sarà tale da portare la media d’anno significativamente al di sopra dell’1%..
Irlanda. La prima lettura mostra che il PIL nel 4° trimestre 2013 è calato bruscamente e contro le attese, segnando una contrazione di -2,3% t/t da +2,1% t/t di settembre (rivisto però al rialzo da 1,5% t/t). La variazione annua torna pertanto negativa a -0,6% da 2,5% di settembre (anch’essa rivista al rialzo da 1,7%). Per il 2013, pertanto, la contrazione è stata di -0,3 in media annua da +0,2% del 2012. Per l’anno in corso, il primo dall’uscita dal piano di salvataggio, riteniamo che l’economia potrebbe vedere un’espansione dell’1,6%.
Il bollettino mensile della BCE conferma i messaggi della scorsa settimana. I tassi rimarranno sui livelli attuali o più bassi fin quando prevarrà il quadro di inflazione basso anche nel medio periodo.
BCE. Continuano ad arrivare commenti volti a rassicurare i mercati che se l’inflazione sorprenderà verso il basso la BCE interverrà (Knot), ma per il momento i membri del Consiglio continuano a ritenere che il rischio di deflazione sia contenuto (Knot, Weidmann) e che le attese di inflazione sono saldamente ancorate (Weidmann). Coeuré ha però specificato che il Consiglio non sottovaluta il rischio di Japanification della zona euro. Anche Draghi ha contribuito allo sforzo, dichiarando che “il rafforzamento del cambio effettivo dell’euro […] sta diventando certamente più rilevante nella nostra valutazione della stabilità dei prezzi” e che “la BCE ha preparato misure non convenzionali di politica monetaria” per fronteggiare eventuali rischi di deflazione.
Stati Uniti
Le vendite al dettaglio a febbraio sorprendono verso l’alto con un aumento di 0,3% m/m sia per l’aggregato totale sia per quello al netto delle auto. Le vendite non recuperano il crollo cumulato dei due mesi precedenti, anche perché i dati di gennaio sono rivisti ampiamente verso il basso. Le vendite totali a gennaio sono calate di -0,6% m/m (stima precedente: -0,4% m/m) e quelle al netto delle auto sono riviste a – 0,3% m/m (da 0% m/m). Considerando che nei mesi straordinariamente freddi di gennaio e febbraio la spesa delle famiglie sarà sostenuta da ampi incrementi nel comparto delle utility per il riscaldamento, manteniamo una previsione di crescita dei consumi vicina a 2,5% t/t ann. nel 1° trimestre.
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa l’8 marzo calano a 315 mila da 324 mila della settimana precedente e toccano il minimo da fine novembre 2013.
I prezzi all’import a febbraio aumentano di 0,9% m/m (consenso: 0,5% m/m), dopo +0,4% m/m a gennaio (rivisto da +0,1% m/m). Su base tendenziale i prezzi restano in calo (-1,1% a/a).
L’estensione dei fondi federali per i sussidi di disoccupazione di lungo termine è tornata a essere discussa in Congresso, in una versione con durata fino a metà 2014.
Giappone
I verbali della riunione della BoJ del 17-18 febbraio mostrano un consenso generalizzato per l’espansione dei programmi di supporto per i prestiti
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