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Flash: Stati Uniti L’employment report di gennaio dovrebbe dare informazioni positive

Da seguire: Area euro. Germania La produzione industriale dovrebbe proseguire su di un trend di recupero a dicembre (+0,4%m/m dopo il +1,8% di novembre) stando alle indicazioni dalle indagini IFO e PMI….


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    Se confermato il trimestre finale dello scorso anno chiuderebbe con un aumento di produzione di 0,3% t/t coerente con la nostra stima di crescita del PIL tedesco di 0,3%.

Stati Uniti

    L’employment report di gennaio dovrebbe dare informazioni positive sul mercato del lavoro con un aumento di occupati non agricoli di 180mila unità e una stabilizzazione del tasso di disoccupazione a 6,7%. Ci sono alcuni fattori transitori che rendono particolarmente difficile la previsione per gennaio. Il clima è stato di nuovo straordinariamente rigido; a fine dicembre sono scaduti i fondi federali per i sussidi di disoccupazione estesi ai disoccupati di lungo termine (con effetti per ora su 1,3 mln di individui); infine a gennaio vengono rilasciate le nuove stime della popolazione e le revisioni annuali dell’indagine presso le imprese, con il nuovo benchmark per gli occupati aggiornato a marzo 2013. Sulla base dei dati disponibili ora, il tasso di disoccupazione dovrebbe essere stabile al 6,7% con una stabilizzazione del tasso di partecipazione al 62,8%, livello di dicembre. I salari orari dovrebbero essere in aumento di 0,2% m/m.

Ieri sui mercati

Giornata positiva sui mercati europei, che incrementano i rialzi grazie alle trimestrali positive (costruzioni, media, lusso e auto) e al traino del buon avvio di Wall Street. Giornata invece a due facce sul mercato dei titoli di Stato: dopo una mattinata positiva grazie anche al buon esito delle aste, il settore dei titoli governativi europei registra un ritracciamento nel pomeriggio in seguito alla conferenza stampa del presidente Draghi. Rendimenti dei Bund in aumento di circa 6pb, meno ampie risultano le variazioni per i BTP che vedono il decennale in lieve calo rispetto al giorno precedente, a quota 3,75%. Complice il maggiore rialzo dei tassi sui Bund tedeschi si assiste a un nuovo restringimento dello spread che tratta sulla scadenza a 10 anni in area 206pb. Sulle parole di Draghi durante la conferenza stampa, l’euro/dollaro ha recuperato fino in area 1,36 mantenendo quel livello fino a chiusura in Europa. Sterlina stabile contro dollaro e più volatile contro euro dopo che la BoE ha lasciato tutto invariato. Il generale calo dell’avversione al rischio sui mercati allenta le tensioni sulle valute rifugio come lo yen, riconducendo il cambio dollaro/yen in area 101,8. L’indice HSBC PMI per la Cina è calato più delle attese a 50,7 da un precedente 50,9 un minimo negli ultimi sei mesi. Probabilmente il rallentamento è spiegato dal capodanno cinese che potrebbe aver determinato un rallentamento di attività. Il calo non sembra aver avuto un impatto significativo sull’andamento delle piazze asiatiche.

Stati Uniti

    Il deficit della bilancia commerciale a dicembre si allarga a -38,7 mld di dollari, da -34,6 mld di novembre (rivisto da -34,3 mld), con un calo dell’export (-1,8% m/m) e un modesto incremento delle importazioni (+0,3% m/mIn termini reali, il saldo si amplia a -49,5 mld di dollari; la media trimestrale è del 3% inferiore a quella del 3° trimestre: il contributo del canale estero resterà quindi positivo, anche se meno forte rispetto a quanto visto con la stima advance del PIL del 4° trimestre, che potrebbe essere rivista verso il basso di circa 2 decimi.
    I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 1° febbraio calano a 331mila da 351mila della settimana precedente (rivisto da 348mila). I nuovi sussidi tornano quindi sui livelli della parte centrale di gennaio e sono coerenti con una crescita di occupati in linea con quanto visto nell’estate 2013, intorno a 180-200mila al mese.
    La produttività nel 4° trimestre aumenta di 3,2% t/t, dopo +3,6% t/t del 3° trimestre. Il costo del lavoro per unità di prodotto cala di -1,6% t/t dopo -2% t/t del trimestre precedente, confermando l’assenza di pressioni inflazionistiche dal costo del lavoro.
    Rosengren (Boston Fed) ha ribadito che la Fed dovrà essere “piuttosto paziente nel rimuovere lo stimolo” monetario, alla luce di una debolezza sottostante del mercato del lavoro e di un’inflazione sempre al di sotto dell’obiettivo del 2%.

Focus BCE: tutte le opzioni sono aperte, comunicazione più dovish di quanto suggerisce la reazione di mercato

    La BCE ha confermato la guidance sui tassi e l’impegno ad ulteriori azioni decisive in caso di necessità. La conferenza di Draghi è stata a nostro avviso più dovish di quanto non suggerisce la reazione dei mercati. Il taglio del refi che il mercato si aspettava già questo giovedì potrebbe arrivare a marzo ma molto dipende dall’evolvere a nostro avviso dello scenario di crescita. Draghi ha specificato che il Consiglio ha concluso di avere un set informativo incompleto e di voler attendere ulteriori dati per valutare l’evolvere della crisi emergenti, lo stato di avanzamento della ripresa area euro e se la sorpresa dal dato di inflazione sarà confermata. La pubblicazione delle stime di inflazione per il 2016 a partire da marzo consentirà di legare i tassi a previsioni di medio periodo e segnalare che la politica monetaria BCE rimarrà accomodante più a lungo di quella della FED e BoE. Draghi ha aperto sull’ammissibilità legale di un QE per contrastare il rischio di deflazione, ma continuiamo a ritenere che si tratti di una misura estrema. E’ possibile che Draghi speri con l’introduzione delle stime di medio lungo periodo e in un certo senso con una guidance rafforzata di tenere sotto controllo i tassi anche oltre i due anni.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

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