Germania. La produzione industriale è calata di ben -1,6% m/m in febbraio, smentendo nettamente le previsioni di rialzo (+0,3%); il dato di gennaio è stato rivisto da -0,1% a +0,1% m/m……
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La variazione tendenziale non destagionalizzata ma corretta per i giorni lavorativi rallenta da 6,3 a 2,6% a/a. Le indagini di fiducia hanno segnalato un rallentamento dell’attività nel manifatturiero tra febbraio e marzo dai ritmi di crescita assai solidi della seconda metà dello scorso anno (+1,0% t/t ogni trimestre). Ipotizzando un rimbalzo di 0,5% in marzo, la produzione potrebbe registrare nel primo trimestre una modesta flessione rispetto al 2017.T4; soltanto se il rimbalzo fosse di circa un punto percentuale la produzione media resterebbe invariata.
Spagna. La produzione industriale dovrebbe recuperare dell’1,1% m/m a febbraio, dopo il forte calo registrato il mese precedente. L’indice PMI per il manifatturiero si è aggirato in media (55,6) sul livello del 4° trimestre e suggerisce solo un modesto rallentamento.
Stati Uniti. L’employment report dovrebbe dare ancora buone notizie sul mercato del lavoro a marzo. Gli occupati non agricoli sono previsti in aumento di 230 mila, dopo 313 mila di febbraio (per cui prevediamo una revisione verso il basso). I dati di occupazione dei primi due mesi dell’anno sono stati distorti dal clima. Il tasso di partecipazione e quello di disoccupazione dovrebbero correggere di un decimo ciascuno, a 62,9% e 4%, rispettivamente. I salari orari dovrebbero riaccelerare dopo +0,1% m/m di febbraio, e segnare una variazione di 0,2% m/m, più in linea con il trend. I dati non dovrebbero essere tali da modificare la proiezione del FOMC di tre rialzai dei tassi nel 2018.
Nessuna asta di titoli di stato in agenda.
Ieri sui mercati
Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 31 marzo aumentano a 245 mila da 215 mila della settimana precedente. I sussidi sono in rialzo sui massimi da quasi tre mesi, ma in parte sono stati probabilmente influenzati dalla cadenza delle chiusure pasquali. I dati non modificano il quadro di un mercato del lavoro sempre al pieno impiego.
Stati Uniti. La bilancia commerciale a febbraio registra un deficit di -57,6 mld di dollari, da -56,7 mld di gennaio, sui massimi da ottobre 2008. A febbraio le esportazioni rimbalzano di +1,6% m/m, dopo -1,7% m/m di gennaio; l’export di beni è in rialzo di +2,3% m/m (dopo -2,2% m/m del mese precedente). Le importazioni sono in crescita di 1,7% m/m, dopo la stabilità di gennaio. L’allargamento del deficit è dovuto a un rialzo una tantum delle importazioni di servizi (collegato alla trasmissione televisiva delle olimpiadi invernali), che spiega praticamente tutto l’ampliamento del deficit complessivo. In termini reali, il canale estero dovrebbe contribuire negativamente alla crescita del 1° trimestre.
Stati Uniti. Il presidente Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni per studiare dazi di salvaguardia su altri 100 miliardi di importazioni dalla Cina, in risposta alla rappresaglia annunciata dal governo cinese.
Fonte: BondWorld.it
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