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Flash: Stati Uniti – L’indice Empire della NY Fed a maggio è atteso in calo a 5, dopo l’ampio rimbalzo a 9,6 di aprile.

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A maggio la moderazione dell’indice dovrebbe essere accompagnata da correzioni degli ordini da 11 di aprile e da 1,9 per l’indice degli occupati. Come nelle altre indagini, si dovrebbe vedere una moderata ripresa degli indici di prezzo. Le condizioni attese a 6 mesi dovrebbero retare su livelli positivi, in linea con l’aspettativa di miglioramento dell’attività nella seconda metà dell’anno…….


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Stati Uniti – L’indice di fiducia dei costruttori di case della NAHB a maggio è previsto in aumento a 59 dopo 3 mesi di stabilità a 58.

Cina – La produzione industriale ha registrato in aprile una crescita di 6,0% a/a, inferiore alle attese e al passo del mese di marzo (6,8%), ma concentrata nel settore estrattivo e nella generazione elettrica; in rallentamento anche gli investimenti fissi, da 10,9% a/a a 10,5% a/a, e le vendite al dettaglio (da 10,5% a 10,1% a/a).

I market mover della settimana

Nell’area euro i verbali della riunione BCE del 21 aprile dovrebbero confermare che il Consiglio è in una fase di valutazione delle misure annunciate tra dicembre e marzo e che nuove mosse prima di luglio sono poco probabili.

La settimana ha molti dati importanti in uscita negli Stati Uniti, anche se il focus sarà probabilmente sui verbali della riunione del FOMC di aprile. I verbali dovrebbero mostrare minore preoccupazione per i rischi internazionali, valutazione positiva del mercato del lavoro e dovrebbero lasciare la porta aperta per un possibile rialzo estivo, pur con la consueta cautela. Le prime indagini del settore manifatturiero di maggio dovrebbero dare segnali di stabilizzazione dell’attività. I dati di aprile dovrebbero essere modestamente positivi, con moderato rialzo di produzione industriale, cantieri residenziali e vendite di case esistenti. Il CPI di aprile dovrebbe essere in aumento dello 0,3% m/m, con il core in rialzo dello 0,2% m/m.

Ieri sui mercati

La scorsa settimana ha visto movimenti netti piuttosto contenuti di indici azionari e tassi, con l’eccezione della parte lunga della curva UST che è calata di 6pb. Gli spread sovrani nell’Eurozona sono saliti, ma con la notevole eccezione della Grecia (che ha beneficiato della prospettiva di un accordo sulla ristrutturazione del debito e sullo sblocco della prossima tranche del prestito ESM).

S&P ha lasciato invariato rating (BBB-) e outlook (Stable) dell’Italia, malgrado la limatura alle stime di crescita 2016 da 1,3% a 1,1%.

Sui mercati valutari, l’euro ha ceduto terreno sul dollaro (-1,1% su base settimanale a 1,1298), che ha recuperato più vigorosamente contro yen (+2,3% a 109,1). Marginale l’arretramento della sterlina.

Pur con la lieve flessione di venerdì, le quotazioni petrolifere sono rimbalzate di oltre il 4% su base settimanale.

Italia –  I prezzi al consumo di aprile sono stati rivisti verso il basso, da zero a -0,1% m/m e da -0,4% a -0,5% a/a sul NIC e da 0,3% m/m a zero e da -0,3% a -0,4% a/a sull’armonizzato. La revisione è dovuta alla rilettura al ribasso delle spese per l’abitazione (da -1,8% a -2,5% m/m), la cui flessione è dovuta al taglio delle tariffe di luce e gas, e non ha per nulla una connotazione negativa. L’inflazione potrebbe ritornare in positivo soltanto a partire da settembre/ottobre.

Stati Uniti – Le vendite al dettaglio di aprile sorprendono verso l’alto, con una variazione di 1,3% m/m (+2,9% a/a), dopo -0,3% m/m di marzo; al netto delle auto l’aumento è solido, +0,8% m/m e il dato di marzo è rivisto all’insù di 2 decimi (a +0,4% m/m). La crescita della spesa personale nel 1° trimestre dovrebbe essere rivista di un paio di decimi verso l’alto dall’attuale 1,9% t/t ann. e il 2° trimestre potrebbe vedere una variazione superiore al 3% t/t annualizzato.

Stati Uniti – La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a maggio (prel.) aumenta a 95,8 da 89 di aprile, toccando il massimo da giugno 2015.

Stati Uniti – Il PPI ad aprile aumenta di 0,2% m/m; l’indice core sale di 0,1% m/m e escludendo anche il commercio la variazione è di +0,3% m/m.

Stati Uniti – Brainard (Board Fed) ha detto che nonostante il recente allentamento delle condizioni finanziarie, “il contesto economico globale rimane piuttosto difficile e i rischi globali potrebbero riemergere per una varietà di ragioni”.

Focus – Conti nazionali dell’area euro brillanti nel primo trimestre, ma in parte per fattori transitori.

Nell’area euro, il PIL è cresciuto di 0,5% t/t e 1,5% a/a, trainato da Germania, Spagna, Francia e Olanda. Per i mesi primaverili le indicazioni sinora disponibili sono coerenti con una crescita del PIL poco più bassa, 0,4% t/t.

In Italia, il PIL è cresciuto di 0,3% t/t nel 1° trimestre 2016. Il dato è risultato in linea con le aspettative nostre e di consenso. Peraltro, il dato del trimestre precedente è stato rivisto verso l’alto (a 0,2% da 0,1%), di conseguenza la crescita annua è risultata di un decimo superiore alle attese (1% da 1,1%). A differenza che nel trimestre precedente la crescita è venuta dalla domanda interna (al lordo delle scorte), in presenza di un contributo negativo dal commercio con l’estero. In questo contesto, manteniamo invariata almeno per il momento la nostra previsione sulla crescita media annua del PIL nel 2016 (1,2%); tuttavia, sarà necessaria una accelerazione congiunturale rispetto alla attuale velocità di crociera di 0,3% t/t per raggiungere quel target e nel trimestre in corso tale accelerazione appare improbabile.

Fonte: BondWorld.it


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