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Flash: Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a marzo dovrebbe registrare un aumento

Francia. La stima finale dovrebbe confermare che a febbraio i prezzi al consumo sono calati…..

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di un decimo sull’indice nazionale e rimasti fermi su quello armonizzato. L’inflazione quindi dovrebbe essere confermata in rallentamento di un decimo a 1,2% da 1,3% sulla misura nazionale e di due decimi all’1,3% da 1,5% su quella armonizzata. Il sentiero del CPI dovrebbe vedere una graduale accelerazione nel 2° trimestre per poi tornare a rallentare in chiusura d’anno.

Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a marzo dovrebbe registrare un aumento a 17, da 13 di febbraio. L’indice è stato su un trend in calo dall’autunno, in parte per motivi transitori: fine degli effetti degli uragani prima, maltempo estremo a inizio 2018, aprendo un differenziale inusuale con l’andamento dell’ISM. A marzo si dovrebbero avere indicazioni in linea con una ripresa solida, segnalata anche dal trend verso l’alto dell’indice aspettative a 6 mesi, in rialzo da inizio 2017. Sarà importante vedere gli indici di prezzo: a febbraio si era registrato un balzo dei prezzi pagati (a 48,6, massimo da 6 anni), a fronte di una stabilizzazione di quelli ricevuti (a 21,5), in linea con incrementi moderati dei prezzi di vendita.

Stati Uniti. I prezzi all’import a febbraio dovrebbero aumentare di 0,2% m/m sia per l’aggregato totale, sia per quello al netto del petrolio.

Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a marzo è previso in marginale rialzo a 27 da 25,8 di febbraio. Il mese scorso, le imprese segnalavano accelerazione degli ordini, a fronte di un rallentamento della dinamica delle consegne, e un aumento significativo dell’indice dei prezzi pagati. I prezzi ricevuti erano poco variati. Nell’indagine di febbraio le imprese riportavano previsioni di moderata accelerazione della dinamica dei costi (sia prezzi sia salari) e dell’inflazione rispetto a quanto previsto tre mesi prima. Anche per questa indagine, come per l’Empire, gli indici dei prezzi sono i più rilevanti per lo scenario della politica monetaria.

Aste. Oggi saranno attive Francia (6,5-7,5 mld di OAT e 1,25-1,75 mld di OATi), Spagna (4,5-5,5 mld fra Bonos e Obligaciones con scadenza 2022, 2028, 2033 e 2040), Irlanda (carta a breve).

Ieri sui mercati:

L’offensiva protezionista degli Stati Uniti e le tensioni diplomatiche fra Regno Unito e Russia intaccano il clima di fiducia, e anche ieri hanno portato a chiusure negative degli indici azionari mondiali e flessioni delle curve dei rendimenti. Euro in modesta flessione contro dollaro, che cede terreno contro yen. Da segnalare un riallargamento di 5pb dei differenziali fra BTP e Bund sulle scadenze 10 e 30 anni, di 3pb su quella quinquennale, più di quanto registrato dalla Spagna, che pure oggi colloca 4,5-5,5 miliardi di carta a medio/lungo termine. Ieri, sono state attive sul primario Germania, Portogallo, che ha spuntato il minimo storico di rendimento sul suo decennale, e Grecia.

Area euro. Praet, generalmente tra le più colombe all’interno del Board BCE, ha detto che sarà necessario meglio specificare la guidance sui tassi e spiegare ai mercati cosa la BCE intende con “ben oltre” la fine degli acquisti. Praet ha indicato anche che la BCE dovrà monitorare la reazione della curva dei rendimenti dopo l’annuncio della fine degli acquisti.

Italia. Le vendite al dettaglio sono diminuite per il secondo mese di fila a gennaio, di -0,5% m/m in valore e di -0,7% m/m in volume (da -0,9% precedente). Anche la variazione tendenziale è calata in territorio ancor più negativo, a -0,8% dopo il -0,2% precedente; in volume il calo è anche più marcato (-1,9% da -1,2% di dicembre).

Stati Uniti. Le vendite al dettaglio di febbraio deludono le aspettative, e segnano il terzo calo consecutivo di -0,1% m/m (consenso: +0,3% m/m).

Stati Uniti. Il PPI a febbraio aumenta di 0,2% m/m, dopo 0,4% m/m di gennaio. L’indice core è in rialzo di 0,2% m/m.

Stati Uniti. Trump ha nominato L. Kudlow per la posizione di direttore del National Economic Council, in sostituzione di G. Cohn.

Stati Uniti. R. Paul, senatore repubblicano, ha detto che si opporrà alla nomina di Pompeo e Haspel come segretario di Stato e direttore della CIA, rispettivamente, per motivazioni legate alle loro opinioni. Nel caso in cui McCain non andasse a Washington per il voto, per confermare le nomine annunciate da Trump potrebbe essere necessario un supporto da parte dei democratici, assai improbabile.

Fonte: BondWorld.it


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