Flash Macro Daily

Flash: Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a ottobre dovrebbe stabilizzarsi a 24

Area euro. La produzione industriale è attesa in crescita di 1,1% m/m in agosto dopo lo 0,1% m/m di luglio. Abbiamo rivisto la stima al rialzo dopo i dati sorprendentemente forti da Germania e Italia a inizio settimana….


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Italia. In calendario la riunione del Consiglio dei Ministri che licenzierà il Documento Programmatico di Bilancio da inviare alla Commissione Europea e varerà il disegno di legge di bilancio da presentare alle Camere entro il 20 ottobre. Secondo le indicazioni fornite da Padoan in sede di audizione parlamentare in merito alla Nota di Aggiornamento al DEF, la manovra lorda sarà di 19,6 miliardi (di cui 15,7 miliardi per la disattivazione delle clausole di salvaguardia). Le coperture si fermeranno a 8,6 miliardi, di cui 5,1 da nuove entrate e 3,5 dai tagli di spesa. I principali interventi espansivi riguarderanno maggiori spese a politiche invariate per 2,6 mld (rinnovo contratto PA, missioni di pace, contratti di servizio), investimenti pubblici per 300 milioni, nuove forme di taglio contributivo sulle nuove assunzioni per 338 milioni e interventi per la coesione sociale (rafforzamento del reddito di inclusione, forse interventi sulle pensioni) per circa 600 milioni. Già venerdì il governo ha approvato il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio.

Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a ottobre dovrebbe stabilizzarsi a 24, poco al di sotto del livello di settembre (24,4). Il trend già espansivo del settore sarà rinforzato dagli effetti della ricostruzione post-uragani sul resto del trimestre.

I market movers della settimana

Nell’area euro, il focus sarà sulla pubblicazione dell’indagine ZEW che fornirà indicazioni sulla fiducia degli analisti nel dopo voto tedesco. Ci aspettiamo una stabilizzazione delle attese a 17. L’inflazione dell’Eurozona dovrebbe essere confermata stabile a settembre all’1,5%.

La settimana ha molti dati in uscita negli Stati Uniti. Le prime indagini del manifatturiero di ottobre dovrebbero confermare il quadro espansivo. Per quanto riguarda settembre, la produzione industriale e i nuovi cantieri residenziali dovrebbero rimbalzare dopo la correzione di agosto. Le vendite di case esistenti di settembre dovrebbero mantenersi su un debole trend verso il basso, dovuto alla scarsità di offerta. Il Beige Book dovrebbe segnalare continua espansione dell’attività, sostenuta anche dalla ricostruzione post-uragani, e potrebbe rilevare l’accumularsi di pressioni verso l’alto sui salari.

Ieri sui mercati

Inflazione. Le seconde letture di settembre in Germania e Italia confermano i dati preliminari. In Germania l’inflazione è rimasta stabile all’1,8% su entrambe le misure per il secondo mese, con i prezzi al consumo in aumento solo di un decimo al mese tra agosto e settembre sia sull’indice nazionale sia su quello armonizzato. In Italia, rispetto ad agosto l’inflazione ha rallentato di un decimo sul NIC all’1,1% (e all’1,3% sull’indice armonizzato); i prezzi al consumo italiani sono saliti di 0,3% m/m sull’indice nazionale e di ben 1,8% su quello armonizzato (a causa, qui, del rimbalzo stagionale dopo i saldi estivi).

Italia. La Camera ha approvato la legge elettorale cosiddetta “Rosatellum bis” con 375 voti favorevoli e 215 contrari. Al Senato non è prevista la possibilità di chiedere lo scrutinio segreto.

Austria. Le elezioni politiche hanno mostrato un netto spostamento a destra dell’elettorato. La maggioranza relativa è dei popolari guidati dal giovane leader Kurz (31,7%); i socialdemocratici reggono al 26,9%, incalzati però dall’estrema destra con il 26%. Anche se Kurz ha detto che parlerà con tutti, gli analisti politici prevedono la formazione di una coalizione di centrodestra fra popolari e FPÖ, che hanno evidenziato in campagna elettorale molte convergenze, e il passaggio all’opposizione dei socialdemocratici. L’Austria si inserirebbe così in pieno fra i paesi dell’Eurozona contrari a una maggiore integrazione, riavvicinandosi al blocco dell’Europa centro-orientale.

Germania. Alle elezioni regionali in Sassonia, la SPD di Schulz a sorpresa ha vinto il 37% dei voti, dal 32,6 % dell’ultima elezione del 2013. La CDU di Merkel ha ottenuto il 35%, mentre i liberali FDP il 7,5%, i populisti di destra il 5,5%, la sinistra di Die Linke appena il 4,5%, restando quindi fuori dal Parlamento regionale. Il risultato delle elezioni regionali, le prime a meno di un mese dal voto nazionale, segna una sconfitta per Merkel a pochi giorni dall’avvio dei negoziati per formare una coalizione con FDP e Verdi

Stati Uniti. Il CPI a settembre aumenta di 0,5% m/m (2,2% a/a), spinto da un ampio incremento dei prezzi energetici. L’indice core è in rialzo di solo 0,1% m/m (1,7 % a/a). I dati continuano a mostrare un trend dei prezzi core molto contenuto e puntano a un rialzo del deflatore dei consumi a settembre sempre inchiodato a 0,1% m/m, per il quinto mese consecutivo.

Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a settembre accelerano, con un aumento di 1,6% m/m, dopo -0,1% m/m di agosto (rivisto da -0,2% m/m). Le vendite sono spinte da benzina e auto. L’aggregato di “controllo” che entra nella definizione dei consumi (vendite al netto di auto, benzina, materiali da costruzione) è in rialzo di 0,4% m/m e dà indicazioni positive per la dinamica della spesa personale fra la fine del 3° e l’inizio del 4° trimestre.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (prel.) sorprende verso l’alto, salendo a 101,1 (massimo da gennaio 2004), da 95,1 di settembre.

Stati Uniti. Yellen (presidente Fed), in una tavola rotonda sulla politica monetaria, ha ribadito che la continua forza dell’economia giustificherà “aumenti graduali” dei tassi, probabilmente appropriati per sostenere la ripresa. Le parole di Yellen non modificano la previsione di un rialzo dei tassi a dicembre, e tre rialzi nel 2018, ma il riferimento ai dati di inflazione dei prossimi mesi e la debolezza della dinamica dei prezzi core mantiene dei rischi verso il basso sul sentiero dei tassi nel prossimo anno. Rosengren (Boston Fed) ha ripetuto la sua opinione secondo cui il continuo calo della disoccupazione (che potrebbe scendere anche sotto il 4%) richiede altri rialzi dei tassi.

Giappone. Kuroda (BoJ) ha ripetuto che la BoJ continuerà ad attuare una politica monetaria aggressivamente espansiva “con l’obiettivo di raggiungere l’obiettivo di inflazione il più presto possibile”, e ha anche rilevato che l’obiettivo del 2% è ancora “molto lontano”.

Fonte: BondWorld.it


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